Anche se Iohannis abbia firmato il decreto di revoca della Kovesi, il tema della sospensione del presidente resta sull’ordine del giorno della coalizione

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Fifor, sulla sospensione del presidente: è un dibattito che continueremo all’interno della coalizione PSD-ALDE

Il ministro della Difesa, Mihai Fifor, ha dichiarato venerdì, in una conferenza stampa che all’interno della coalizione PSD-ALDE continueranno i dibattiti sulla possibile sospensione del presidente Klaus Iohannis.

“È una discussione che continueremo sicuramente all’interno della Coalizione PSD-ALDE ed è una discussione che continuerà sicuramente all’interno delle strutture del PSD, nell’Ufficio permanente e nel Comitato esecutivo nazionale” ha detto Mihai Fifor, quando è stato chiesto se verrà ancor messa in discussione la sospensione del presidente.

Sulla sospensione del capo dello stato, il leader del PSD Liviu Dragnea ha detto mercoledì sera ad Antena 3 che il tema è “decisamente aperto”, perché il rinvio della firma del decreto di revoca del capo del DNA Laura Coduta Kovesi non è stato l’unico motivo per la sospensione.

“L’argomento della sospensione del presidente Iohannis è decisamente aperto, perché il semplice fatto che abbia firmato il decreto di revoca della signora Kovesi non significa che questa fosse l’unica ragione per la sospensione.

Da 7-8 mesi, il presidente, che dovrebbe essere il presidente di tutti i romeni, che intermedia i poteri dello stato e coagula intorno a sé i poteri dello stato e le energie positive  di questo paese, sta bloccando in maniera costante l’attività del Parlamento contestando, ri-contestando, rinviando leggi molto importanti e necessarie che dovevano entrare in vigore da molto tempo, bloccando l’attività del governo, minacciando il governo, minacciando il primo ministro, partecipando alle proteste contro il governo, istigando al rovesciamento dell’ordine costituzionale, incoraggiando le persone ad uscire per  strada per le proteste, inviando consiglieri presidenziali per minacciare o intimidire un giudice della Corte costituzionale (CCR) e poi tutta una lunga serie di violazioni della costituzione da parte del presidente Iohannis”, ha detto Liviu Dragnea.

Tariceanu: Se il presidente rispetterà la Costituzione, non so se la sospensione debba ancora essere la prima preoccupazione. Ci deve essere un solido motivo politico e costituzionale

Il presidente dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici (ALDE), Calin Popescu Tariceanu, ha dichiarato giovedì sera che se il presidente Klaus Iohannis rispettera la Costituzione, non ritiene che la sua sospensione debba essere “la prima preoccupazione”. “Ci deve essere un solido motivo politico e costituzionale”, ha detto Tariceanu, il quale ha affermato però che la lotta contro lo “stato parallelo” dovrebbe continuare.

“Se il presidente rispetterà la Costituzione, permetterà alle cose di evolvere normalmente in questo tentativo di rimuovere il disordine,rappresentato da tutti i componenti dello stato parallelo, non so se la sospensione debba essere ancora la prima preoccupazione. Ci dev’essere un solido motivo politico e costituzionale”, ha detto Tariceanu, giovedì sera ad Antena 3.

Ma il presidente del Senato ha affermato però che la lotta contro lo “stato parallelo” dovrebbe continuare.

“Penso che dobbiamo continuare queste azioni. Non possiamo pensare che se Coldea fu revocato, se la Kovesi fu revocata, il problema è stato risolto. Non penso sia stato risolto “, ha detto Tariceanu.

Klaus Iohannis considera che Liviu Dragnea abbia una “ossessione” relativa alla sua sospensione

Il presidente Klaus Iohannis ha descritto come “ossessione” il fatto che il leader del PSD, Liviu Dragnea, voglia ancora la sua sospensione.

Il capo dello stato ha anche detto che non rinvia le leggi importanti ma che esercita i suoi diritti costituzionali, perché “sotto la direzione di questo Dragnea, le leggi non sono buone “. Alla domanda cosa ne pensa del fatto che Liviu Dragnea vuole ancora la sua sospensione, Iohannis ha detto: “Risponderei con una sola parola: ossessione”.

Inoltre ha affermato che non rinvia l’adozione di progetti importanti di legge, ma che esercita i diritti costituzionali, e che attacca le leggi alla CCR perché “sotto la direzione di questo Dragnea, le leggi non sono buone”.

“Non rinvio, esercito le mie prerogative costituzionali e devo farlo perché sotto la direzione di questo Dragnea le leggi non sono buone. È semplice e continuerò a fare ciò che ho fatto finora. Proprio quello che c’è scritto nella Costituzione. Io non sono un presidente extra-costituzionale, al contrario, sono il presidente che rispetta la Costituzione, e ciò significa che userò anche gli strumenti costituzionali”, ha spiegato il presidente.

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