Decisioni della Corte Costituzionale

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Intensamente avvisata ultimamente, la Corte Costituzionale di Romania si è pronunciata la setimana scorsa  su certe segnalazioni in vari campi.

Sintomo della legislazione non chiara in molti settori e dell’esiguo dialogo tra maggioranza e opposizione nella legiferazione, le segnalazioni alla Corte Costituzionale sono diventate una regola in Romania. La Corte si è gradualmente trasformata nell’arbitro in mancanza del quale non può essere risolta alcuna vertenza, non solo legislativa, ma anche istituzionale e persino politica. Ne è una prova l’ondata di segnalazioni di incostituzionalità, nella maggior parte riguardanti il sistema giudiziario e i codici penali, argomenti che vanno di moda in questo periodo. Ieri è stata una giornata piena alla Corte che ha accolto favorevolmente la segnalazione di incostituzionalità della legge sul manuale scolastico, inoltrata dal PNL e dall’USR (all’opposizione), i quali avevano denunciato l’istituzione di un monopolio e la mancanza di una disciplina normativa.

D’altra parte, la Corte ha bocciato la segnalazione dell’UDMR e dell’USR relativa alla modifica della legge sull’espropriazione per pubblica utilità, nonchè quella del PNL e USR sulle modifiche recate alla legge che regola lo statuto dei giudici e procuratori. Invece, la Corte ha rinviato all’autunno i dibattiti relativi agli avvisi del PNL, USR e dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia in riferimento alla revisione del Codice di procedura penale e della legge sull’organizzazione giudiziaria. Rinviata sempre all’autunno anche la decisione sulla revisione della legge che regola l’organizzazione e il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura. Cambiando argomento, la Corte ha accolto favorevolmente la segnalazione sul diritto di libera circolazione e soggiorno per le coppie dello stesso sesso, in accordo con una decisione della Corte di Giustizia dell’UE, la quale aveva stabilito che gli stati membri non possono impedire la libertà di soggiorno di un cittadino UE negando al compagno dello stesso sesso, cittadino di un Paese extracomunitario, il diritto di soggiorno derivato sul loro territorio.

Una delle più attese decisioni della Corte Costituzionale, almeno dalla prospettiva della maggioranza di sinistra, riguardava la creazione del Fondo Sovrano per Sviluppo e Investimenti. Per la maggioranza PSD-ALDE, la notizia non è buona. La Corte ha accolto favorevolmente le segnalazioni inoltrate dal presidente e dall’opposizione, secondo cui la creazione del Fondo rientra nelle attribuzioni del Governo e non del Parlamento, cosicchè viene violata la separazione dei poteri dello stato. Secondo la normativa, 33 compagnie che hanno come azionista anche lo stato romeno sono da includere nel portafoglio del Fondo Sovrano per Sviluppo e Investimenti, il cui capitale sociale ammonterebbe a 9 miliardi di lei (circa 2 miliardi di euro). Per il PSD, il Fondo sarebbe uno strumento in grado di aiutare lo sviluppo della grande infrastruttura e gli investimenti nell’agricoltura, l’industrializzazione della Romania e la creazione di nuovi posti di lavoro. L’opposizione, preoccupata del rischio dell’utilizzo inadeguato dei soldi e della politicizzazione delle nomine dei dirigenti, l’ha percepito come una possibile via verso la corruzione. Il PNL ha ammonito che, se il governo troverà un altro modo per creare il Fondo, contesterà la decisione presso il tribunale del contenzioso amministrativo, informa la RRI (www.rri.ro).

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