Basta sorprese sul tema lavoro!

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Le nostre aziende chiedono al Governo una programmazione preventivamente condivisa

Il Patronato Confindustria Romania, membro di UGIR, ritiene che l’aumento del minimo salariale sia una misura ipotizzabile purchè  all’interno di una Progettualità concertata con le aziende presenti nel territorio, in modo da creare un pacchetto di riforme che comprendano un piano di crescita salariale congiuntamente ad azioni specifiche e sgravi fiscali, atti a migliorare l’ambiente di lavoro. L’impatto economico sul mercato deve essere obbligatoriamente condiviso preventivamente con i dati forniti dalle imprese che operano in Romania. Confindustria Romania ha più volte indicato un percorso di riforme sul lavoro per contrastare la mancanza di manodopera e per migliorare l’ambiente di lavoro. Piu’ sicurezza sanitaria, maggiore uso di tecnologia innovativa per creare nuove figure professionali, incentivi fiscali, decontribuzioni salariali, tutte azioni che, se messe insieme in un’unica progettualità, possono essere la ricetta vincente per aumentare la produttività e di conseguenza la competitività nel mercato globale.

Proprio la mancanza di manodopera in Romania, segnalata durante gli incontri con i rappresentati di governo, ha posto le aziende in una fase previsionale di budget per il 2019 molto difficile e, in alcuni casi, anche drammatica, non solo  per la difficoltà di effettuare nuovi investimenti, ma addirittura per garantire la continuità della propria permanenza industriale in Romania. Le variazioni salariali cosi come sono state proposte dal Governo evidenziano come le imprese non possano contribuire positivamente nel dialogo sociale e vengano viste solo come soggetti passivi, costretti a subire ogni decisione del Governo in tema di lavoro. Un atteggiamento del genere provoca e continuerà a provocare un ulteriore indebolimento del Paese per cui si rischierà di assistere ad una `nuova forma di diaspora, non solo di personale, ma di intere aziende e delle loro produzioni. Caricare solo e continuamente sulle imprese, il costo sociale del lavoro senza azioni compensatorie, e’ una politica poco lungimirante che mira a dare nell’immediato apparentemente delle soluzioni che si dimostreranno  però, nel medio termine, devastanti per tutti: imprese, occupazione e Paese. Dobbiamo anche rilevare come da alcune nuove norme emerga un principio discriminatorio verso i soggetti con una anzianità di 15 anni, e questo fatto potrebbe generare veri e propri piani di disincentivazione da parte delle aziende.

Le imprese sono state negli anni passati messe alla prova da repentine variazioni legislative in materia di fisco, non ultima la famosa Ordinanza di urgenza 79/2017, ed hanno comunque sempre dimostrato un alto spirito operativo nell’ adeguarsi alle nuove normative, ma erano tempi e contesti economici internazionali diversi. Temiamo che questa ultima variazione non possa essere assorbita, in silenzio, dal mondo produttivo, industriale e imprenditoriale della Romania.

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