Gabriela Firea, in seguito all’udienza presso la Procura Generale: hanno cercato dichiarare capro espiatorio il prefetto

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Non faccio parte del gruppo di quelli che criticano il PSD

Il Sindaco generale, Gabriela Firea, ha dichiarato martedì in seguito all’udienza presso la Procura generale nel fascicolo delle violenze durante le proteste del 10 agosto, che, a suo parere, hanno cercato di dichiarare capro espiatorio il prefetto. Il sindaco ha aggiunto di non far parte del gruppo di quelli che criticano il PSD, ma di essere uno dei membri che non accettano la distorsione della verità e le recenti manipolazioni.

“Si è discusso sugli elementi che rappresentano la responsabilità del sindaco e, in particolare, quelli riguardanti l’autorizzazione delle proteste, se sono state approvate oppure no, se vi sia stato un organizzatore che ha assunto la responsabilità per l’organizzazione delle proteste del 10 agosto. Il sindaco deve rispettare la legge 215 sulla amministrazione pubblica locale, noi non abbiamo carichi militari, di intervento, di partecipare o conoscere segreti di lavoro delle strutture incaricate dalla legge a ristabilire l’ordine, e non possiamo coordinare tali eventi, quindi hanno potuto chiedermi informazioni in merito solo in maniera tangenziale. Io ero in delegazione ufficiale a Tallinn”, ha dichiarato Gabriela Firea.

Il sindaco ha specificato che alcune informazioni sono state rese disponibili a lei dopo lo svolgimento degli eventi.

“Si è cercato di dichiarare capro espiatorio il prefetto, ma le indagino dimostreranno, ne sono sicura,  il fatto che non ha alcuna colpa. Il prefetto non poteva avere accesso a segreti di lavoro e ordini militari. Non aveva certificato ORNISS e accesso a tali informazioni. Non ha fatto altro che, su richiesta del rappresentante della gendarmeria, controfirmare quell’ordine, che era stato già elaborato dal rappresentante della gendarmeria”, ha detto Firea.

“Non faccio parte del gruppo di quelli che criticano il PSD. Sono tra quelli che non accettano più di essere manipolati”

“Io non sono nel gruppo di quelli che criticano il PSD, sono tra quelli che hanno lucidità nel PSD e non accettano la distorsione della verità ed essere manipolati. Se essere onesto vuol dire passare dalla parte opposta….”, ha dichiarato Gabriela Firea, all’uscita dalla sede della Procura Generale.

Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente del PSD Liviu Dragnea ha dichiarato lunedì che il sindaco di Bucarest dovrebbe fare delle denunce o presentare prove per le sue dichiarazioni in cui ha affermato che nella seduta Cex sono state presentate discussioni private sui cellulari.

“Sono accuse gravi, dovrebbe fare delle denunce o presentare delle prove (nr: Gabriela Firea). Non faccio commenti”, ha dichiarato Liviu Dragnea, il presidente del PSD.

Messaggio per Dragnea: Gli attacchi devono cessare. Non è una guerra molto pulita

Firea ha trasmesso un messaggio a Liviu Dragnea in cui dice che non si lascia impressionata dai messaggi tossici inviati tramite consiglieri e stampa per essere “eliminata” e che vuole essere lasciata di parlare e gli attachi mascherati devono cessare.

“Mi piacerebbe essere lasciata di parlare, non essere contrastata dai messaggi inviati attraverso alcuni consiglieri, messaggi tossici diffusi nella stampa, per eliminarmi come persona fisica e pubblica.  Non mi fanno impressione le cose di ieri e dei prossimi giorni, bugie su vari siti e su varie modalità.  Conosco queste tattiche per far intimidire quelli che osano dire qualcosa. Sapendo che quello che ho detto è vero e pieno di argomenti, mi aspetto di mettere fine a questi attacchi mascherati. Sotto c’è una guerra non proprio pulita che non è stata da me iniziata”, ha detto il sindaco Gabriela Firea, all’uscita dalla Procura generale.

Alla domanda se questo è stato un messaggio per Liviu Dragnea, Gabriela Firea ha risposto: “Sicuramente”.

Il presidente del PSD Liviu Dragnea ha detto lunedì che il sindaco di Bucarest dovrebbe fare delle denunce o presentare delle prove in merito alle sue dichiarazioni in cui ha affermato che nella seduta Cex sono state presentate discussioni private sui cellulari.

“Sono accuse gravi, dovrebbe fare delle denunce o presentare delle prove (nr: Gabriela Firea). Non faccio commenti”, ha dichiarato Liviu Dragnea, il presidente del PSD.

Il sindaco generale Gabriela Firea afferma che il ministro dell’Interno Carmen Dan ha portato alla seduta del Comitato Esecutivo (CEX) del Partito Social-Democratico (PSD) di Neptun, dei documenti che presentavano discussioni private su WhatsApp, mentre  un anno fa ha riconosciuto che è in possesso delle discussioni, dalla stessa application di un senatore e che sono facile da intercettare.

Firea: supporto da parte del Governo non c’è stato tanto e non hanno cosa ritirare. Non si arriverà a questa situazione

Il sindaco ha dichiarato all’uscita dalla Procura Generale che il Governo e il PSD non possono ritirare il  supporto, affermando che il governo comunque non l’ha sostenuta per quanto riguarda i grandi progetti della Capitale.

“Sfortunatamente, sono stata boicottata sin dal primo giorno con i grandi progetti della capitale e sono stata lasciata a risolvere problemi piccoli e medi, e tutti i progetti più importanti che avevano bisogno di approvazione, perché noi non abbiamo chiesto soldi, sono in stand-by anche adesso…) Voglio solo dire ancora una volta che questioni come la fusione di Elcen-Radet o la presa in consegna della tangenziale della capitale e della metropolitana da parte del Comune non sono un capriccio di Gabriele Firea. Il governo è composto dai miei colleghi e le cose sono in stand-by, e ho il sentimento che non sappiamo cosa aspettiamo”, ha detto Gabriela Firea martedì, all’uscita dalla Procura generale.

Alla domanda su un possibile ritiro del sostegno politico da parte del PSD, Gabriela Firea ha risposto: ” supporto da parte del Governo non c’è stato tanto e non hanno cosa ritirare. Il sostegno politico dovrebbe essere proposto da qualcuno e approvato dai colleghi. Non penso che si arriverà a questo. Rimango membro di questo partito e mi unisco ai miei colleghi che capiscono che le cose non hanno preso la strada giusta, perché abbiamo una responsabilità davanti a tutti i romeni”, ha detto Gabriela Firea.

“Sono civile, non sono né sotto copertura, né scoperta. Quando c’è stata la Rivoluzione io avevo l’esame di maturità”

Il sindaco generale, Gabriela Firea, ha detto che durante la Rivoluzione del 1989 stava superando l’esame di maturità, che non faceva parte di alcuna struttura di sicurezza e che non è “né sotto copertura, né scoperta come scrivono vari siti”.

“Alla Rivoluzione io avevo l’esame di maturità. Non sono stata né membro del PCR, né membro di alcuna struttura di sicurezza. Non sono né sotto copertura, né scoperta, e nessuno crede a queste manipolazioni su vari siti. Penso che sarà la verità a vincere”, ha dichiarato Gabriela Firea all’uscita dalla Procura Generale.

Cliseru: Non mi considero una vittima, non mi sento oppressa, faccio il mio lavoro. Non ho fatto nulla di illegale

Il prefetto della capitale ha detto martedì che non sa se i suoi discorsi privati sono stati registrati oppure no, come ha detto il ministro dell’Interno, Carmen Dan, durante il Comitato esecutivo del PSD (CEx), dichiarando che lei parla molto con il Segretario di Stato del Ministero dell’Interno. Inoltre ha detto che di solito non si parla così tanto del prefetto nella situazione creatasi dopo le proteste del 10 agosto, e ha detto che non si considera vittima di nessuno e che dorme tranquillamente di notte.

“Non me ne intendo, non sono formata dai servizi segreti, non so se mi hanno registrato o no. Ho avuto molte discussioni con il segretario di stato (del Ministero dell’Interno – nr). Non le ho viste, la signora ministro non le ha presentate, ne ha fatto solo riferimento. Non so esattamente a cosa ha fatto riferimento. Io ho discussioni con molte persone, anche con il signor segretario di stato ho avuto discussioni, ma non so a quali discussioni ha fatto riferimento la signora ministro”, ha dichiarato Speranţa Cliseru, all’uscita dalla Commissione di Difesa dove avrebbe dovuto essere ascoltata e dove le udienze sono state annullate poco prima dell’ora a cui è stata invitata.

Allo stesso tempo, ha dichiarato che non c’è alcun conflitto tra lei e Carmen Dan.

Allo stesso tempo, il Prefetto della Capitale ha dichiarato che il Prefetto non conduce le operazioni di gendarmeria e che si parla troppo di lei. Cliseru ha anche detto che non si considera vittima di nessuno, fa  il suo lavoro e dorme tranquillamente di notte.

“E’ stato probabilmente strano discutere così di tanto di un prefetto, perché il prefetto non conduce le operazioni e non prepara l’azione nella difesa delle istituzioni e dell’ordine pubblico, perciò si parla troppo del prefetto.  Non sono una vittima. Perché essere una vittima? Io faccio il mio lavoro, so cosa devo fare. Non sono vittima di nessuno, che sia chiaro. Non mi considero una vittima, non mi considero oppressa, faccio quello che devo fare. Finché la legislazione e i diritti umani saranno rispettati nello stato romeno, non ho problemi. Dormo tranquillamente di notte. Non ho fatto niente di illegale, niente di immorale, non dò la colpa a nessuno. Ho assunto le mie responsabilità, sono andata in Piazza, anche se potevo inviare un rappresentante, ma non l’ho fatto. Sono andata di persona. Non facevo una passeggiata in piazza, come avete detto voi (i giornalisti – n.r). Sono andata nel posto dove mi è stato indicato andare, come una persona disciplinata, non sono militare, non sono il capo della gendarmeria”, ha dichiarato Cliseru.

Alla domanda su come commenta il fatto che le udienze della Commissione di Difesa del Senato sono state rinviate, ha dichiarato: “Mi presento in maniera disciplinata ogni volta che sono chiamata. Rispetto le istituzioni statali. Se loro hanno deciso che devono rinviare questa udienza, me ne sono andata. Cos’altro fare? ”

Alla domanda su come commenta il fatto che la decisione di bloccare le udienze è stata presa dai rappresentanti del PSD della Commissione, Speranţa Cliseru ha detto che lei non fa politica.

“Io non faccio politica. Non so perché affermate che sono stata nominata per ragioni politiche. Sono stata nominata dal Governo, il Governo è politico ma io non mi sono consultata con nessuno di questo partito”, ha detto il prefetto della Capitale.

Il prefetto ha detto che se la signora ministro dell’interno la chiamerà per discutere, lei ci andrà, dichiarando che non ha alcun conflitto con questa.

“Se la signora ministro mi chiamerà per discutere, ci andrò. Aspetto di essere chiamata. Non sono in conflitto con lei, e non potrei esserlo. Lei è ministro, io rispetto le autorità dello stato e la gerarchia all’interno dell’istituzione in cui lavoro”, ha dichiarato Cliseru.

Speranţa Cliseru ha dichiarato che non rinuncerà all’incarico.

“Non rinuncio a quest’incarico, perché non ho fatto niente di sbagliato e non vedo perché rinunciare”, ha dichiarato Cliseru.

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