Iohannis: Invio l’intero pacchetto delle Leggi della giustizia alla Corte costituzionale e notifico la Commissione di Venezia

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Non possiamo assistere passivamente ad una rielaborazione della Costituzione

Il presidente Klaus Iohannis ha annunciato mercoledì che sta inviando l’intero pacchetto delle leggi della giustizia alla Corte costituzionale e notifica la Commissione di Venezia, chiedendo alla CCR di non avere fretta e di collaborare con l’organismo europeo.

Il Presidente ha precisato che, dopo che la Corte costituzionale farà commenti sugli atti normativi, farà una nuova analisi delle leggi e deciderà se il Parlamento dovrà riesaminare le tre leggi.

“Ho deciso di mandare indietro l’intero pacchetto legislativo alla Corte costituzionale e allo stesso tempo notificare la Commissione di Venezia. Per questo motivo faccio appello alla Corte Costituzionale di non avere fretta e collaborare con l’organismo europeo che da quasi 30 anni contribuisce allo sviluppo di un patrimonio costituzionale comune in Europa e che sostiene gli Stati che desiderano allineare  le strutture giuridiche e istituzionali con gli standard internazionali e con le buone pratiche internazionali in materia di democrazia, primato del diritto e della tutela dei diritti umani, anche attraverso un supporto costituzionale di emergenza”, ha detto il capo dello Stato in una dichiarazione stampa al Palazzo Cotroceni, esclusivamente per le leggi di giustizia.

Klaus Iohannis si è dichiarato convinto che “i giudici della Corte Costituzionale rispettano lo statuto di garanti del primato della legge fondamentale e difensori della democrazia per legge, quindi avranno tutta l’apertura per un approccio che mira a garantire l’osservanza in Romania dei principi e dei valori della democrazia europea “.

In precedenza, in una dichiarazione stampa di dieci minuti, Klaus Iohannis ha parlato del percorso delle tre leggi della giustizia. Ha ricordato che nell’autunno 2016 è stata la campagna elettorale per le elezioni parlamentari, e il PSD “ha presentato al popolo un programma tutto latte e miele”, ha vinto ed è arrivato al governo, ma “quello che è seguito è stato totalmente diverso”.

” E’ iniziato l’assalto del PSD alla giustizia. Probabilmente ricordate, all’inizio del 2017, hanno presentato quella Ordinanza di urgenza del 13-esimo Governo. Insieme siamo riusciti di fermare quella Ordinanza. Centinaia di migliaia di romeni hanno protestato per la strada contro questa Ordinanza. L’assalto si è spostato in Parlamento e l’esito della mossa parlamentare per modificare le leggi della giustizia ha raggiunto la fase di promulgazione di queste leggi.

La procedura originale, per non dire altro, la fretta priva di qualsiasi ragione e la maniera autoritaria in cui si sono svolti i dibattiti parlamentari hanno determinato una forte mancanza di fiducia. La riforma della giustizia, come viene chiamata dal PSD, continua ad essere contestata dalle associazioni professionali dei magistrati e suscita grandi preoccupazioni da parte dei partners stranieri”, ha dichiarato il presidente Iohannis.

Iohannis ha affermato che non possiamo assistere passivamente ad una rielaborazione della Costituzione.

“In una democrazia autentica, la separazione dei poteri nello stato significa collaborazione costruttiva per la realizzazione dell’interesse pubblico, rispetto reciproco tra le istituzioni, ma soprattutto equilibrio e controllo reciproco tra di loro. Le leggi della giustizia svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione di questi principi, ha detto il presidente.

Klaus Iohannis ha sottolineato che l’intero pacchetto legislativo è stato adottato dal Parlamento in una settimana, e quindi, naturalmente, sono stati necessari più di quattro mesi e tre decisioni della Corte costituzionale per correggere alcune disposizioni.

“Tutto ciò dimostra che il risultato delle deliberazioni parlamentari sarebbe stato positivo se i testi avrebbero avuto più sostanza e sarebbero stati ampiamente presi in dibattito”, ha aggiunto il presidente.

Klaus Iohannis ha dichiarato che queste tre leggi non sono pienamente adeguate né al quadro costituzionale interno né agli standard europei in materia, e ha ricordato che alcune disposizioni della legge che modifica la legge n. 303/2004 sullo statuto dei giudici e dei procuratori sono stati dichiarate non costituzionali in due occasioni.

“Tuttavia, le questioni relative all’integrità o alla responsabilità dei magistrati continuano a contraddire la Costituzione, e lo statuto del procuratore diventa estremamente fragile”, ha sottolineato il presidente.

Riguardante la legge n. 304/2004 sull’organizzazione giudiziaria, che è arrivata alla promulgazione, il capo dello stato ha notato che, nella forma raggiunta, dopo essere stata riesaminata dal Parlamento, solleva ancora problemi: “Le nuove regole sull’ammissione alla magistratura possono avere conseguenze importanti per il funzionamento dei tribunali con il rischio di bloccare l’atto di giustizia. Quindi vengono create nuove strutture, non per rendere più efficiente la giustizia, ma per intimidire i magistrati. Allo stesso tempo, vengono eliminate le garanzie di indipendenza organizzativa della magistratura aumentando il ruolo del Ministro della giustizia a scapito del CSM”.

Klaus Iohannis ha notato che né la legge n. 317/2004 sul Consiglio Superiore della Magistratura “non ha un testo molto più chiaro, perché stabilisce una segregazione del garante dell’indipendenza della giustizia attraverso il trasferimento massiccio di poteri dalla plenaria del CSM alle sezioni, probabilmente in base al detto divide et impera.”

“Ovviamente, nella forma in cui viene presentato adesso, il pacchetto legislativo per la modifica delle leggi della giustizia non corrisponde ai requisiti di uno stato di diritto e democratico, come viene dichiarato nella Costituzione romena nell’articolo 1, né alle attese dei romeni, che vogliono una giustizia indipendente, basata sulle leggi e che non possa essere influenzata “, ha detto il presidente Iohannis.

Reazioni

Toader: Per me, era prevedibile che il presidente avrebbe notificato la CCR, ma deve anche motivare la notifica. L’affermazione sulla rielaborazione della Costituzione non ha alcuna copertura

Il ministro della Giustizia, Tudorel Toader, ha dichiarato mercoledì, al termine dei dibattiti generali sulla modifica dei codici penali, che il presidente ha il diritto costituzionale di notificare la CCR e la Commissione di Venezia sulle modifiche delle leggi della giustizia,  che si aspettava a questo, ma che il modo in cui si esprime in pubblico dipende da presidente a presidente. Riguardante la preoccupazione di Iohannis su queste leggi, il ministro della Giustizia ha affermato che la dichiarazione “non ha alcuna copertura”.

“Confesso di averle lette su Internet (le dichiarazioni di Iohannis – n.r.). Spesso ho detto e ripeto: dobbiamo conoscerci, dobbiamo rispettare i nostri limiti di competenza legale e costituzionale. Il fatto che il Presidente della Repubblica vuole notificare la CCR, la Commissione di Venezia, rientra nei limiti di competenza costituzionale del presidente. Il modo in cui esprime in pubblico questa competenza dipende da presidente a presidente (…). Ho visto la sua preoccupazione, che è un termine che è stato usato lungo il tempo per assicurarsi che la Costituzione non venga riscritta. Chiaramente, la dichiarazione non ha alcuna copertura “, ha detto Tudorel Toader.

Toader dice anche che la CCR ha accettato 22 soluzioni legislative su un totale di diverse centinaia per le tre leggi della giustizia.

“Ho visto l’affermazione che per le leggi della giustizia sono state necessarie tre sentenze della CCR. È naturale, se hai tre leggi, ogni legge viene criticata e la Corte si pronuncia ogni volta che viene notificata. (…) La Corte ha accettato un totale di 22 soluzioni legislative su un totale di centinaia di articoli per le tre leggi. Molti di quelle accettate come non costituzionali sono di non correlazione legislativa e non per sostanziale regolamentazione contraria alla Costituzione”, ha detto il ministro.

Il ministro è rimasto sorpreso che il presidente Klaus Iohannis ha espresso la sua “preoccupazione” sulla costituzione del dipartimento investigativa dei magistrati, perché la CCR l’ha dichiarato costituzionale.

“Ho notato che ha espresso la preoccupazione che le tre leggi della giustizia abbiano stabilito nuove istituzioni. Faceva riferimento a quel dipartimento speciale che si propone di indagare le possibili azioni che potrebbero essere commesse dai magistrati. Qui, le critiche mi hanno sorpreso, perche’ indirettamente critica la decisione della CCR (…) che ha dichiarato la costituzionalità di tale soluzione legislativa. Perciò, ha la competenza costituzionale di notificare la CCR. Per me era prevedibile che l’avrebbe notificata, ma deve anche motivare la notifica “, ha continuato Tudorel Toader.

Tariceanu: L’ulteriore notifica della Commissione di Venezia sembra piuttosto rallentare o ritardare il momento dell’attuazione delle leggi della giustizia

Il presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu, ha detto mercoledì che i giudici della Corte Costituzionale prendono in considerazione nel giudicare le notifiche anche le raccomandazioni della Commissione di Venezia, quindi l’ulteriore notifica di Klaus Iohannis è un “tentativo di ritardare l’applicazione delle leggi”.

“Ci si aspettava che il presidente una volta arrivate le leggi presso la presidenza avrebbe notificato la CCR. Non mi ero illuso che non avrebbe fatto ricorso a questo strumento. Non sono in grado di dirlo categoricamente, ma (…) la CCR quando fa il controllo di costituzionalità prende sempre in considerazione le raccomandazioni della Commissione di Venezia, quindi la notifica aggiuntiva della Commissione di Venezia sembra essere piuttosto voler rallentare o ritardare l’attuazione di queste leggi”, ha detto Calin Popescu Tariceanu.

Iordache: il presidente è in una disperata campagna elettorale per l’ottobre 2019

Il Presidente della Commissione speciale per le leggi della giustizia, Florin Iordache, ha dichiarato mercoledì che il Presidente Klaus Iohannis è in “una disperata campagna elettorale per l’ottobre 2019” e che non fa altro che rendere fedele un certo elettorato.

“Penso che il modo in cui è stato detto alla Corte Costituzionale di non avere fretta … Beh, nessuno, né il Parlamento, né il Presidente, né il governo possano fissare un calendario per la CCR. La Corte costituzionale in seduta plenaria stabilisce il calendario, i dibattiti, e da chi chiede opinioni”, ha detto Iordache, facendo riferimento alla dichiarazione del Presidente Iohannis.

Il deputato del PSD ha dichiarato che la CCR ha affermato che le leggi 304 e 317 sono delle leggi buone, in linea con le decisioni della Commissione di Venezia.

“Finché le due leggi – 304 e 317 – sono state analizzate dalla CCR e la CCR ha detto sì, sono delle leggi buone, in linea con le decisioni della Commissione di Venezia e di conseguenza sono state inviate al Presidente per essere promulgate, il Presidente non fa altro che continuare la sua campagna elettorale. È in una disperata campagna elettorale per l’ottobre 2019 e tutti questi sforzi non fanno altro che rendere fedele un certo elettorato “, ha detto Florin Iordache.

Codrin Stefanescu: Iohannis diventa sempre più cinico, sempre più fan di Monica Macovei, sabotando l’idea che dobbiamo fermare gli abusi

Il vice segretario generale del PSD, Codrin Stefanescu, afferma che con l’annuncio sulle leggi della giustizia, il presidente Klaus Iohannis “diventa sempre più cinico, sempre più fan di Monica Macovei, sabotando l’idea che dobbiamo fermare gli abusi di alcune istituzioni.

“Assistiamo sempre più spesso a queste uscite in cui Iohannis svolge il ruolo di comunicatore di questo sistema che chiamiamo stato parallelo, che funziona ancora. Non ho visto Iohannis auto notificarsi sui protocolli segreti. Non ci sono protocolli segreti a livello mondiale tra i servizi segreti e la procura, l’ICCJ, il CSM, tutto succede solo in Romania. Siamo un esempio negativo a livello mondiale per tutto ciò che vuol dire intolleranza e dittatura “, ha affermato il socialdemocratico a Digi24.

Iohannis ha dichiarato che il presidente sta diventando un “agente di questo sistema”.

“Invece si auto notificarsi su questi argomenti e dire che non è possibile in una democrazia guadagnata con il prezzo del sangue dalla mia generazione 29 anni fa (…), Iohannis diventa una specie di agente di questo sistema che dimostra qual’è il suo ruolo in questa equazione. Se lui pensa che in         questa maniera possa vincere un altro madato come presidente, penso che si sbaglia. Ma dobbiamo aspettare ancora un anno e un pò”, ha dichiarato Codrin Stefanescu.

Barna: Le notifiche annunciate dal presidente sono due notizie molto preziose per la democrazia in Romania. Insieme al PNL presenteremo una mozione di censura

Il presidente dell’Unione Salvate la Romania (USR,) Dan Barna, ha dichiarato mercoledì che le notifiche annunciate dal presidente Klaus Iohannis in merito alle leggi della giustizia sono due notizie molto preziose per la democrazia in Romania. Barna ha inoltre affermato che il PNL e l’USR presenteranno congiuntamente una mozione di censura nell’attuale sessione legislativa.

“Il presidente Klaus Iohannis ha annunciato oggi che notificherà la CCR e la Commissione di Venezia e queste sono due preziose notizie per la democrazia in Romania. Il presidente Iohannis è la figura politica più rappresentativa dello stato romeno, è stato eletto direttamente con quasi 7 milioni di voti, il che gli conferisce un’alta legittimità e il fatto che attraverso queste decisioni il presidente Iohannis conferma ciò che l’USR afferma da un anno , che queste leggi sono tossiche e che queste leggi in realtà attaccano lo stato di diritto senza alcun dubbio, a partire dall’ordinanza 13 e in Parlamento attraverso i modi creativi che conoscete”, ha detto Dan Barna.

Il leader dell’USR ha sottolineato che per circa un anno, da quando ha vinto le elezioni, “il PSD non ha fatto altro che attaccare in maniera strutturata e organizzata la giustizia romena e cercare di subordinarla in tutti i modi”.

“È un attacco con cui Liviu Dragnea cerca di subordinare la sua giustizia”, ha detto Barna.

Barna ha detto che il PNL e l’USR hanno discusso e presenteranno una mozione di censura nell’attuale sessione parlamentare.

Zegrean:  Se vogliono fare le leggi a modo loro, allora il presidente ha il diritto di notificare la Commissione di Venezia, ma dopo, potrebbero fare lo stesso

L’ex presidente della Corte costituzionale, Augustin Zegrean, ha dichiarato mercoledì, a Digi24, che è il diritto del presidente di notificare la Commissione di Venezia, soprattutto quando, sebbene la CCR abbia espresso le sue opinioni, la maggioranza parlamentare insiste di modificare le leggi. Zegrean ha inoltre affermato che le raccomandazioni della Commissione di Venezia sono solo raccomandazioni e che nessuno può costringere il Parlamento ad adottare la legge in un modo particolare.

Riguardante la notifica della CCR, Zegrean ha affermato: “È un diritto del Presidente farlo (…) ed è anche un modo per il Presidente di contribuire, di obbligare – se si può dire così – ad essere adottate le leggi pulite, costituzionali”.

“La notifica della Commissione di Venezia doveva essere fatta da tanto tempo perchè li lavorano in sessioni, ci sono 4 sessioni all’anno (…). Questa Commissione è una Commissione del Consiglio Europeo. La raccomandazioni della Commissione di Venezia sono solo raccomandazioni”, ha ribadito Augustin Zegrean.

Alla domanda cosa pensa aver determinato Klaus Iohannis di notificare la Commissione di Venezia, anche se aveva detto di non fare questo, l’ex presidente della CCR ha dichiarato: “Il fatto che si insiste per la stessa maniera di adozione e per gli stessi testi. Forse il presidente ha pensato che avrebbero tenuto conto della sua opinione, dell’opinione della CCR, di quello che dicono certe persone, ma sembre di no. Continuano con quello che hanno deciso sin dall’inizio, così fanno sempre. Presso la Corte c’è una pratica che afferma che un testo di legge dichiarato non costituzionale non può essere mai riportato in un’altra legge. Ma se loro insistono per fare le legge a modo loro, allora il presidente ha il pieno diritto di notificare la Commissione di Venezia, ma dopo faranno sempre a modo loro. Nessuno puo’ obbligare il Parlamento di adottare la legge in una certa maniera. Sono solo le decisioni della CCR, è la Costituzione che indirizza in un certo senso, ma il Parlamento si può manifestare in una maniera molto ampia, ma è un peccato insistere in delle cose su cui nessuno è d’accordo”.

“Per la CCR, il presidente dovrà fare delle notifiche per ogni legge e spiegare quali articoli ritiene non costituzionali e perchè. C’è anche la variante in cui considera che la legge nella sua complessità non è costituzionale e può dichiarare questo nella notifica, e la Corte deve analizzare l’atto normativo nella sua complessità”, ha spiegato Augustin Zegrean.

 

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