L’Ispezione Giudiziale ha avviato l’azione disciplinare contro il capo della DNA, Laura Codruta Kovesi

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L’Ispezione Giudiziale (IJ) ha avviato l’azione disciplinare contro il capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, dopo la nomina di un giudice consulente per i controlli di due servizi territoriali

L’Ispezione Giudiziale ha annunciato mercoledì che ha avviato l’azione disciplinare contro il capo della Direzione Nazionale Anticorruzione, Laura Codruta Kovesi, e la decisione su quella che sarà la sua responsabilità disciplinare, spetta al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Gli ispettori giudiziari dicono che la Kovesi ha commesso una serie di trasgressioni alle norme della disciplina riguardanti i controlli tematici, dopo aver nominato un giudice consulente per i controlli presso due servizi territoriali.

“(…) Ha violato consapevolmente le disposizioni dell’art. 7, comma (3) dell’Ordine n.5/12.01.2016 del procuratore generale della Procura presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, riguardante la competenza di disporre ed effettuare il controllo tematico, (…) nominando il consulente del procuratore capo della DNA, il giudice delegato (Dana Titian-n.r.), in manifesta incompatibilità per il controllo tematico di due servizi territoriali”, ha dichiarato l’Ispezione Giudiziale.

Gli ispettori dicono che in questo modo il capo della DNA ha violato i suoi doveri.

Inoltre, l’Ispezione Giudiziale afferma che violando il regolamento e nominando un magistrato incompatibile, ha violato i principi di legalità, imparzialità e le regole fondamentali, il prestigio e la credibilità dell’atto di giustizia nella cui attuazione è stata coinvolta la Direzione nazionale Anticorruzione.

L’azione disciplinare è stata presentata alla Sezione per i procuratori in materia disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, che deciderà sulla responsabilità della Kovesi.

In precedenza, gli ispettori hanno fatto un altro controllo in seguito al quale hanno notato altre trasgressioni disciplinari da parte di Laura Codruta Kovesi.

Una delle tragressioni disciplinari del procuratore capo della DNA, notata dagli ispettori, riguarda le registrazione rese pubbliche, di una seduta di lavoro del 18 giugno 2017.

“Il Procuratore capo della DNA ha espresso l’importanza di contrastare gli effetti negativi sull’immagine e sulla credibilità dell’istituzione, generati dalla decisione del CCR 68/2017, fabbricando con urgenza dei “fascicoli con ministri”, con impatto nei media, esprimendo il disaccordo riguardante il carattere legale, definitivo e generale vincolante della Decisione 68/97 del CCR e ha utilizzato espressioni inadeguate indirizzate alla Corte costituzionale e ad un giudice della Corte costituzionale, creando l’idea nell’opinione pubblica che uno dei criteri in base al quale vengono risolte le cause è il loro impatto mediatico e la carica ufficiale delle persone indagate”, hanno detto gli ispettori in un comunicato stampa pubblicato a gennaio.

Secondo la fonte citata, Kovesi ha utilizzato “un tono superiore e aggressivo nei confronti dei colleghi procuratori, inammissibile in relazione ai minimi standard di etica e deontologia di un magistrato, capace di suscitare nell’opinione pubblica un sentimento di indignazione e dubbio legittimo relativo ai principi della supremazia della Costituzione e delle leggi, nonché all’imparzialità dei procuratori”.

Un’altra violazione della legge fa riferimento ad un’e-mail inviato dal procuratore capo in cui, dicono gli ispettori, “ha adottato un atteggiamento indegno, indirizzando ai procuratori parole ed espressioni con contenuto chiaramente denigratorio, offensivo e minaccioso, come “vigliacchi”, “calunniatori”, “delinquenti”, rendendo noto a questi che “esiste già una cerchia di sospetti”, facendo riferimento ad una causa penale, violando in questa maniera l’obbligo di riserva e le norme di condotta che spettano alla professione di magistrato”.

L’Ispezione Giudiziale ha affermato inoltre che Laura Codruta Kovesi ha violato il Regolamento interno del DNA che fa riferimento ai doveri del Procuratore capo della Direzione nazionale anticorruzione di distribuire o di assegnare le cause in base a criteri obiettivi come la specializzazione o la formazione del procuratore, il volume di attività, la complessità e l’operatività nel risolvere le cause, i conflitti di interesse o le incompatibilità nell’esercizio, nominando un magistrato in evidente incompatibilità.

L’Ispezione Giudiziale ha dichiarato che Laura Codruţa Kovesi ha violato il Regolamento d’ordine interno della DNA, “che fa riferimento ai doveri del procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione e che prevede che questo “assegna le cause in base a criteri obiettivi come la specializzazione o la formazione del procuratore, al volume di attività, alla complessità e all’operatività nella soluzione delle cause, ai conflitti d’interesse o alle incompatibilità nell’esercitare la professione”, nominando procuratore di una causa, un magistrato incompatibile”.

Anche il vice procuratore capo della DNA, il magistrato Marius Iacob, è coinvolto in questa azione. Questo ha commesso la trasgressione disciplinare prevista dall’articolo che stipula la “mancata osservazione del dovere di astenersi quando il giudice o il procuratore sa che esiste una delle cause previste dalla legge per la sua astensione”, “effettuando indagini penali senza una dichiarazione di astensione, anche se era nella situazione di incompatibilità di cui all’articolo 64, comma 1, lettera f, con riferimento all’articolo 65, comma 1 e all’articolo 66 del codice di procedura penale. “

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