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Il senso dell’autonomia
pubblicato nell' edizione 415 pagina 1 il 2010-02-08
L’UDMR è pronto a imporre la cosiddetta autonomia culturale. Dopo anni che il loro progetto è stato bloccato nel dibattito parlamentare, è venuto il momento di diventare legge. Saranno proprio gli avversari di una volta ad aiutarli ad ottenere il necessario appoggio parlamentare. Perché i democratici liberali sono adesso alleati dei magiari e non possono fare a meno di accetare certe condizioni. Senza di loro non potrebbero governare. Per l’UDMR l’autonomia culturale è la forma più accettabile per i romeni delle loro proposte. Il loro progetto stabilisce un controllo da parte di rappresentanti delle comunità etniche di tutte le attività culturali, educative e di stampa che li riguardano. Per questo, si instituiscono dei Consigli speciali che prenderanno le decisioni per le nomine dei direttori delle scuole, per il restauro dei monumenti storici o per il sostegno di un teatro, tra l’altro. Anche se non tutti saranno con necessità membri dell’UDMR, la parte del leone è per loro. E così per la loro comunita possono diventare sempre più influenti. Se i romeni non hanno niente da temere, sono proprio i magiari le possibili vittime di un’autorità troppo estesa. La cultura non è senza legami, a volte intimi e profondi, con la politica. Ma se diventa solo uno strumento di lotta politica, perde tutta la sua complessità costitutiva. I magiari hanno già ottenuto quasi tutto per separarsi nel sistema educativo. Tanto più separati sono nella cultura. Ma la cultura vive tanto che è permeabile. A Cluj, per esempio, tra i più brillanti spettacoli del teatro magiaro sono quelli di registi romeni. Uno dei più interressanti spettacoli del teatro romeno è del regista che è anche direttore del teatro magiaro. Non tutti i politici ungheresi vedeno questo con anima gradevole. L’autonomia culturale ha un senso solo se appoggia il dialogo tra alternative che altrimenti non hanno che troppo breve vita.
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