Dibattito nel PE sulla situazione dello stato di diritto in Romania

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La premier socialdemocratica di Bucarest, Viorica Dancila, ha presenziato a Strasburgo, nel contesto in cui il Governo che presiede sta attraversando un periodo di domande e risposte nei rapporti con l’Unione Europea, sullo sfondo delle scontentezze legate alla modifica delle Leggi sulla giustizia che hanno culminato con le proteste di piazza della Capitale del 10 agosto scorso. Lunedì, durante i dibattiti nella Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo, il primo-vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, aveva ammonito che, se si arriverà alla conclusione che le regole comunitarie sono trasgredite, Bruxelles non esiterà a portare l’Esecutivo romeno di fronte alla Corte Europea di Giustizia.

È seguito mercoledì, nella plenaria del Parlamento di Strasburgo, un dibattito sulla situazione dello stato di diritto. La premier Viorica Dancila ha dichiarato che non è venuta nel Legislativo europeo per rendere conto, ma per rispetto nei confronti delle istituzioni europee e che si aspetta cha la Romania sia trattata come gli altri stati membri. Il capo del governo romeno ha sottolineato che un sistema di giustizia funzionale si deve costruire in primo luogo per i cittadini, non per magistrati, politici e istituzioni ed ha affermato che il Meccanismo europeo di Cooperazione e Verifica, volto inizialmente ad aiutare la Romania a rimediare i problemi legati alla corruzione, sta dimostrando i suoi limiti, nei rapporti MCV non essendo menzionato nulla sui protocolli segreti, svelati di recente, tra i servizi di informazione romeni e le Procure. “Questo meccanismo è fallito nella missione per la quale è stato creato e chiedo ufficialmente che ci si dica chi ha redatto i rapporti MCV, chi ha fornito i dati e chi ha omesso per negligenza o in malafede queste realtà inconcepibili nell’UE,” ha dichiarato Dancila citata da Radio Romania International (RRI).

Le dichiarazioni di Viorica Dancila hanno generato reazioni diverse da parte degli eurodeputati romeni, che hanno o criticato la posizione espressa dal primo-vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, o si sono rimproverati a vicenda, oppure hanno criticato aspramente l’attuale Esecutivo romeno. In Romania, la giustizia si deve fare solo nei tribunali, non sulla base di protocolli segreti o intese occulte – hanno detto alcuni. La Romania non è sinonima di un gruppo di politici corrotti, il cui principale nemico è la giustizia – hanno sottolineato altri. Anche in Romania, le posizioni dei rappresentanti dei partiti parlamentari sono state del tutto opposte. I leader dei partiti al governo, PSD e ALDE, hanno salutato il discorso della premier ed hanno notato che la situazione dei protocolli non è stata inserita in nessuno degli 11 rapporti MCV. Invece, il PNL e l’USR, all’opposizione, hanno affermato che Viorica Dancila abbia presentato una realtà parallela. Il presidente dell’USR, Dan Barna: “La signora Dancila è andata là cercando di convincere l’intera Europa che il bianco è, infatti, nero. È stato, praticamente, un vero e proprio spettacolo di teatro dell’assurdo seguire la signora Dancila.” Il Parlamento Europeo adotterà, il mese prossimo, una risoluzione sulla situazione in Romania. Sempre a novembre la Commissione Europea renderà pubblico un nuovo rapporto MCV.

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