L`incultura dei politici

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Giuseppe Conte è probabilmente il più discreto premier della storia d`Italia. Anche i giornali parlano molto di più dei ministri che del presidente del Consiglio. Siamo lontanissimi dal protagonismo di Berlusconi o di Renzi. Qualcuno potrebbe pure pensare che la carica di premier è diventata piuttosto simbolica. Lo stesso discorso vale per la Romania. Tutti sanno che Viorica Dancila non conta granché nell`equazione del potere. Ma putroppo è anche poco discreta. Le sue gaffe sono numerose, a casa o all`estero. Sbagliare certi congiuntivi è poca cosa in confronto alle sue grandi carenze di cultura generale. Dopo i tanto odiati tecnocrati adesso è il tempo degli ignoranti. Ma c`è anche un`altro motivo per questa mancata discrezione. Liviu Dragnea non è Matteo Salvini. Il presidente della Camera dei deputati di Bucarest non vuole stare sotto i riflettori come invece cerca sempre il ministro italiano dell`Interno. Al leader arrivato dal profondo sud piace molto di più la penombra. Forse anche perché i suoi affari destano da tempo una particolare attenzione da parte dei magistrati anticorruzione. Nel frattempo la signora Dăncilă gira per il Paese e per il mondo. Se il premier Conte è stato un po` deriso dagli altri leader europei solo per aver insistito sul suo mestiere di avvocato, per il suo omologo romeno il problema è di non avere nemmeno un mestiere con cui vantarsi. Un buon professionista non è per forza un bun politico. Ma uno mediocre mai sarà altro che un politico mediocre, se non peggio. Ricordiamoci l`esempio della famosa scuola di cinema di Lodz, all`origine di tanti grandi maestri polacchi ai tempi del comunismo. Per accedere ai corsi di regia di quella scuola dovevi essere già laureato in qualsiasi altra specialità. Oggi sono troppi i politici che non hanno nemmeno una laurea o l`hanno ottenuta tramite il plagio. Al di la di poche eccezioni, degli autodidatti non bisogna fidarsi troppo. Perché mai apprezzano sinceramente le virtù di formazione della cultura.

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