Il ministro per i romeni nel mondo, Natalia Intotero: Sia in Italia che in tutto il mondo abbiamo cittadini romeni di varie categorie sociali che onorano il Paese

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Le autorità stanno lavorando per identificare le “migliori politiche” per far rientrare nel Paese i cittadini della diaspora, ha dichiarato in un’intervista per Agerpre, il ministro per i romeni nel mondo, Natalia Intotero
“Stiamo lavorando per identificare le migliori politiche, per far rientrare  i cittadini che vogliono tornare a casa, perché abbiamo bisogno di tutti i nostri cittadini”, ha detto Intotero, nell’intervista di cui citiamo alcune considerazioni sui problemi dei romeni che vivono in Italia.
Il ministro ha parlato anche delle insoddisfazioni dei romeni che vivono all’estero.
“Tutti pensano alla Romania e tutti hanno un problema, perché nessuno se n’è andato perché tutto andava bene in Romania e molti vorrebbero poter tornare a casa, anche se alcuni se ne sono andati ormai da tanti anni – stiamo parlando di 15-20 anni o forse anche di più, che probabilmente incontreranno difficoltà di integrazione qui, in Romania. Ma il loro desiderio è di avere uno stipendio migliore, una buona opportunità di vita. E un altro desiderio è quello che la Romania abbia delle autostrade”, ha dichiarato Intotero.

Sta per andare in Italia, per gli incontri con la comunità dei romeni. La comunità dei romeni in Italia è varia, ma include persone che affrontano situazioni sociali molto speciali e molto serie. Ci sono studi che fanno riferimento alla “Sindrome Italia”. Come affronta questi argomenti nei suoi incontri con la comunità?

La comunità dei romeni in Italia è la più grande comunità al mondo. Circa 1.200.000 cittadini vivono in Italia. La comunità più grande come numero è quella nel Nord d’Italia, nella regione Lombardia e nella regione Piemonte. Sia in Italia, che nel resto del mondo, abbiamo cittadini romeni di varie categorie sociali, da lavoratori, medici, insegnanti, ingegneri, accademici, ricercatori. Sono romeni che onorano il Paese. Per il 99%, i nostri cittadini sono molto ben integrati e molto apprezzati dalle comunità dei Paesi di residenza. I problemi sono numerosi. Innanzitutto, si registra un’evoluzione della comunità. Prima di tutto stiamo parlando in Italia della seconda, forse anche della terza generazione di bambini nati in Italia. C’è il desiderio dei romeni di tornare a casa ad un certo momento. E in questo senso, la principale priorità del Ministero per i romeni nel mondo è l’istruzione.

Finanziamo progetti in diversi settori di attività, come l’istruzione, la cultura, i media in lingua romena, la spiritualità, incoraggiando i cittadini romeni di costituire associazioni e poi di far riunire queste associazioni – sarebbe l’ideale – in fondazioni, al fine di avere maggiore potere di implementazione dei progetti.

Ma oltre alle nostre aree di finanziamento, a partire da quest’anno abbiamo dato priorità anche all’informazione dei cittadini che sono già nei paesi di residenza, ma anche dei cittadini che vogliono viaggiare, studiare all’estero. Dunque parliamo in generale di una comunità ben integrata. In effetti, abbiamo una categoria di cittadini – come ha detto anche Lei – la “Sindrome Italia”. Non solo in Italia. È una sindrome, una forma di depressione dei cittadini romeni che non se sono andati dalla Romania perché tutto andava bene e che affrontano problemi di adattamento, problemi di lavoro, ma anche la nostalgia della casa, la nostalgia della famiglia. Molti di loro non sono riusciti di far portare anche i figli. Molti di loro non sono riusciti a visitare le proprie famiglie, a causa dei problemi finanziari. Di conseguenza, questo desiderio e questo pensiero permanente di ciò che vuol dire la Romania sta causando queste forme di depressione. Per noi è molto importante far sapere a loro che quando decidono di andare a lavorare all’estero devono conoscere la legge del Paese in cui decidono di andare e i rischi. Per quanto riguarda l’Italia abbiamo avuto vari problemi legati ai diritti e alle condizioni sociali di lavoro. A tale riguardo apprezziamo gli sforzi del Consolato Generale di Romania a Bari e (…) vorrei ringraziare ancora una volta il Ministero degli Affari Esteri per aver deciso di aprire il Consolato Generale della Romania nel sud d’Italia a Bari, una zona in cui ultimamente ci sono sempre più romeni che vengono a lavorare per un periodo più lungo o per un periodo di tempo più breve come lavoratori stagionali, specialmente nel settore dell’agricoltura o dell’assistenza sociale. A questo proposito, il Consolato Generale della Romania a Bari ha avviato un progetto per creare dei punti informativi. Il primo punto informativo è stato creato presso la sede della CGIL – una forma del sindacato in Italia. I cittadini che lavorano con un contratto di lavoro ma anche quelli che vogliono lavorare in generale prendono contatto e richiedono molte informazioni dalla CGIL, dalle autorità italiane.  (…) Questo punto informativo è stato adattato alle esigenze della comunità del sud Italia. Questo punto informativo fornisce informazioni sulla legge per l’agricoltura, ma anche per l’assistenza sociale, specialmente il lavoro domestico – la cura delle persone e non soltanto. Queste informazioni sono tradotte in lingua romena. Troviamo informazioni in romeno e in italiano. Ciò che loro devono sapere sul calcolo degli anni di pensione e – ad un certo momento – la richiesta di questi diritti da parte dello stato italiano, ma anche la possibilità di avere una connessione diretta via Internet con la missione diplomatica in Italia, con il Ministero degli Affari Esteri e con gli altri ministeri, su un particolare problema relativo alla Romania.

Abbiamo ottenuto l’approvazione da parte dello stato italiano per l’istallazione di questi punti informativi e per tutto ciò che riguarda i materiali di consumo, perché questi punti informativi hanno  una stampante collegata in modo che coloro che vogliono portare le informazioni con loro a casa possano farlo in sicurezza. Verrano istallati anche altri punti informativi presso la sede delle autorità, sia che parliamo di comuni o delle autorità della rispettiva regione.

Inoltre, abbiamo apprezzato l’apertura del presidente della regione Puglia, dove c’è la città di Bari, di iniziare nel prossimo periodo una discussione con tutti i presidenti delle regioni d’Italia, del sud Italia, a cui siano invitati rappresentanti delle missioni diplomatiche, della missione diplomatica a Roma, e rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero del Lavoro e della Giustizia Sociale della Romania e del Ministero per i romeni nel mondo.

Abbiamo avuto visite nel nord d’Italia, ma anche a Roma. Nella parte settentrionale dell’Italia, abbiamo incontrato le autorità locali e regionali. Tutti apprezzano il coinvolgimento della comunità romena in Italia, che è un fattore di supporto per lo sviluppo economico dell’Italia. In generale, i romeni sono ben integrati.

Ciò che vogliamo è di promuovere i nostri valori, i romeni di successo, perché sappiamo tutti che al momento, una notizia negativa sta vendendo meglio di una notizia positiva, questo è il mondo in cui viviamo, ma abbiamo molto molti romeni che onorano il paese, sia che si parliamo di lavoratori, imprenditori, medici.

In Italia è stata costituita l’Associazione dei medici romeni diretta dal professore Cerin, da Gianni Huci, medico e da un numero importante di medici romeni volontari, che vengono a sostenere i nostri concittadini presso le autorità italiane.

Quindi esiste già questa forma di assistenza reciproca tra i romeni, che è una cosa molto, molto buona.

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