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La forza della coerenza

pubblicato nell' edizione 419 pagina 1 il 2010-03-08

Crin Antonescu rimane il presidente dei liberali. Non poteva succedere altrimenti al congresso del partito dopo il suo buon risultato alle scorse elezioni presidenziali. Soltanto la sua proposta di votare liste di candidati alla direzione del partito ha suscitato una concorrenza con l’ex primovicepresidente Ludovic Orban. Quest’ultimo ha deciso proprio all’ultimo momento di candidarsi perché non si ritrovava più sulla lista di Antonescu. Adesso il presidente ha più autorità e il suo futuro politico dipende da come riuscirà a trasformare il partito in un vero leader dell’opposizione di destra. Le sue idee sono più promettenti di quelle di altri politici. Crin Antonescu ha capito che non basta essere liberali e che tanti elettori di destra aspettano un altro tipo di proposte politiche. Perciò ha già parlato di un’intesa dottrinaria tra liberalismo, democrazia cristiana e conservatorismo. Ha capito anche che l’opposizione ai democratici liberali deve essere totale, perché vogliono prendere il loro posto come partito di destra. Per il presidente Traian Basescu questo mandato può essere non solo più difficile ma può rappresentare anche la conclusione della sua carriera politica. I liberali possono approfittare di tutto questo. Nello stesso tempo Antonescu è già il candidato favorito alle future elezioni presidenziali. Victor Ponta è troppo giovane e senza esperienza per riuscirci. I democratici liberali non hanno adesso un candidato adatto. Ma Crin Antonescu deve prima di tutto riuscire a portare il partito a risultati migliori di quelli ottenuti finora. Per questo c’è bisogno di insistere su un’identità del partito più forte. Il presidente del partito forse non ha grandi qualità di condottiere ma ha dimostrato di essere capace di una retorica coerente. Tra tanti politici inconcludenti la fermezza delle posizioni è attrattiva.

di Catalin Bogdan