La terza edizione del Festival RO-Wine apre le porte il 19 e il 20 maggio. “RO-Wine è un evento dove puoi assaggiare e scoprire centinaia di vini ma è anche un posto dove puoi imparare” , dichiara in un’intervista per Sette Giorni, Marinela V. Ardelean, organizzatrice del Festival

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Organizzatrice (insieme a Liviu e Mihai Popescu) del Festival RO-Wine che si svolgerà il 19 e il 20 maggio a Bucarest, Marinela V. Ardelean, ambasciatrice cosmopolita dei vini romeni, mira a cambiare l’immagine dei vini romeni, dopo una carriera di successo nel “vecchio mondo” dei vini italiani e francesi. Con un’esperienza di dieci anni nell’industria del vino, Marinela è docente presso l’ Italian Chef Academy (Roma, IT), assaggiatrice professionista, autrice, ambasciatrice di brand e manager per lo sviluppo delle attività di esportazione. Marinela è l’autrice del premiato volume bilingue “50 vini romeni incontrano 50 piatti di eccellenza italiani” e il promotore del progetto “The Wine Book of Romania”, la prima guida bilingue dei migliori vini romeni e moldavi, con due edizioni di successo.

Il 19 e 20 Maggio ci sarà la terza edizione del RO-Wine Festival. Cosa vorresti di più da questo evento rispetto ai precedenti?

Il nostro obiettivo è sempre lo stesso – dare un contributo significativo allo sviluppo del settore enogastronomico in Romania. Quest’anno organizziamo master class e workshop ed eroghiamo una borsa di studio del valore di 10.000 euro per la frequentazione di stage di 6 settimane, presso la Giotto Consulting, riservata a Under 30 che vogliono approfondire la loro formazione sul vino. Siamo del opinione che gli investimenti in formazione siano fondamentali, anche perché i risultati si percepiscono immediatamente e resistono nel tempo.

Che cosa significa ”extreme wines”, qual è la loro storia e quali tipi di vini possono essere assaggiati dai partecipanti al festival? Da quali paesi provengono?

Il vino esprime il territorio di provenienza, non solo il touch dell’enologo. Noi sappiamo che in generale la vite cresce meglio in collina, su terreni magri, giustamente solatii per la maturazione del frutto ma con buone escursioni termiche, tra la notte e il giorno. Ancor di più, i vini estremi sono il risultato di uve ottenute in condizioni particolarmente difficili – suoli poco accoglienti, altitudini elevate, etc.  I vini estremi presenti quest’anno a RO-Wine sono selezionati da Roberto Lepori , giornalista, autore e sommelier, appassionato da anni di vini estremi. I vini scelti sono provenienti da vigneti coltivati in Alto Adige oltre i 1.000 metri di altitudine, nei pendii delle Cinque Terre o alle pendici del vulcano Etna.

Qual’è la sfida più grande per il RO-Wine Festival, un evento “premium”, e a quale tipo di pubblico è rivolto?

Trovo che un evento ben riuscito deve essere come un buon vino. Un buon vino ti fa compagnia e stimola la conversazione con chi ti sta affianco. Se invece vuoi dedicare la tua attenzione al vino, lui sa parlarti e dirti cose molto interessanti. RO-Wine è un evento dove puoi assaggiare e scoprire centinaia di vini ma è anche un posto dove puoi imparare. Uno degli aspetti più importanti è la presenza dei produttori che possono raccontare al meglio i vini presentati.

Il visitatore sarà sorpreso dalla quantità di informazioni ed esperienze a cui potrà accedere.

Quanti produttori vinicoli si sono aggiunti a questa edizione rispetto alla precedente?

Parliamo di un festival dedicato ai professionisti del mondo del vino, ecco perché abbiamo scelto una location più piccola per questo evento, non un mercato pubblico o uno spazio espositivo. Di conseguenza, a causa dello spazio ristretto, il numero dei produttori è relativamente costante. Quello che posso dire è che quest’anno abbiamo avuto un record di richieste da parte di molte cantine vinicole, ma non sono potute essere accolte perché sono arrivate in ritardo. Infatti, per il 2019 abbiamo deciso di chiudere le iscrizioni a Dicembre 2018, in questo modo i produttori potranno avere un programma ben stabilito.

Cosa offre il RO-Wine Festival in più rispetto agli altri eventi simili?

Una filosofia differente, un concetto differente ed un’attitudine differente. Ogni produttore è equamente rappresentato, può esporre un limitato numero di vini che prima di venire accettati devono passare una selezione, tutto questo è pensato per permettere ai visitatori di godere ugualmente dell’eccellenza e della diversità. Se un singolo produttore esponesse 40 vini diversi monopolizzerebbe il tempo di un visitatore, non crede? In aggiunta parteciperanno al nostro evento diversi ospiti speciali. Stiamo parlando di nomi importanti che rappresentano il mondo del vino tra i nostri partner strategici.

Quali paesi dimostrano più interesse nei vini Rumeni e nelle loro qualità?

C’è un inizio di interesse in UK, ma a livello globale i vini Rumeni sono pressoché sconosciuti. La maggior parte delle esportazioni sono consumate dalle comunità Rumene negli altri paesi e dai loro amici. La grande varietà del mercato ci aiuta, ma allo stesso tempo ci ostacola nell’affermarci come paese produttore di vino: da un lato abbiamo la fortuna di avere un pubblico educato che ha desiderio di scoprire le novità, di sperimentare ma, dall’altro lato ci sono dozzine di altri paesi e migliaia di produttori che si contendono questa audience, perciò se fallissimo nel creare un “onda di simpatia” nei confronti dei vini Rumeni potrebbe risultare difficile posizionarci in uno qualsiasi dei mercati strategici come per esempio Stati Uniti, Gran Bretagna o China.

Una opportunità molto importante per il successo dei futuri specialisti enologi è la borsa di studio che mettete in palio quest’anno, per la prima volta, durante il RO-Wine Festival. Qual è il vostro obiettivo principale con questo progetto e come crede si svilupperanno le cose? Cosa potranno imparare i vincitori da questo training?

E’ una borsa di studio in enologia, biochimica o chimica, attraverso la quale potranno studiare i processi di laboratorio che contribuiscono alla nascita di un vino. La chimica dell’uva, i metodi analitici microbiologici, i protocolli di creazione di un vino, il controllo e la gestione della fermentazione, l’assaggio e la selezione dei vini sono solo alcuni degli argomenti che verranno trattati in questo programma.

Come ha conosciuto il famoso Helmuth Koecher, fondatore e presidente del Merano Wine Festival, e quanto crede possa contare, per gli amanti del vino, poterlo incontrare al vostro festival, dove tra l’altro presenterà una masterclass?

Lo incontrai quando lavoravo presso Foss Marai e ho partecipato con questi vini al Merano Wine Festival, 7-8 anni fa. E, essendo due persone che condividono la stessa passione per il vino, siamo diventati amici. Abbiamo sviluppato nel corso degli anni una partnership strategica, provando, per così dire, a mettere in contatto più persone possibile con più qualità di vino possibili. Per quanto riguarda la sua presenza all’evento, lascerò che siano i partecipanti alla masterclass a parlarne, ma posso dire che, dopo 30 anni di dedizione all’enogastronomia, The Wine Hunter ha molte storie da raccontare!

Quali sono le cose più urgenti da migliorare o cambiare in questo campo in modo che la promozione dei brand Rumeni sia un completo successo?

Io direi – e sono sicura di non essere l’unica a pensarla così – che molto dipenderà da quanto i produttori saranno in grado di cooperare, con o senza il coinvolgimento dello stato. Questo sarà di sicuro un processo lungo, complicato e costoso. Il che significa un grande impegno, sforzi che non troveranno risultati a breve termine, energie che sembreranno sprecate, ma con una corretta strategia, ben implementata e sostenuta nel medio periodo, saremo in grado di ottenere il giusto riconoscimento in accordo con la qualità dei vini Rumeni.

Come ha visto svilupparsi la situazione nelle aree vinicole Rumene negli ultimi tre anni, da quando lei organizza il RO-Wine Festival, e come pensa si procederà nel corso dei prossimi anni? E’ questa la strada giusta per il futuro del vino?

Per quanto riguarda il mercato interno è chiaro che ci sia un costante incremento, non solo negli ultimi tre anni ma già da una decina di anni. Negli ultimi tre anni il mercato ha lavorato per recuperare dopo la recessione economica che sembra essere stata più lunga in Romania rispetto agli altri paesi, specialmente rispetto all’area HoReCa. Sono molto contenta di vedere che ci sono sempre più produttori, nuovi vini, wine bars e ristoranti con menu di vini sempre più consistenti. I piccoli produttori sono, in definitiva, coloro che definiscono un’area, un micro-terroir, il potenziale di un appezzamento di terra. Più piccoli e medi produttori ci sono e meglio è per il mondo del vino.

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