Decisione della CCR: esiste un conflitto tra il Governo e la Presidenza. Il procuratore capo della DNA doveva essere revocato dal Presidente

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Iohannis, obbligato a firmare il decreto di revoca per Laura Codruta Kovesi

I giudici della Corte Costituzionale Romena (CCR) hanno deciso mercoledì che esiste un conflitto istituzionale tra il Governo e la Presidenza dopo il rifiuto di Klaus Iohannis di revocare Laura Codruta Kovesi, procuratore capo della DNA. Il risultato è stato 6-3. La Corte esorta il Presidente di firmare il decreto di revoca del capo della DNA, Laura Kovesi, si afferma in un comunicato stampa pubblicato sul sito web della CCR.

“Il presidente della Romania deve firmare il decreto di revoca del procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, la signora Laura Codruta Kövesi. La decisione è definitiva e generalmente vincolante, e viene comunicata in conformità all’articolo 36 della legge n.47/1992, al Presidente della Romania, al primo ministro del Governo romeno e al ministro della giustizia, e viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, parte I”, si dichiara nel comunicato della CCR.

La Corte afferma inoltre che gli argomenti e la motivazione della decisione saranno pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

La Corte Costituzionale ha osservato l’esistenza di un conflitto costituzionale tra il Presidente e il Governo in merito al rifiuto del Capo dello Stato di revocare il capo della DNA, su richiesta del ministro della giustizia.

“Si osserva l’esistenza di un conflitto legale di natura costituzionale tra il Ministro della Giustizia e il Presidente della Romania, generato dal rifiuto del Presidente della Romania di accettare la proposta di revoca del Procuratore Capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Sig.ra Laura Codruta Kovesi” , si afferma nel comunicato della CCR.

La CCR stabilisce che il presidente non ha il diritto di contestare per motivi di “opportunità” la richiesta del Ministro della Giustizia di revocare un procuratore con carica di direzione, ma solo per motivi di “legalità”, che nel caso specifico del capo della DNA non esistono. Quindi il presidente è obbligato a firmare il decreto di revoca.

“Abbiamo ammesso a maggioranza dei voti e abbiamo osservato che esiste un conflitto tra il ministro della Giustizia e il Presidente dovuto al rifiuto del Presidente di accettare la proposta del ministro della Giustizia. Pubblicheremo il verbale della riunione e verrà indicato anche il modo di risolvere il conflitto”, ha detto il presidente della Corte, Valer Dorneanu.

 

Reazioni in seguito alla decisione della CCR

Tudorel Toader: il Presidente non è in grado di valutare i procuratori di alto livello

Il ministro della Giustizia, Tudorel Toader, afferma in seguito alla decisione della CCR che conferma l’esistenza di un conflitto costituzionale tra l’Esecutivo e la Presidenza, che il Presidente della Romania non ha l’autorità legale di valutare i procuratori di alto livello.

“La decisione della CCR si basa sul principio costituzionale secondo il quale i procuratori svolgono l’attività sotto l’autorità del Ministro della giustizia. Il Presidente della Romania non ha l’autorità legale di valutare le competenze professionali o manageriali dei procuratori di alto livello, a differenza del Ministro della giustizia che ha tali competenze, a livello costituzionale e infra-costituzionale “, ha scritto Tudorel Toader su Facebook.

Tariceanu: Il Presidente deve accettare la richiesta di revoca del capo della DNA. Sono lieto che questa decisione chiarisca in questo modo alcune cose che in passato hanno creato confusione e controversie

Il Presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, afferma che la CCR abbia rafforzato attraverso la decisione di mercoledì la posizione del Governo e del ministro della Giustizia, sottolineando che il Pubblico Ministero funziona sotto l’autorità del ministro della Giustizia.

“Oggi, la CCR rafforza la posizione dell’Esecutivo, del Ministro della Giustizia, riguardante il rapporto istituzionale tra il Ministro della Giustizia e il Pubblico Ministero. La CCR sottolinea che il Pubblico Ministero agisce sotto l’autorità del ministro della Giustizia, come menzionato in maniera esplicita, chiara e non ambigua nella Costituzione, mentre il Presidente ha solo il ruolo solenne di dare importanza e  legalità alla decisione di nomina e di revoca dei procuratori. Stiamo parlando della legislazione vigente in questo momento. Il Presidente non può avere un ruolo decisivo né nella nomina né nella revoca. L’apprezzamento del funzionamento del Pubblico Ministero e dei procuratori appartiene al Ministro della Giustizia”, ha spiegato Tariceanu.

“Questo è un momento molto importante, secondo me, per il rafforzamento del carattere repubblicano della democrazia parlamentare romena. Per molto tempo ho sentito dire che la Romania sia una repubblica semipresidenziale, partendo dall’idea che il Presidente sia votato in maniera diretta. Questo non è un criterio determinante, ma sono gli attributi del presidente “, ha affermato il politico.

Alla domanda su cosa farà la coalizione PSD-ALDE se il presidente Klaus Iohannis si rifiuta di revocare  Codruta Kovesi, Tariceanu ha risposto: “Le decisioni della Corte sono vincolanti per tutti e devono essere applicate, quindi sono valide anche per il Presidente. Il Presidente fa parte dell’architettura costituzionale, quindi non può sfuggire a questi obblighi, soprattutto perché il Presidente è il garante del rispetto della Costituzione “.

L’Opposizione: la decisione della CCR, fondamentalmente errata. La Corte Costituzionale della Romania non è più del Paese, ma del partito socialdemocratico

Il deputato del PNL, Cătălin Predoiu, ex ministro della Giustizia, afferma che la decisione della Corte Costituzionale è fondamentalmente errata dal punto di vista tecnico e la denuncia era inammissibile.

“In genere non faccio commenti in merito alle decisioni della CCR. Non ho fatto commenti ne’ quando erano discutibili, dal mio punto di vista. Ma in questo caso, si tratta di una decisione fondamentalmente errata da un punto di vista tecnico legale. La denuncia era inammissibile. Oltre al fatto che la legge è molto chiara sui poteri presidenziali, non ci può essere alcun conflitto legale all’interno dello stesso potere, è per questo che stiamo parlando in teoria del conflitto legale costituzionale tra i poteri.

Leggete il discorso della Prof. Univ. Dott.ssa Simina Tănăsescu alla CCR e troverete nel contenuto argomenti impeccabili e imbattibili. E allora quali sono stati i contra-argomenti nella visione della CCR? Probabilmente quelli dell’opportunità. Ma quando sconfiggi il diritto con l’opportunità, invadi la sua sfera, o viceversa, esci dalla sfera dei principi della legge. Vediamo ora anche la motivazione e la soluzione della CCR per superare il conflitto “, ha scritto su Facebook, Cătălin Predoiu.

“Aberrazione alla CCR? La soluzione è la depoliticizzazione. Come ha proposto l’USR! La CCR elabora una decisione assurda che di fatto abolisce l’autorità del Presidente È una conseguenza naturale della politicizzazione permanente delle nomine alla Corte costituzionale. La soluzione dell’USR è semplice: nominare nella Corte solo le persone che (rispettando le condizioni di studio e esperienza attuali) non sono state membri di un partito negli ultimi nove anni “, ha scritto il deputato sulla sua pagina di Facebook.

“La Corte Costituzionale della Romania non è più del Paese ma del Partito socialdemocratico, questo risulta dalla decisione presa mercoledì”, afferma Dan Barna, presidente dell’Unione Salvate la Romania (USR).

“La Romania confiscata – Il Presidente, un semplice notaio. La Corte Costituzionale non è più della Romania, ma del PSD. La CCR non difende più la Costituzione, ma la riscrive secondo gli interessi di alcuni corrotti che vogliono – con il prezzo di distruggere l’indipendenza della giustizia – sfuggire alla responsabilità per i loro furti e abusi. L’interesse della Romania è avere una giustizia indipendente, con magistrati imparziali e professionali, non subordinati alla politica. La decisione della CCR che dà diritto al Governo avrà  proprio questo effetto: subordinare i procuratori al partito al governo. E’ quello che afferma anche Tudorel Toader prima della pubblicazione delle motivazioni”, ha scritto Dan Barna sulla sua pagina di Facebook.

Secondo il leader dell’USR, “La CCR ha fallito nella sua missione di servire gli alti obiettivi della società. Siamo qui per avvertire: l’ordine costituzionale è stato cambiato senza alcun diritto da parte dell’istituzione che avrebbe dovuto mantenerlo. ”

Dan Barna accusa il leader del PSD, Liviu Dragnea, di voler far uscire la Romania dall’Unione Europea.

L’ex Presidente Basescu: La CCR ha adottato una decisione incredibile. La Corte costituzionale ha portato la giustizia al livello del 2004

L’ex presidente Traian Basescu sostiene che la CCR abia adottato “una decisione incredibile”, e che a partire da oggi, i procuratori sono subordinati al governo politico”. Traian Basescu accusa la Corte costituzionale di aver annullato i 14 anni di progressi nel processo di consolidamento dell’indipendenza della giustizia.

“Dragnea e Tariceanu sono riusciti a realizzare il sogno dell’USL :”Non abbiamo il potere fino a quando non avremo giustizia “. La Corte costituzionale ha adottato, nel conflitto Kovesi – Tudorel Toader, una decisione incredibile. Praticamente, da oggi, i procuratori sono subordinati al governo politico, attraverso il Ministro della Giustizia “, scrive Traian Basescu sulla sua pagina Facebook.

Egli sostiene che la CCR abbia fatto tornare la giustizia a livello del 2004, quando “le decisioni sul destino dei fascicoli penali venivano prese presso la sede del PSD, dalla signora STANOIU, insieme a Adrian Nastase, Victor Ponta Viorel, Mike “Bustarella”, Marian Oprişan e molti altri politici socialisti “.

“Non pretendo che nella sua indipendenza, la giustizia non abbia fatto abusi, non abbia molestato e condannato persone innocenti, ma queste cose devono essere corrette per legge, con l’attuazione delle decisioni della CCR e delle direttive comunitarie nella legislazione o attraverso le azioni della CCR e dell’Ispezione Giudiziaria, ma non subordinando le procure al controllo politico “, dichiara Basescu.

L’ex Premier Victor Ponta: una decisione difficile da spiegare con la legge, ma perfettamente giustificata dai fatti

La decisione della Corte costituzionale nel caso del rifiuto di revocare il capo della DNA è difficile da spiegare con la legge, ma è perfettamente giustificata dai fatti, afferma l’ex Premier Victor Ponta.

“La decisione della CCR è difficile da spiegare con la legge – ma perfettamente giustificata dai fatti. Una persona che ha agito al limite (o oltre) della legge viene revocata da una decisione al limite (o oltre) della Costituzione “, scrive Victor Ponta su Facebook.

Egli ha presentato diversi argomenti in questo senso.

“Quando usi la tua carica di capo della DNA per ottenere un nuovo mandato, devi rispondere / quando accusi un presidente del Senato, un primo ministro, un giudice della CCR (la lista è lunga), e i giudici dell’Alta Corte decidono di assorverli perché sono innocenti – devi rispondere / quando ti circondi e promuovi nullità intellettuali e umane come Portocala, Uncheselu, Onea, Eva, Papici, Iacob ecc, devi affondare insieme a loro. Quando pensi di poter sconfiggere la stampa con processi, devi rispondere. Quando resti nella carica nonostante tutte le prove e accetti di distruggere un’istituzione che dovresti difendere, solo per ambizione e potere personale, allora devi rispondere! Quando fai accordi di nascosto con Liviu Dragnea e con il sistema e pensi di non essere pugnalato alle spalle  – devi accettare il tuo errore e andartene (io l’ho fatto)! “dice Victor Ponta.

Ponta dichiara che la decisione della CCR non abbia rispettato il testo della Costituzione. “Oggi, a mio modesto parere, la CCR non ha rispettato il testo della Costituzione, ma ha preso una decisione corretta di opportunità politica! E non puoi non rispettare questa decisione!”, afferma Victor Ponta.

Secondo lui, se Laura Codruta Kovesi non si dimette, sarà il principale colpevole per la distruzione della DNA.

“Se, in seguito  alla decisione della CCR, Laura Codruta Kovesi non si dimette, sarà la principale colpevole per la distruzione della DNA (io mi sono dimesso nel 2015 anche se ero innocente e non avevo alcuna decisione della CCR o della giustizia / sono stato io quello che ho perso, ma ho salvato il governo, il PSD e la pace sociale in Romania) / se Klaus Iohannis non la dimette, sarà lui il principale colpevole per la perdita del secondo mandato! “, dice l’ex Premier.

Iohannis, prima della decisione della CCR: aspetto la motivazione

Il Presidente Klaus Iohannis è stato chiesto mercoledì cosa farà se la Corte costituzionale (CCR) decidesse che esiste un conflitto tra governo e presidente sulla revoca del capo della DNA, e lui ha replicato che aspetterà la motivazione, la leggerà e agirà di conseguenza , scrive news.ro.

“Qualunque cosa deciderà la Corte, aspetterò la decisione, aspetterò la motivazione, leggerò e agirò di conseguenza”, ha detto Klaus Iohannis.

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