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Economia
L’interesse di politica monetaria torna al minimo storico
pubblicato nell' edizione 415 pagina 3 il 2010-02-08
Il Consiglio di Administrazione della Banca Nazionale della Romania (BNR) ha deciso, la scorsa settimana, di ridurre l’interesse di politica monetaria dello 0,5%, portandolo cioè al 7% all’anno, il più basso livello da novembre del 2007 a tutt’oggi e più in generale il minimo storico di questo indicatore.
È questa la seconda riduzione consecutiva dell’interesse chiave, dopo che, nella prima seduta del Consiglio di amministrazione della BNR di quest’anno, l’interesse di politica monetaria era sceso dall’8% al 7,5%.
Pur constatando gli andamenti positivi dell’economia, il reinserimento nel programma delle intese internazionali di finanziamento ed il mantenimento del deficit di domanda aggregata, la BNR evidenzia anche l’esistenza di incertezze connesse ai prezzi amministrati e a quelli volatili, i flussi di capitale e l’andamento dell’ambiente su piano esterno.
“Le prospettive stanno ad indicare il proseguimento del processo di deflazione, dopo un temporaneo acceleramento del tasso dell’inflazione nel mese di gennaio come effetto dello chock esogeno, dell’aggiustamento delle accise sul tabaco, nelle condizioni del prolungamento della favorevole dinamica dell’inflazione base CORE2 aggiustata, quella che illustra meglio gli effetti della gestione della domanda aggregata. Ci sono, però, da notare la persistenza delle incertezze connesse all’andamento dell’ambiente esterno, una fluttuazione di capitale dei prezzi amministrati e di quelli volatili”, si rileva nel comunicato dettagliato trasmesso dalla banca centrale.
L’ex ministro delle Finanze ed europarlamentare Daniel Daianu è del parere che, tramite la riduzione dell’interesse chiave al 7%, la Banca Centrale desidera appoggiare l’economia e scoraggiare le entrate di capitale speculativo. “La BNR fa bene a ridurre l’interesse di politica monetaria e può anche lasciare più liquidità sul mercato, onde scoraggiare le entrate di capitale speculativo, praticate intensamente negli ultimi mesi. E un segnale che la banca centrale ha dato già dalla sua precedente seduta, cioè, che desidera appoggiare il ripristino dell’economia, nelle condizioni in cui è stato approvato il budget dello stato, in cui l’accordo con il FMI è in corso e si concretizza il rasferimento delle due tranches, mentre la BNR si sente in posizione comfortevole pure per quanto riguarda le notizie connesse all’inflazione per l’anno corrente” ha detto egli.
Ionut Dumitru, economista capo della Raiffeisen Bank, ha dichiarato alla HotNews.ro che la riduzione dell’interesse chiave è motivata dall’inflazione in ribasso e dal miglioramento della percezione del rischio degli investitori nei confronti della Romania. Egli ha inoltre detto che questa decisione non avrà alcun impatto significativo sul corso di cambio, dato che è stata attesa dal mercato ed era già inclusa nel prezzo. Il Consiglio di Amministrazione della BNR ha approvato pure il Rapporto trimestrale sull’inflazione, documento presentato al pubblico in una conferenza stampa, del 5 febbraio 2010, si precisa ancora nel comunicato della Banca Centrale. Il tasso annuo della inflazione è sceso dal 6,3% nel 2008 al 4,74% l’anno scorso, ma la BNR ha fallito il target per il terzo anno consecutivo. Per il 2009, la banca centrale si era prefissa un target dell’inflazione del 3,5%, con un intervallo di variazione più/meno una percentuale mentre, stando all’ultima stima della BNR, l’indicatore avrebbe dovuto collocarsi al 4,5% a fine dicembre. Per il 2010, la BNR si prefigge di toccare una inflazione contenuta entro i limiti del 2,5 - 4,5% e stima che il tasso annuo si situerà al 2,6%.
La Banca Nazionale punta ad un’inflazione del 3,5% per la fine dell’anno
La Banca Nazionale della Romania (BNR) ha accresciuto la prognosi dell’inflazione per il 2010 dal 2,6% al 3,5%; si stima per il 2011 un tasso del 2,7%, sullo sfondo del rincaro dei prezzi per le sigarette. Lo ha annunciato la scorsa settimana il governatore della BNR Mugur Isarescu, il quale ha valutato che il tasso dell’inflazione rientrerà entro i limiti perseguiti già dalla prima parte del corrente anno; ai primi del prossimo anno è possibile che l’inflazione si situi al di sotto dell’intervallo di variazione cui si tende.
Il Governatore si è detto fiducioso per quanto riguarda il ripristino dei crediti dopo che la banca ha ridotto l’interesse chiave. Egli ha inoltre precisato che, sebbene sarebbe stato da desiderare, la banca centrale non potrebbe ridurre, per ora, le riserve minime obbligatorie in lei delle banche commerciali, dato che in questo momento esiste un eccesso di liquidità sul mercato.
Cristian Popa, vicegovernatore della BNR, è del parere che la Romania passerà alla crescita economica nella prima metà del corrente anno. “A mio avviso, in Romania si tratterà di una cifra positiva, trimestre dopo trimestre, nella prima metà del 2010, forse proprio nel primo trimestre”, ha detto Isarescu.
Le autorità romene ed il FMI stimano che l’economia della Romania crescerà dell’1,3% nell’anno corrente, dopo una contrazione di circa il 7% nel 2009.
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