Il modello italiano di industria 4.0, presentato alle Istituzioni e al mondo imprenditoriale romeno

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L’Ambasciata d’Italia a Bucarest e la Camera di Commercio Italiana per la Romania, in collaborazione con il Ministero italiano dello Sviluppo Economico, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Bucarest, l’Associazione Italiana Automazione e Meccatronica, Confindustria Romania e l’Agenzia per il Commercio Estero-ICE hanno organizzato  l’evento “Automazione industriale. Uomini e Robot nell’era dell’industria intelligente”, cui hanno preso parte rappresentanti del Ministero romeno dell’Economia, aziende italiane e romene, mondo accademico e numerose associazioni di settore.

L’iniziativa ha voluto innanzitutto presentare alle Istituzioni e al mondo imprenditoriale romeno il modello italiano di industria 4.0, nonché i benefici in termini di competitività e migliore qualificazione della forza lavoro che possono derivare da una maggiore automazione dei processi industriali. E’ stato mostrato in particolare come le misure di incentivo per gli investimenti e perl’innovazione, innescati dal Piano per l’industria 4.0, abbiano portato nuova linfa vitale alla filiera industriale e ai comparti tecnologici, traducendosi in maggiore efficienza e crescita.

Dopo aver illustrato le potenziali sinergie tra il mondo industriale ed accademico in materia di automazione industriale, sono stati poi presentati, quali best practice, i modelli di automazione industriale adottati da alcune aziende italiane e romene che hanno molto innovato e investito sulla meccatronica, incrementando la produzione e assicurando al contempo i livelli occupazionali.

L’evento, seguito da una sessione di networking e B2B, ha infine rappresentato un’importante occasione di confronto tra aziende e Associazioni di settore romene ed italiane sulle molteplici possibilità di collaborazione e di scambio di know-how nel settore dell’automazione industriale.

Come ha ricordato l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest Marco Giungi nel corso dell’evento, “l’automazione non significa meno posti di lavoro, ma – al contrario – posti di lavoro più qualificati”.

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