L’ex Presidente Ion Iliescu accusato nel Fascicolo della Rivoluzione per reati contro l’umanità

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Ion Iliescu, ex presidente della Romania, si è presentato martedì mattina presso la Procura Generale, dove è stato citato nel Fascicolo della Rivoluzione. L’ex capo dello stato è stato chiamato dopo che il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha dato avviso per l’avvio dell’indagine penale.

 

Ampie indagini per l’ex Presidente Ion Iliescu nel Fascicolo della Rivoluzione

 

I procuratori militari hanno annunciato di aver esteso le indagini nel caso dell’ex Presidente Ion Iliescu per reati contro l’umanità commessi tra il 27 e il 31 dicembre 1989. Per quanto riguarda i reati commessi il 22-27 dicembre, Klaus Iohannis ha approvato la richiesta dei procuratori.

“E’ stata decisa l’estensione dell’indagine penale per reati contro l’umanità contro il sospetto Ion Iliescu, al momento dei fatti, membro e presidente del Consiglio del Fronte Nazionale della Salvezza (CFSN) per atti commessi tra il 27 e il 31 dicembre 1989, per i quali non è necessario soddisfare una condizione di autorizzazione preventiva. Ricordiamo che per i reati commessi tra il 22 e il 27 dicembre 1989 da Iliescu Ion, i procuratori militari hanno richiesto l’autorizzazione da parte del Presidente della Romania, la necessità di questo provvedimento procedurale essendo giustificata dal fatto che, nel periodo indicato, il CFSN ha agito come un vero Governo, i suoi membri essendo assimilati a ministri “, ha dichiarato la Procura Generale in un comunicato stampa.

Per quanto riguarda i fatti per i quali il Presidente Iohannis ha dato avviso, che sarebbero stati commessi tra il 22 e il 27 dicembre, saranno portati all’attenzione di Ion Iliescu nel prossimo periodo, dopo che l’avviso avrà raggiunto la Procura.

Sono indagati per reati contro l’umanità: Il Luogotenente generale (r) Rus Iosif, alla data delle azioni, comandante dell’Aviazione Militare e membro del Consiglio Militare Superiore e l’ammiraglio Dumitrescu Emil, alla data delle azioni, capitano di I rango.

“Come comandante dell’aviazione militare e membro del Consiglio militare superiore, il Luogotenente (r) Iosif Rus ha dato ordini di diversione.

Così, la sera del 22.12.1989, di propria iniziativa e senza diritto, ha insistito per emettere un ordine in cui ha richiesto che una subunità delle truppe di intelligence venga inviata a sostegno della micro guarnigione dell’Aeroporto Internazionale di Otopeni. Questo ordine, da parte di una persona che non aveva il diritto di intervenire nell’organizzare della sicurezza e della difesa dell’Aeroporto di Otopeni (con il proprio piano di difesa), ha causato una rottura informativa e di comunicazione tra le forze coinvolte nella difesa di questo obiettivo, determinando una seria confusione, fattori essenziali che hanno creato le premesse per il fuoco fratricida tra i militari del MApN e le truppe di intelligence di supporto”, hanno dichiarato i rappresentanti della Procura.

“Come iniziatore e coordinatore del comando unico di direzione (organo politico-militare), e in seguito, come presidente del CFSN (che ha subordinato il Consiglio militare superiore), Iliescu Ion ha accettato e ha reso ufficiali misure di natura militare, alcune delle quali con carattere di diversione. Esercitando la sua autorità, Iliescu Ion avrebbe potuto intervenire per bloccare il fenomeno di diversione, ma non ha agito in questa direzione. La psicosi terroristica che ha raggiunto altissimi livelli tra militari e civili armati, insieme a numerosi ordini militari con carattere di diversione (movimenti di truppe di alcune unità militari con ordini dati di solito durante la notte), hanno determinato numerose situazioni di fuoco fratricida e aperture di fuoco su persone che non svolgevano attività contrarie alla rivoluzione”, sottolineano i procuratori.

Iliescu sul blog personale: Ho fatto il mio dovere, nel giudizio della storia sono con la testa alta

“Per quanto riguarda la decisione del presidente Iohannis, non mi sorprende, anche se non vedo il quadro giuridico in cui rientra. Mi sorprende però il fatto che, essendo liberi, le persone non credono più di dover combattere per la loro libertà. Per questo ci danno lezioni di democrazia persone che durante il regime di Ceauşescu, non dicevano niente, e questo quando non sostenevano il culto della personalità di Ceausescu. Sono tante persone che non vedono di buon occhio il fatto che le promesse contenute nel comunicato CFSN per il Paese, scritto, come ho detto, tra i proiettili (attacchi di cui dicono siano la nostra messa in scena!) sono state soddisfatte. Non puoi fare dall’atto supremo di dignità della nazione romena un “colpo di stato”, solo perché così ha letto una persona nel libro di un dipendente della Securitate. Ho detto e mi ripeto: sarebbe stato bello avere anche noi come la Polonia, l’Ungheria e la Cecoslovacchia, una transizione negoziata. Un ribellione popolare ha creato un vuoto di potere. Alcune persone, di diverse aree della società, con i più vari orientamenti politici, hanno cercato di dare un senso e una direzione al cambiamento. Hanno assunto varie responsabilità “, ha scritto Ion Iliescu.

L’ex Presidente della Romania dichiara ancora che ha fatto il suo dovere e che nel giudizio della storia è con la testa alta.

“Adesso vengono accusati di aver avuto il coraggio di fare questo. Tutto si trasforma in una farsa, offendendo il sacrificio e la memoria di quelli che hanno lottato per la libertà e per la democrazia. Forse dovevamo attraversare anche questa fase. Sebbene altri siano i problemi sull’agenda della nazione. Agenda che sembra non avere l’obiettivo dell’integrazione europea, dello sviluppo, della lotta alla povertà, di una vita migliore per i romeni. Il programma della Rivoluzione Romena resta attuale. Forse questo dà fastidio. Ma non è colpa mia se succede questo. Il presente è un lavoro collettivo. Io ho fatto il mio dovere, indiferentemente da ciò che pensano quelli che cercano capri espiatori per i loro fallimenti. Sono con la testa alta al giudizio della storia”, ha scritto l’ex presidente sul suo blog personale.

L’ex presidente della Romania ha spiegato perché ha deciso di reagire di fronte alle accuse nel fascicolo della Rivoluzione e della “Manifestazione dei minatori”.

“Ho deciso di uscire dal silenzio che mi ero proposto relativamente alle azioni della giustizia nel caso dei fascicoli con i nomi di “La Rivoluzione” e “La manifestazione dei minatori”, per chiarire alcune cose. La prima osservazione riguarda la finalità di questi fascicoli, che non ha più nulla a che fare con la verità su quei eventi”.

Iliescu afferma ancora che, anche se questi fascicoli siano stati all’attenzione dei procuratori per 28 anni, vengono riaperti perché le decisioni lungo il tempo hanno determinato insoddisfazioni: “Questi fascicoli sono stati all’attenzione della procura per 28 anni. Sono stati all’attenzione di varie commissioni speciali nel Parlamento romeno. Le soluzioni hanno sempre determinato insoddisfazioni per alcune persone, per questo continuano ad essere riaperte, coincidenza probabilmente, quando si manifestano delle crisi politiche, per cui si deve cambiare l’agenda pubblica. Adesso ci dicono che la storia dev’essere scritta da procuratori e giudici? Perché? Per scoprire che una rivoluzione dura esattamente il periodo che serve ad un ditattore di decollare dal tetto della sede del potere? Dopo di che, subito dopo, la democrazia si sta affermando, le sue istituzioni prosperano e il cambiamento è finito?”

“Questo approccio è tanto politicizzato quanto pericoloso. Non è possibile creare le basi di un fascicolo di indagine penale sui punti di vista di uno o dell’altro sugli eventi in merito ai quali comunque non possono avere un’immagine corretta. In quei giorni di dicembre 1989, nessuno ha avuto un’immagine integrale degli eventi. Nessuno può dichiarare che sa tutto quello che è successo, e che tutto quello che sappiamo noi, gli altri, sia falso, che la sua variante ha diritto di verità assoluta, e la Giustizia debba sancire questa variante. Ma questo è quello che si vuole dimostrare con questi due fascicoli. Non le prove devono portare ad una sentenza, la sentenza è stata data fuori dell’ambito legale, e la giustizia deve solo eliminare quelle prove che potrebbero contraddire la sentenza”, afferma l’ex presidente romeno.

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