La CCR ha deciso che la legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti “è non costituzionale”

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha deciso mercoledì che la legge  sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti (FSDI) è non costituzionale, accettando le notifiche del presidente Klaus Iohannis, dei parlamentari del Partito liberale nazionale (PNL), dell’Unione Salvate la Romania(USR) e del Partito Movimento Popolare (PMP). Sia il capo dello Stato che i partiti dell’opposizione affermano che la costituzione del Fondo rientra nella competenza delle autorità pubbliche centrali, non del Parlamento, determinando la mancata osservanza della separazione dei poteri nello stato.

“A seguito delle deliberazioni, la Corte Costituzionale, a maggioranza dei voti, ha ammesso le obiezioni sulla non costituzionalità e ha ammesso che la legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti – SA e per la modifica di atti normativi è non costituzionale nel suo insieme” si legge nel comunicato della Corte.

La Corte ha quindi rilevato che la legge criticata è stata adottata con la mancata osservanza del principio della separazione dei poteri nello Stato, previsto dall’articolo 1 comma (4) della Costituzione e del ruolo del Parlamento, previsto dall’articolo 61, comma (1) della Costituzione.

Il 4 luglio, il presidente Iohannis ha notificato la Corte costituzionale sulla legge relativa alla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti S.A., sottolineando che tale decisione si deve ritrovare in un atto dell’amministrazione centrale, non in una legge approvata dal Parlamento.

“Dal fatto che lo stato è l’unico azionista per l’intera durata del FSDI e lo scopo della costituzione del FSDI è quello di sviluppare e finanziare da fondi propri e da fondi attratti, progetti di investimenti redditizi e sostenibili, risulta che il FSDI è una società che realizzerà un’attività commerciale, una persona giuridica di diritto pubblico ai sensi dell’articolo 191, comma (2), del codice civile. La costituzione di una società per azioni doveva quindi realizzata attraverso un documento delle autorità dell’amministrazione pubblica centrale, non per legge”, ha dichiarato Klaus Iohannis nella notifica inviata al CCR.

Il capo dello stato afferma inoltre che la legge non è chiara, e non vi è alcun riferimento al monitoraggio del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti da parte di altre autorità, incluso l’Eurostat durante la sua esistenza, e nel modellare il regime legale del FSDI non ci sono riferimenti alle norme europee incidentali e obbligatorie per lo svolgimento dell’attività di un tale fondo.

La legge è stata impugnata alla CCR anche dal PNL, USR e PMP.

I liberali sottolineano nella notifica che la forma adottata dal Senato è diversa da quella adottata dalla Camera dei Deputati e che la costituzione del Fondo rientra nelle attribuzioni delle autorità pubbliche centrali o locali, non del Parlamento, determinando perciò la mancata osservanza della separazione dei poteri nello stato. I liberali hanno accusato il PSD e ALDE di “aver dato il colpo più forte all’economia nazionale”.

A loro volta, i rappresentanti della USR hanno affermato che adottando questa legge “è stato deciso che la ricchezza della Romania, finché esiste ed è redditizia, entri in un’amministrazione privata e diventi risorsa personale per i signori Tariceanu e Dragnea”.

La legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti – avviata dal PSD-ALDE – è stata adottata dal Parlamento il 6 giugno e di questo fondo sovrano faranno parte 33 società di proprietà statale. L’azionista del fondo sarà lo stato romeno, mentre il capitale sociale ammonterà a 9 miliardi di lei.

Reazioni

Ponta: la CCR ha interrotto il più grande furto della ricchezza della Romania dopo il 1989. Questo enorme furto è stato promesso da Dragnea ai suoi protettori stranieri – Russia, Israele e Stati Uniti

L’ex premier Victor Ponta sostiene che dichiarando non costituzionale la legge sulla costituzione del Fondo Sovrano di Investimenti, la Corte costituzionale abbia fermato “il più grande furto in Romania dopo il 1989″. Ponta dice che il “furto” è stato promesso dal leader del PSD Liviu Dragnea ai suoi “protettori” della Russia, dell’ Israele e degli Stati Uniti d’America, e afferma che “i parlamentari che hanno votato per questo furto devono sapere che sono complici  a questo crimine contro la Romania “.

“La Corte costituzionale ha fermato (per il momento, almeno) il più grande furto dalla ricchezza della Romania dopo il 1989. Questo enorme furto è stato promesso da Liviu Dragnea ai suoi protettori stranieri (Russia, Israele, USA). Era un prezzo di oltre 10 miliardi di euro da quello che è rimasto allo Stato e al popolo romeno che Dragnea era disposto di pagare per la sua protezione politica e per alcune fotografie con i leader internazionali!”, scrive Ponta su Facebook.

Ponta ha detto però che la CCR non ha potuto fare di più.

“Se vogliamo che Dragnea non venda la Romania al pezzo, dobbiamo fare anche noi di più e i parlamentari che hanno votato questo furto devono sapere che sono complici  a questo crimine contro la Romania!” , ha scritto Victor Ponta.

USR: CCR blocca il piano di Dragnea di rovinare la Romania. Con la costituzione del Fondo Sovrano, il PSD voleva nascondere sia il debito pubblico che il deficit di bilancio e attirare i soldi delle società redditizie di proprietà statale  

L’Unione Salvate la Romania (USR) riferisce che la decisione della Corte costituzionale di dichiarare non costituzionale il disegno di legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti rappresenta il blocco del piano di Liviu Dragnea di rovinare la Romania, il partito sostenendo che lo scopo del Fondo era uno politico, non economico, e che il PSD voleva nascondere attraverso questo progetto sia il debito pubblico che il deficit di bilancio.

“La CCR blocca il piano di Dragnea di rovinare la Romania! La Corte Costituzionale ha ammesso oggi le notifiche riguardanti il Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti, un progetto con il quale Liviu Dragnea stava progettando un furto mascherato delle compagnie statali”, riporta l’USR in un comunicato stampa.

Il partito afferma che lo scopo del Fondo era uno politico, non economico, e che il PSD voleva nascondere sia il debito pubblico che il deficit di bilancio e attirare i soldi delle società redditizie di proprietà statale.

“Sin dall’inizio, lo scopo del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti era uno politico, non uno economico. Attraverso il Fondo, il PSD voleva nascondere sia il debito pubblico che il deficit di bilancio e attirare i soldi delle società redditizie di proprietà statale. L’attuale coalizione di governo ha bisogno di soldi per pagare le elemosine elettorali “, afferma l’USR.

L’Unione ribadisce che il Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti doveva essere costituito in seguito ad una decisione del governo, non in seguito ad un progetto di legge del Parlamento, ma Dragnea aveva fretta perché né Sorin Grindeanu, né Mihai Tudose, né Viorica Dăncilă hanno voluto assumere questo progetto.

“La decisione della CCR conferma che la legge per la costituzione del Fondo non ha rispettato alcuna logica economica. Questo fondo non può essere costituito attraverso una decisione del Parlamento controllato da Liviu Dragnea, ma attraverso una decisione del governo. Il leader del PSD ha avuto fretta di far votare questo Fondo Sovrano dal Parlamento perché nessuno dei tre premier del PSD voleva assumere la responsabilità per l’approvazione di questo progetto”, dichiarano i rappresentanti del partito.

PNL dice che impugnerà al tribunale amministrativo qualsiasi atto normativo avviato dal governo per la costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti

Il Partito Liberale Nazionale (PNL) considera un duro colpo ricevuto dal leader del PSD Liviu Dragnea, la decisione della Corte Costituzionale di dichiarare non costituzionale il progetto di legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti, ha dichiarato il portavoce del partito, Ionel Danca. Danca  sostiene inoltre che Liviu Dragnea inviterà l’Esecutivo a costituire il Fondo Sovrano attraverso una decisione di governo e lo costringe di rinunciare, altrimenti il PNL impugnerà al tribunale amministrativo qualsiasi atto normativo avviato in questo senso.

“La Corte costituzionale ha ammesso oggi una delle obiezioni di non costituzionalità invocata dal Partito liberale nazionale in merito alla legge sulla costituzione del Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti. È un duro colpo per il piano di Liviu Dragnea di impadronirsi dei 10 miliardi di euro delle più importanti compagnie statali e trasformarle nel salvadanaio di partito del PSD “, afferma Ionel Danca in un comunicato stampa.

Danca dice che Liviu Dragnea inviterà l’Esecutivo a costituire il Fondo Sovrano e lo costringe in pubblico di rinunciare.

“Siamo convinti che, in seguito alla decisione della CCR di ammettere la notifica del Partito Liberale Nazionale, Liviu Dragnea inviterà il suo governo di burattini a costituire il Fondo Sovrano per lo sviluppo e gli investimenti attraverso decisione governativa. Facciamo appello pubblicamente al leader del PSD Liviu Dragnea di abbandonare qualsiasi tentativo di mettere in pratica questa iniziativa fraudolenta di acquisizione abusiva delle aziende statali attraverso un fondo sovrano controllato politicamente, a disposizione sua e dei clienti del partito”, ha dichiarato la portavoce del PNL.

PNL afferma che continuerà la lotta e impugnerà al tribunale amministrativo qualsiasi atto normativo avviato dal governo per la costituzione del Fondo Sovrano di Liviu Dragnea.

I liberali avvertono che qualsiasi decisione che possa danneggiare il patrimonio pubblico pubblico dello stato può comportare la responsabilità ministeriale individuale.

“Chiediamo al governo romeno di rispettare la Legge 111/2016 e la OUG 109/2011 sui principi della corporate governance nella gestione delle società statali e fermare la politicizzazione di queste società. Avvertiamo i membri del governo romeno che qualsiasi decisione del governo che potrebbe danneggiare il patrimonio pubblico statale può comportare una responsabilità ministeriale individuale, e tale decisione sarà contestata dal Partito Nazionale Liberale sulle vie legali”, afferma Ionel Danca.

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