Rapporto Paese della Commissione Europea:

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La Romania registra e una crescita economica che supera la media dell’UE, però è basata soprattutto sul consumo e sui prestiti

Il più recente rapporto Paese dell’UE rileva che l’economia romena supera la media europea, però segnala anche l’avvicinamento pericoloso del deficit di bilancio al tetto del 3% del PIL, informa la Radio Romania International (www.rri.ro).

La Romania registra il più basso livello della disoccupazione degli ultimi anni e una crescita economica che supera la media dell’UE, però è basata soprattutto sul consumo e sui prestiti. Le ineguaglianze sociali permangono, mentre il deficit di bilancio rischia di superare il tetto del 3% del PIL – lo rileva l’ultimo Rapporto Paese dell’UE. Inoltre, la Romania ha il più basso tasso di disoccupazione degli ultimi 20 anni, ma si confronta con problemi di disponibilità della manodopera e con un alto rischio di povertà per le categorie vulnerabili. In più, gli investimenti pubblici sono inefficaci.

“La Romania ha un tasso degli investimenti maggiore, di quasi il 23% del PIL, rispetto alla media dell’UE, che si aggira sul 20%, ma l’efficacia di questi investimenti è molto più bassa in Romania rispetto al resto dell’Unione Europea. Di solito si spende meno di quanto venga stanziato e si costruisce ancora di meno,” ha dichiarato Il capo della Rappresentanza della Commissione Europea in Romania, Angela Cristea.

D’altra parte, il ministro delle Finanze, Eugen Teodorovici, afferma che la Romania ha registrato cifre economiche positive, però ammette che bisognerebbe direzionare i motori della crescita economica dal consumo verso gli investimenti. Eugen Teodorovici: “Il consumo rappresenta il principale elemento di crescita, e questo deve cambiare assolutamente e nel più breve tempo possibile. Il modo in cui la strategia è definita, le misure previste nel piano di governo rilevano chiaramente che la strada da seguire è questa.”

Il ministro delle Finanze ha spiegato che si agisce sia per incentivare gli investimenti pubblici, anche tramite la semplificazione delle procedure di acquisti pubblici, sia per creare un ambiente amichevole, propizio per gli investimenti privati. Per quanto riguarda il deficit di bilancio, egli è del parere che non sarà superato ed ha promesso che, nel più breve tempo possibile, presenterà una serie di misure “quantificabili e con scadenze chiare” per mantenere il deficit inferiore al tetto del 3% del PIL.

Il presidente del Consiglio Fiscale, Ionut Dumitru, richiama però l’attenzione sul fatto che non solo l’ammontare delle spese mette pressione sul deficit di bilancio. Ionuţ Dumitru: “Gli incassi fiscali sono molto bassi in Romania, di solo il 25,6% del PIL l’anno scorso, mentre la media europea è del 40. Quindi è inutile discutere di infrastruttura europea, di servizi sociali europei, quando abbiamo una differenza così grande, enorme, fra la media europea e i nostri incassi da tasse ed imposte. La Bulgaria confinante incassa il 29,5. Se la Romania avesse gli incassi della Bulgaria avrebbe un’eccedenza di bilancio.”

La Romania è stata inserita da Bruxelles nella categoria degli stati europei che non si confrontano con squilibri e che continuano a trovarsi su un trend favorevole. I dati finali indicano, nel 2017, una crescita record dell’economia romena, del 7%, che ha superato quella cinese (6,9%).

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