L`odio

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C`è un po` da meravigliarsi, ma l`Italia di oggi assomiglia sempre di più alla Romania. Nei nuovi costumi politici troviamo non solo tanta avversità, ma anche troppo odio. Pochi si aspettavano che la stessa retorica contro il cosiddetto pericolo della sovversione ideologica, concepita e finanziata da uno spauracchio come George Soros, sarebbe diventata ufficiale sia a Roma che a Bucarest. Ma tutto questo non è che un pretesto. Prima di odiare immigranti africani, molti italiani odiano altri italiani. E i romeni altri romeni. Basta leggere i commenti dei lettori dei giornali in rete. Incitati anche da articoli pieni di odio contro i giornalisti considerati dall`altra parte. E da politici che conoscono bene l`arte del insulto. Lo stesso succede in Romania, dove il potere parla degli oppositori come di ratti. Ratti di cui bisogna naturalmente sbarazzarsi. Finora chi conquistava il potere rinunciava alle parole da comizio per le responsabilità di governo. Oggi la propaganda è diventata una droga più forte di quella del potere e anche chi dovrebbe governare non può più farne a meno. A Bucarest il potere si sente debole e punta su comizi per svegliare ancora di più l`odio. Ma se l`opposizione è solo una minoranza, a cosa serve tutto quest`odio? La verità è al di la delle strategie. La fede di questi politici, sia italiani che romeni, è che il mondo è mosso non dall`amore, come pensava Dante, ma dall`odio. E se domani i neri sparirebbero dall`Itala, forse torneranno ad odiare i romeni. In Romania i seguaci di Dragnea oggi odiano chi lavora nelle multinazionali, ma domani potrebbero odiare chi ha un cane, per esempio. Solo perché ci sono state delle persone con cani che hanno protestato contro il governo. Per salvarsi, il capo dei socialdemocratici ha bisogno di tutto quest`odio, senza pensare a tutte le conseguenze. Come nel finale del `Caimano` di Nanni Moretti, se il politico viene condannato, i giudici diventano bersagli dell`odio coltivato tempo prima. Nei comizi, negli articoli di giornale, nei servizi televisivi o nei commenti in rete.

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