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Romania
Le autorità romene respingono le pretese del pastore Tokes
pubblicato nell' edizione 436 pagina 3 il 2010-07-26
L’AIA – La decisione dell’Aia, secondo quale la dichiarazione di indipendenza del Kosovo “non ha violato il diritto internazionale generale”, ha provocato anche la reazione del prete Laszlo Tokes, romeno di origine ungherese, conosciuto come uno degli iniziatori della Rivoluzione del dicembre 1989 e che attualmente copre la carica di vicepresidente del Parlamento Europeo. Ha ripreso la questione dell’autonomia del Regno Secuiesc, aggiungendo ugualmente che all’occorrenza gli “ungheresi dovrebbero uscire in strada secondo il modello catalano”, informa Agerpres. Laszlo Tokes ha fatto queste dichiarazioni durante la Riunione del Forum di Coordinamento degli Ungheresi, organizzato in occasione dell’Università Estiva di Tusnad, a cui hanno partecipato anche il vicepremier Marko Bela, il Ministro della Cultura, Kelemen Hunor e il presidente esecutivo del Consiglio Nazionale degli Ungheresi in Transilvania (CNMT), Toro T. Tibor.
In replica alle dichiarazioni di Tokes, il presidente della Romania, Traian Basescu, ha respinto le pretese di autonomia della minoranza ungherese: “Sarebbe un grave errore credere di poter costruire una regione dell’Europa Centrale basata sulla geografia, su elementi non piacevoli della storia della regione, sull’etnia, sulle differenze di credo. Non l’etnia, non la fede, non la geografia, non la storia consolidano l’importanza della regione, ma i valori”, ha dichiarato il presidente Basescu presente al seminario “Europa Centrale-Il centro dell’Europa?”, organizzato nel quadro del campo studentesco “Tusvanyos 21”, al quale ha partecipato anche il premier ungherese Viktor Orban.
Il Ministero degli Esteri romeno (MAE) rafforza la sua posizione già nota di non riconoscere la statualità del Kosovo e ha dichiarato che la Corte Internazionale di Giustizia ha esaminato soltanto la legittimità di una dichiarazione di indipendenza, non le sue conseguenze giuridiche, che costituiscono un problema di legalità del presunto nuovo Stato
Il Ministero degli Esteri esprime la speranza per una ripresa del dialogo tra Belgrado e Pristina, per individuare una soluzione che possa soddisfare gli interessi di entrambe le parti.
Fino ad oggi, il Kosovo è stato riconosciuto da 69 paesi, inclusi gli Stati Uniti e 22 dei 27 Stati membri dell’UE.
Washington ha ribadito per tutta la scorsa settimana, il “pieno sostegno” per l’indipendenza del Kosovo, durante una visita del Primo Ministro del Kosovo, Hashim Thaci, resa al vicepresidente Americano, Joe Biden. La Russia, tradizionale alleata di Belgrado, non riconosce la sua indipendenza.
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