La lettera e lo spirito della Costituzione

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Klaus Iohannis è più solo di Sergio Mattarella. Il presidente italiano ha detto di no alla nomina di un ministro. Che alla fine è rimasto nella squadra del nuovo premier Giuseppe Conte, soltanto che con un`altra carica. Solo per questo rifiuto lo hanno minacciato con l`impeachment. Stessa minaccia per il presidente romeno, solo che il rischio è più grosso. Iohannis dovrebbe firmare la revoca della signora di ferro dell`anticorruzione nostrana. Sergio Mattarella voleva solo evitare una svolta anti europeista. Il suo omologo romeno cerca invece di ostacolare il ritorno del Paese ai tempi del braccio di ferro dei politici con la Giustizia. I tempi cupi del premier Adrian Nastase. Oggi i veri nemici dell`indipendenza della Giustizia sono diventati esponenti di spicco della Corte Costituzionale. Dominata da giudici nominati dai socialdemocratici, svolge già un ruolo più decisivo del governo o del parlamento nella lotta contro il presidente Iohannis. E così il Paese è diventato ostaggio di pochi giudici con forti amicizie politiche. In un certo senso si può anche parlare di una strana dittatura. Con tanti seguaci tra la gente. Lo dimostra la scritta su un cartellone di uno dei participanti al grande comizio voluto da Liviu Dragnea a Bucarest: `Giù le zampe dagli stipendi e dalle pensioni`. Un populismo che assomiglia alle promesse del nuovo governo italiano, che vanta di attuare il reddito di cittadinanza. Purtroppo l`eredità che lascerà l`attuale governo socialdemocratico sarà pesante per i futuri governanti. Ma cosa fare quando chi deve proteggere il vero spirito della costituzione lo tradisce senza scrupoli? `La lettera uccide, lo spirito dà vita`, diceva Gesù. Anche se l`opposizione è ancora così debole e divisa, il presidente Iohannis potrebbe sfidare con coraggio un potere sempre più prepotente. Senza aver paura dei non pochi che preferiscono il buio socialdemocratico.

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