La Corte Costituzionale ha pubblicato la motivazione per la decisione sulla revoca di Laura Codruta Kovesi dalla direzione della DNA

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Il Presidente ha bloccato le competenze del Ministro senza avere questo attributo

Il documento ha 133 pagine

Giovedì, la Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha pubblicato una dichiarazione sul sito web dell’istituzione indicando che esiste un conflitto costituzionale tra il Ministero della Giustizia e la Presidenza, e il capo dello stato deve firmare la decisione di revoca del capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi.

“Una delle condizioni per raggiungere gli obiettivi fondamentali dello Stato romeno è il buon funzionamento delle autorità pubbliche, osservando i principi della separazione e dell’equilibrio dei poteri, senza blocchi istituzionali. Inoltre, il testo dell’articolo 146  lettera e) della Costituzione  conferisce alla Corte costituzionale non solo la competenza di osservare solo l’esistenza di conflitti legali di natura costituzionale, ma anche quella di risolvere questi conflitti “, si afferma nella motivazione della Corte.

Da qui anche la decisione della CCR di annunciare anche quali sono le misure che dovrebbero essere prese affinché questo conflitto istituzionale Presidente – Ministro della Giustizia, cessasse di esistere, indicando al Capo dello Stato la revoca del procuratore capo della DNA.

“Pertanto, indipendentemente dall’autorità che ha generato il conflitto legale di natura costituzionale, questa ha l’obbligo, nelle coordinate dello stato di diritto, di rispettare la decisione della Corte Costituzionale. Riguardante la presente causa, la Corte evidenzia che, dal rifiuto Presidente della Romania di accettare la proposta di revoca della carica di Procuratore capo della Direzione nazionale anticorruzione alla signora Laura Codruta Kovesi, risulta l’dempimento delle condizioni relative alla regolarità e alla legalità della procedura, che è anche la considerazione della Corte costituzionale.  Perciò, il Presidente della Romania deve emettere il decreto di revoca del procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, la signora Laura Codruta Kovesi”, si afferma inoltre nella motivazione.

CCR: Il Presidente ha bloccato le competenze del ministro senza avere questo attributo

La Corte costituzionale afferma nella motivazione sul conflitto istituzionale presidente –  ministro della Giustizia, che il capo dello Stato ha assunto alcune responsabilità che non ha, quando ha respinto la revoca della Laura C. Kovesi, bloccando così l’autorità del ministro sull’attività dei procuratori.

“Dall’analisi del documento del Presidente della Romania in cui ha rifiutato di accettare la proposta di revocare la carica di Procuratore capo della Direzione nazionale anticorruzione alla signora Laura Codruţa Kövesi, la Corte osserva che il Presidente della Romania ha stabilito la regolarità e la legalità della procedura di revoca, le uniche obiezioni riguardando l’opportunità della decisione. In questo contesto, la Corte nota l’esistenza di un conflitto legale di natura costituzionale tra il Ministro della Giustizia e il Presidente della Romania, generato dal rifiuto del Presidente della Romania di accettare la proposta di revoca del Procuratore Capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, la signora Laura Codruta Kovesi”, si dichiara nella motivazione.

La Corte costituzionale afferma che finché Klaus Iohannis non ha avuto obiezioni sulla regolarità della procedura di revoca, vuol dire che questa soddisfa i criteri di legalità, ma ha assunto alcune responsabilità che non ha.

“Il Presidente della Romania avrebbe dovuto emettere il decreto di revoca del procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione. In seguito al rifiuto di emettere questo decreto, la Corte deve valutare se il Presidente della Romania ha creato un blocco nell’esercizio dell’autorità del Ministro della Giustizia sull’attività dei procuratori. A tale riguardo, assumendo un ruolo contro la legge, il Presidente della Romania ha impedito la manifestazione di una competenza costituzionale del Ministro della Giustizia, bloccandola, senza che il testo della costituzione gli concedesse una tale competenza.

Di conseguenza, il comportamento del Presidente della Romania di non esercitare le sue competenze secondo la Costituzione, ha determinato l’impossibilità del Ministro della Giustizia di esercitare le competenze costituzionali in base all’articolo 132 comma (1) della Costituzione”.

Il CCR afferma che in questo modo è risultato un blocco istituzionale tra le due autorità che ha impedito la valorizzazione e il completamento della proposta del Ministro della Giustizia di revocare Laura Codruta Kovesi.

“L’autorità del Ministro della giustizia sull’attività dei procuratori impone analoghi effetti costituzionali sull’atto emesso riguardante la carriera del procuratore, argomento rifiutato dal Presidente della Romania, che ha scelto di non accettare la proposta del Ministro della giustizia, bloccando e determinado perciò una situazione evidente di blocco istituzionale tra le due autorità”, si afferma nella motivazione.

“La decisione del CCR si basa sul principio costituzionale secondo il quale i procuratori svolgono la loro attivita’ sotto l’autorità del Ministro della giustizia. Il Presidente della Romania non ha alcuna l’autorità legale di valutare le competenze professionali o manageriali dei procuratori di alto livello, a differenza del Ministro della giustizia che ha tali competenze, a livello costituzionale e infra-istituzionale”, ha detto il ministro della Giustizia Tudorel Toader in un post su Facebook il giorno dell’annuncio della CCR sul caso Kovesi.

D’altra parte, il presidente Klaus Iohannis non ha fatto dichiarazioni in seguito alla decisione della CCR, affermando solo martedì scorso che avrebbe atteso le motivazioni della CCR sulla revoca del capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, aggiungendo che i procuratori non dovrebbero essere “controllati politicamente” e che questi sono sotto l’autorità, non subordinati al Ministro della giustizia.

“Aspetto la motivazione della Corte, che leggerò per capirla, e dopo vi dirò cosa va fatto o cosa farò io più di concreto”, ha detto Iohannis.

Tudorel Toader afferma che se la decisione della CCR non viene rispettata, le sanzioni per il presidente sono il voto degli elettori o la sospensione

Prima della pubblicazione della decisione della CCR del 30 maggio in cui il Presidente Iohannis viene obbligato di firmare il decreto di revoca di Laura Codruta Kovesi, il ministro della Giustizia Tudorel Toader ha dichiarato di nuovo giovedì in una conferenza stampa a Timisoara, che non pensa che il presidente Klaus Iohannis non rispetti la decisione della Corte costituzionale in merito alla revoca del capo della DNA.

“La Costituzione dice … e anche la giurisprudenza  della CCR dice che tutti noi dobbiamo adempiere ai nostri obblighi che ne derivano dalla legge fondamentale basata sul principio di cooperazione e sul principio di rispetto dei valori costituzionali. Io ho già detto ed esprimo la mia ferma convinzione: non penso che il presidente della repubblica, non importa chi sia lui oggi, chi sarà domani o fra 7 anni, non penso che darà ai romeni un esempio di mancata osservazione della legge fondamentale”, ha detto Tudorel Toader.

“Pertanto, non ci sono multe di fino a, oppure reclusione fino a, ma abbiamo l’obbligo di osservare la Costituzione e le sanzioni che non sono quelle classiche, perché esiste un unico titolare di questa autorità nel Paese.  Non credo che la gente guarderà favorevolmente a un possibile comportamento, in cui vi ho detto che non credo, di mancata osservazione di una decisione della CCR. Non credo.” ha detto il ministro romeno della giustizia.

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