Una storia romena

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Sei mesi fa la signora Carmen Dan, ministra dell`Interno, dichiarava in diretta tv che qualcuno voleva spiarla. Aveva trovato nella sua nuova abitazione un dispositivo di ascolto. La ministra coltivava così il dubbio: forse i servizi segreti spiano davvero anche i ministri. E non per puro piacere, ma per servire il presidente, nemico politico del governo. Da allora i socialdemocratici di Liviu Dragnea hanno alzato il tiro nella loro lotta contro i servizi segreti. Più esattamente la lotta è contra i magistrati anticorruzione, ma serviva anche un nemico che fa più paura al pubblico, propio perché piuttosto invisibile. La verità è che i servizi segreti non sono tanto fedeli al presidente. Per esempio, un politico con rapporti molto stretti con loro è l`ex vicepemier Vasile Dâncu, spin doctor di quasi tutti i presidenti del partito. Quello che conta però per l`attuale governo è di inventare nemici disprezzabili, come George Soros o dei servizi segreti deviati. Ma cosa hanno scoperto gli investigatori del caso che riguradava il dispositivo d`ascolto trovato nell`abitazione della ministra? La sorella della signora Dan aveva cercato delle ex spie per verificare la casa. E proprio questi hanno ideato una farsa per farsi più utili per la ministra. Non pensavano che lei sarebbe andata a confessare tutto alla tv. Ma intanto il tema propagandistico della lotta contro il cosidetto `Stato parallelo` porta i suoi frutti. L`attuale potere non si fermerà prima di cambiare sufficientemente le leggi per proteggere in futuro i suoi leader dalle troppe accuse di corruzione. Proprio perché le proteste sono diventate molto più deboli. Il solo restato in campo contro il strapotere di Liviu Dragnea è il presidente Iohannis. Che però non ha più neanche il sostegno di una volta dei partiti di opposizione. E bastano delle farse per coltivare i dubbi di un popolo con una coscienza politica sempre più apatica.

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