Per Elena Udrea è stato emesso un mandato di indagine generale, in seguito alla condanna ricevuta nel fascicolo Galà Bute

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Per l’ex ministra Elena Udrea, che è stata condannata definitivamente dai giudici dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ) nel fascicolo “Galà Bute” è stato emesso un mandato di indagine internazionale e a partire da mercoledì viene menzionata sul sito della Polizia Romena.

Con la sentenza pronunciata martedì, i magistrati della Corte Suprema hanno deciso di mantenere la sentenza per l’ex ministra dello Sviluppo Regionale, Elena Udera in prima istanza e di condannarla definitivamente a sei anni di reclusione con esecuzione nel fascicolo “Galà Bute”.

Elena Udrea ha annunciato il 17 febbraio di trovarsi in Costa Rica, mentre ad aprile l’ex ministra ha riferito di aver ottenuto lo statuto provvisorio di rifugiato politico il 21 marzo e che uno dei suoi obblighi sarebbe quello di non lasciare il territorio di Costa Rica. Udrea ha dichiarato di essere incinta, essendo fidanzata con il padre del bambino.

L’Avvocato di Elena Udrea: Faremo ricorso contro la decisione con tutti i mezzi che la legge ci permette

L’avvocato di Elena Udrea, Veronel Rădulescu, ha dichiarato subito dopo che i magistrati dell’ ICCJ (L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia) hanno condannato la sua cliente a sei anni di reclusione nel fascicolo “Gala’ Bute” che farà ricorso contro la decisione con tutti i mezzi legali, perché la soluzione non è giustificata.

“Vogliamo fare ricorso contro la decisione, utilizzando tutti i mezzi che la legge ci permette. Non ho ancora parlato con la signora Udrea, perché è stata appena pubblicata la decisione. È una decisione ingiustificata e ingiusta, perché si basa su una situazione irrealistica e lo dimostreremo, questo da una parte. Dall’altra parte, perché sono state amministrate prove in maniera illegale, non le è stato concesso il diritto alla difesa. Le è stato negato persino il diritto di fare una dichiarazione tramite mezzi di comunicazione a distanza. Ci sono molti aspetti che sono a favore di un ricorso di annullamento, di revisione”, ha affermato l’avvocato Veronel Radulescu per Mediafax.

Elena Udrea, dopo la decisione della Corte: ci sono ancora giudici e procuratori che rispettano gli ordini dei generali del SRI

L’ex ministra per lo Sviluppo regionale Elena Udrea – che si trova in Costa Rica – ha reagito su Facebook in seguito alla decisione della Corte Suprema, che ha confermato la condanna a sei anni di reclusione nel fascicolo “Galà Bute”, ringraziando tutti quelli che la sostengono e i media “che stanno combattendo in maniera più determinata per la verità e contro gli abusi in Romania rispetto alle persone al governo”.

Elena Udrea sostiene che “il sistema esiste ancora e funziona, i protocolli e le relazioni nella giustizia sono ancora efficaci, e ci sono ancora giudici e procuratori che rispettano gli ordini  dei generali del SRI”.

“Vorrei ringraziare a tutti quelli che hanno creduto e credono in me, a tutti quelli che mi hanno sostenuto, che mi sostengono, hanno pregato e pregano per me! Vorrei ringraziare ai media che hanno combatutto in meniera più determinata per la verità e contro gli abusi in Romania, più delle persone che sono obbligate a farlo. Il sistema esiste ancora e funziona, i protocolli e le relazioni nella giustizia sono ancora efficaci, e ci sono ancora giudici e procuratori che rispettano gli ordini dei generali del SRI”, ha dichiarato Elena Udrea.

Udrea ha detto che fin quando deciderà come procedere d’adesso in poi non farà più alcuna dichiarazione.

“Fin quando deciderò come procedere, vi prego di accetare che non farò più alcuna dichiarazione. Che Dio ci aiuti”, ha detto Udrea nel suo messaggio.

Toader: L’estradizione di Elena Udrea da Costa Rica è possibile anche in assenza di un accordo bilaterale

Il ministro della Giustizia Tudorel Toader ha dichiarato mercoledì che l’estradizione di Elena Udrea, condannata a sei anni di reclusione nel fascicolo “Galà Bute”, è possibile anche in assenza di un accordo bilaterale in questo senso. Ha aggiunto che esiste già un precedente e che un altro caso di estradizione da Costa Rica è già in corso.

“Sappiamo che la polizia ha fatto la richiesta al tribunale che ha emesso il mandato di arresto. Concludendo, il tribunale deve verificare le condizioni, fare riferimento al Ministero della Giustizia, che a sua volta controlla e formula la richiesta di estradizione. Fino a questo momento, il Ministero della Giustizia non ha ricevuto alcuna richiesta, alcuna informazione riguardante la procedura di estradizione della persona a cui faciamo riferimento, procedura che è nella prima fase di sviluppo “, ha dichiarato Tudorel Toader.

Il ministro ha anche spiegato che la durata del processo di estradizione dipende dalla legislazione in Costa Rica.

“Al momento, non abbiamo un trattato bilaterale con la Repubblica di Costa Rica nel settore dell’estradizione, ma la cooperazione in questo settore può avvenire in due procedure distinte. La prima procedura, basata sulla cortesia internazionale, con l’assicurazione della reciprocità, e vorrei sottolineare che abbiamo avuto un tale caso di estradizione dalla Repubblica di Costa Rica e secondo vorrei menzionare che un altro caso di estradizione dalla Costa Rica è attualmente in corso, diverso da quello a cui facciamo riferimento. La seconda procedura di estradizione si può realizzare in base alle convenzioni multilaterali di cui entrambi gli Stati fanno parte. Qui si deve verificare la seguente cosa: il campo di applicazione della rispettiva convenzione deve rientrare nella tipologia dei reati commessi dalla persona per cui si deve applicare l’estradizione”, ha spiegato Toader.

Il ministro ha sottolineato che l’intervallo di tempo per il completamento della procedura di estradizione rientra nella legislazione della Repubblica di Costa Rica e che l’assenza del trattato bilaterale non ostacola la procedura di estradizione.

Tudorel Toader non ha fatto commenti se la richiesta di Elena Udrea per ottenere lo statuto di rifugiato politico potrebbe ostacolare questa procedura.

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