Le leggi sulla giustizia

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Iohannis ha contestato alla Corte Costituzionale lo Statuto dei giudici e procuratori, però ha promulgato la legge sull’organizzazione giudiziaria

Il presidente Klaus Iohannis ha contestato alla Corte Costituzionale lo Statuto dei giudici e procuratori, però ha annunciato che è stato obbligato a promulgare  la legge sull’organizzazione giudiziaria. Accanto alla legge che regola l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, le due normative compongono il pacchetto legislativo modificato notevolmente dalla maggioranza di sinistra PSD-ALDE, revisioni criticate non solo dal presidente, dall’opposizione e da associazioni dei magistrati, ma anche dalla Commissione di Venezia. E’ il motivo per cui il presidente ha rivolto al legislativo l’appello di reinserire con la procedura d’urgenza, nella sessione autunnale, le leggi sulla giustizia nel circuito parlamentare e correggerle in accordo con le raccomandazioni della Commissione di Venezia.

“In questo momento, per quanto riguarda la legge sull’organizzazione giudiziaria, purtroppo ho esaurito tutte le vie costituzionali che ho a disposizione e, di conseguenza, ai sensi della Costituzione, sono tenuto a promulgare questa legge. Però ciò non significa per niente che il percorso di questa legge sia ultimato! Neanche se ne parla!”, ha detto Klaus Iohannis. Il presidente ha criticato la maniera priva di trasparenza in cui la maggioranza ha legiferato, definendo come preoccupante il risultato. Rimasto in debito con i propri sostenitori, secondo la maggioranza dei commentatori, dopo aver revocato dall’incarico il capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, lasciando la portavoce a fare l’annuncio – peraltro inevitabile, Klaus Iohannis ha tentato una ripresa in forza nelle trincee.

I parlamentari devono dimostrare lealtà nei confronti dei romeni, ha richiamato l’attenzione il presidente. “Non dobbiamo diventare un esempio negativo in Europa, adottando delle leggi in grado di sostenere certi politici a levarsi di dosso i fascicoli! Nessun politico può e nessun politico deve trattare per il proprio interesse sulla rinuncia ai principi sui quali è stata costruita la Romania democratica dopo la Rivoluzione dell’89. A nessun fattore decisionale politico i romeni hanno affidato il mandato di fare una simile cosa!”, ha aggiunto Klaus Iohannis. Il monito mira chiaramente all’uomo forte del PSD, il presidente della Camera dei deputati, Liviu Dragnea, accusati dai critici di dinamitare il sistema giudiziario esclusivamente per evitare la responsabilità penale nei fascicoli di corruzione che lo vedono coinvolto.

In replica, gli esponenti della coalizione governativa ricordano che le leggi della giustizia sono state aggiustate in accordo con le decisioni della Corte Costituzionale, ritenendo che un nuovo dibattito al Parlamento fosse privo di senso. Invece, l’opposizione sostiene la sollecitazione rivolta dal capo dello stato al Parlamento, nel senso di tenere in considerazione anche le raccomandazioni della Commissione di Venezia. In un rapporto preliminare, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa ammonisce che gli emendamenti recati alle rispettive leggi rischiano di minare l’indipendenza della giustizia, con effetti negativi sulla lotta alla corruzione, informa la RRI.

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