Il progetto di risoluzione del Parlamento europeo esprime preoccupazione per la modifica della legislazione penale e giudiziaria in Romania

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Il Parlamento europeo (PE) ha adottato martedì la bozza di risoluzione esprimendo preoccupazione per la modifica della legislazione penale e giudiziaria in Romania. Il testo della risoluzione segnala la preoccupazione del Parlamento europeo per la modifica della legislazione penale e giudiziaria, avvertendo che vi è il rischio di compromettere l’indipendenza del sistema giudiziario e delle azioni anticorruzione. La risoluzione sullo stato di diritto in Romania è stata approvata con emendamenti. Il documento ha registrato 473 voti favorevoli, 151 contrari e 40 astensioni.

Gli europarlamentari romeni hanno reagito in vari modi in seguito all’adozione nel Parlamento Europeo della risoluzione sullo stato di diritto: se per Siegfried Muresan e Monica Macovei “la risoluzione difende i romeni ed è contro i politici”, secondo Maria Grapini, “la risoluzione è un’ipocrisia”, la socialdemocratica Gabriela Zoana crede che “la Romania sia ingiustamente accusata”, mentre il suo collega di partito, Emilian Paul, dice che non vuole che il Paese sia un servo, e che l’opposizione, “incapace di vincere le elezioni”, sia la causa di questa situazione.

Le reazioni di Bucarest sono state immediate.

Dancila: la risoluzione sullo stato di diritto in Romania è politica, profondamente scorretta; è assolutamente deplorevole che ci siano stati parlamentari romeni a votare contro la Romania

La premier Viorica Dancila ha dichiarato che la risoluzione sullo stato di diritto in Romania, adottata martedì dal Parlamento europeo, è “politicamente” e “profondamente scorretta”. Inoltre, Dancila afferma che è “assolutamente deplorevole” che il documento sia stato votato da europarlamentari romeni, considerando che ci sono “alcuni limiti che nessun romeno perbene dovrebbe violare”.

“Sicuramente è una risoluzione politica. È profondamente scorretta e, almeno in alcuni punti, non ha alcun fondamento e in altri non fa nemmeno riferimento alla Romania. Questa risoluzione è l’espressione degli interessi elettorali dei grandi gruppi politici, rispettivamente i popolari – la maggioranza e i socialdemocratici “, ha detto martedì sera ad Antena 3, Viorica Dancila, commentando la risoluzione sullo stato di diritto in Romania adottata dal Parlamento europeo .

La premier romena ha fatto riferimento al fatto che sono stati respinti gli emendamenti di condanna esplicita dei protocolli tra i servizi segreti e le istituzioni giudiziarie “come se tali protocolli fossero comuni nell’Unione europea quando in realtà sono inaccettabili”.

“È incomprensibile la critica indirizzata alla Gendarmeria romena, dato che l’intervento delle forze di ordine negli altri Stati membri dell’UE è perfettamente identico a quello della gendarmeria romena”, ha affermato Dancila.

Dancila ha dichiarato “sia assolutamente deplorevole che ci siano stati parlamentari romeni a votare contro la Romania”.

“Ci sono alcuni limiti che nessun romeno perbene dovrebbe mai violare, e in nessuna circostanza. Un romeno perbene non vota mai contro il proprio paese, qualunque sia il contesto, la guerra politica, i benefici elettorali che potrebbe ottenere nel proprio paese. È triste vedere un romeno votare contro la Romania “, dichiara la premier romena.

Tariceanu: Un documento sbilanciato. Per i protocolli mancava un unico voto

Il presidente del Senato Calin Popescu-Tariceanu ha detto, facendo riferimento alla risoluzione adottata nel Parlamento europeo, che trasmetterà ai suoi colleghi del gruppo ALDE di non essere contento del voto, dichiarando che è curioso chi poteva intervenire per l’emendamento relativo ai protocolli, per poi non farlo passare per la differenza di un voto.

“Le mie colleghe dell’ALDE, Renate Weber e Norica Nicolai hanno votato contro la risoluzione. Questa risoluzione è stata fatta senza una posizione equilibrata delle autorità romene, governo o Parlamento. È  un documento totalmente sbilanciato e soggettivo che mi delude profondamente. Vorrei inviare oggi ai colleghi dell’ALDE la mia insoddisfazione. Vorrei vedere l’elenco di quelli che hanno votato da parte dell’ALDE “, ha detto Calin Popescu Tariceanu.

“Il punto 4 riguarda la legittimità dei protocolli segreti. Questa non c’è più.  Le mie colleghe dell’ALDE hanno richiesto voto e questo emendamento non è passato per un voto. Non so chi abbia avuto una mano così lunga ed efficiente da convincere la maggioranza del Parlamento Europeo di non far passare questo. Una spiegazione sarebbe il desiderio di proteggere la CE da queste critiche, perché questo cancro all’interno della società romena con i protocolli tra i servizi e le istituzioni di giustizia o è stato fatto con la conoscenza della CE  o è stato fatto senza la sua conoscenza, ciò che è altrettanto grave. Voglio sapere con precisione quali sono quelle disposizioni che hanno determinato la Commissione di fare un passo indietro”, ha affermato il senatore.

Al punto 4, citato da Calin Popescu Tariceanu, veniva chiesta la denuncia pubblica da parte delle autorità di Bucarest, incluso il Presidente, dei protocolli segreti. Inoltre, veniva fatto riferimento all’ingresso in legalità e all’introduzione di un meccanismo trasparente.

Successivamente, il punto 4 di questo emendamento è sparito tra le proposte sottoposte alla votazione.

“Sono curioso di vedere la struttura del voto nel Parlamento Europeo. Trovo estremamente grave che gli europarlamentari romeni votino a favore di questa risoluzione. Cercano di esportare queste cose all’esterno con delle conseguenze per l’immagine della Romania”, ha detto Tariceanu.

I leader del PSD respingono le critiche della risoluzione del Parlamento Europeo sull’osservanza dello stato di diritto in Romania

La premier Viorica Dancila ha dichiarato martedì in Parlamento che vorrebbe che la Romania non venisse giudicata secondo alcune “risoluzioni più o meno corrispondenti alla realtà”, affermazioni fatte nel contesto di una discussione sul rapporto MCV e sulla risoluzione del Parlamento Europeo sullo stato di diritto.

“Ho ideato un programma per la presidenza del Consiglio dell’UE. La forma finale sarà pronta a novembre. Quello è il programma che noi dobbiamo portare a buon fine. La seconda cosa, viene ultimata l’agenda strategica 2014-2019, ci sono oltre 200 fascicoli legislativi e non legislativi, di cui dobbiamo risolvere il maggior numero possibile.

Dobbiamo dare risposte ad una serie di sfide, alla Brexit, al futuro dell’UE post Brexit, all’accordo sul quadro finanziario pluriennale, alla politica di coesione e alla politica agricola comune. Dopo queste cose la Romania potrà essere giudicata. Una presidenza di successo è quella in cui vengono risolti più fascicoli importanti possibili. La Romania non dovrebbe essere giudicata adesso, dopo alcune critiche, dopo alcune risoluzioni, più o meno reali, ripiegate sulla realtà, dopo le cose dette di alcune persone. Risponderemo a queste cose, ma non vorrei collegare queste cose alla Presidenza “, ha detto Viorica Dancila martedì in Parlamento.

Le affermazioni di Dancila arrivano in seguito alla dichiarazione del Presidente del PSD, Liviu Dragnea,  martedì, in Parlamento, prima della pubblicazione del rapporto MCV e dell’adozione della risoluzione del Parlamento Europeo sullo stato di diritto in Romania, che altri sono i “grandi compiti” per la Romania.

 

Dragnea, sul MCV e sulla risoluzione del Parlamento Europeo: altri sono i grandi compiti per la Romania

Il Presidente del PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato martedì, in Parlamento, prima della pubblicazione del rapporto MCV e dell’adozione della risoluzione del Parlamento Europeo sullo stato di diritto in Romania che altri sono in “grandi compiti” per la Romania.

“Io, come semplice romeno, ma non umile, penso che altri siano i grandi compiti per la Romania. I grandi compiti di questo Paese sono, sono stati e rimarranno al di là di ogni rapporto e MCV. Sto parlando di salute, istruzione, infrastrutture, agricoltura, sviluppo economico, maggiori redditi per i romeni, riforma dei grandi sistemi, questi sono i compiti di cui ci siamo occupati e abbiamo fatto appelli permanenti, personalmente e istituzionalmente, al Presidente, per lavorare insieme, ma senza succeso”, ha dichiarato martedì il leader del PSD Liviu Dragnea, chiesto in Parlamento come saranno i rapporti della Romania con l’UE dopo il rapporto MCV e dopo la risoluzione del Parlamento europeo.

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