Il ministro per i romeni nel mondo, riunioni con le autorità di Torino

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Il Ministro per i romeni nel mondo, Natalia-Elena Intotero, ha incontrato martedì, 29 maggio, il sindaco di Torino, Chiara Appendino e il consigliere in materia di politiche giovanili, educazione, cooperazione internazionale, pari opportunità, diritti civili e immigrazione del presidente della regione Piemonte, Monica Cerutti, durante la visita di lavoro che il ministro romeno ha effettuato  in Italia.

I principali argomenti presi in discussione insieme alle autorità italiane sono stati i corsi di lingua, cultura e civiltà romena (LCCR), attualmente in corso in alcune scuole italiane, la situazione della comunità romena nella regione Piemonte, gli sforzi del Governo della Romania per fermare il fenomeno di sfruttamento attraverso il lavoro dei romeni che lavorano in Italia, ma anche le misure adottate per il reinserimento socio-professionale dei romeni che desiderano tornare nel Paese.

Il Ministro Natalia-Elena Intotero ha ricordato che i romeni rappresentano la più grande comunità di stranieri nella regione Piemonte e ha accolto con favore la buona collaborazione tra le autorità locali e il Consolato Generale della Romania a Torino. Il ministro ha ribadito la disponibilità dello stato romeno di continuare i gemellaggi tra le località romene e quelle italiane per continuare gli scambi culturali ed economici.

Ha portato in discussione anche la disponibilità dei centri universitari romeni di accogliere studenti stranieri. Il ministro ha menzionato a questo proposito il centro universitario di Timisoara, dato che una parte importante della comunità italiana in Romania è concentrata nella contea di Timis.

Per quanto riguarda i corsi LCCR, Natalia-Elena Intotero ha fatto riferimento al successo che questo progetto ha riscontrato nella scuola “Duca d’Aosta” di Torino e alla necessità che un numero più grande di scuole italiane entrino in questo tipo di partenariato.

“Ho chiesto alle autorità italiane di darci supporto in modo che un numero sempre più grande di  bambini possano godere di corsi di lingua, cultura e civiltà romena in Italia, per quanto possibile, nelle scuole dove studiano. Osserviamo una tendenza delle famiglie romene di tornare nel Paese e i corsi LCCR aiuteranno i bambini ad integrarsi meglio nel sistema romeno. I corsi sono un vantaggio anche per i romeni che non hanno ancora intenzione di tornare a casa, perché i loro figli non perdono in questo modo il contatto con la lingua, la cultura e l’identità nazionale”, ha detto il ministro Intotero.

Nelle discussioni ufficiali, il ministro ha fatto riferimento anche alle misure adottate dalle autorità romene a livello interministeriale per fermare il fenomeno degli abusi sul lavoro, in particolare nel sud d’Italia, e ha espresso la preoccupazione per il problema del numero grande di bambini romeni, in generale molto piccoli, istituzionalizzati in Italia e poi messi in adozione. Un altro argomento affrontato è stato la campagna “Informazione a casa! Sicurezza nel mondo!”, che ha ricevuto sostegno anche da parte dell’Ambasciata della Repubblica Italiana in Romania.

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