Tudorel Toader è entrato in possesso dei protocolli segreti tra il SRI e la Procura Generale:

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Verrà seguita la procedura legale per la declassificazione dei documenti

Il ministro della giustizia Tudorel Toader ha dichiarato mercoledì di aver ricevuto i protocolli sottoscritti con il Servizio di Intelligence romeno (SRI) da parte della Procura Generale, sottolineando che verrà seguita la procedura legale per la declassificazione di tali documenti.

“Abbiamo ricevuto i protocolli da parte della Procura Generale. Abbiamo apprezzato il fatto che dopo aver chiesto pubblicamente e altri rappresentanti hanno chiesto la stessa cosa come me, subito dopo il capo del SRI ha espresso il suo accordo, e ieri pomeriggio abbiamo ricevuto i protocolli da parte della Procura generale. Non posso dirvi (n.r. qual’è il contenuto) fin quando non viene seguita la procedura di declassificazione”, ha dichiarato Tudorel Toader.

Nella plenaria di martedì, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha deciso una serie di richieste verso le istituzioni nazionali, tra cui anche l’invio di una richiesta verso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), la Procura presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, le corti di appello e le procure presso queste corti, l’Istituto Nazionale della Magistratura, la Scuola Nazionale di Cancellieri e l’Ispezione Giudiziaria, per comunicare al Consiglio Superiore della Magistratura, nella misura in cui esistono, i protocolli sottoscritti con i servizi/con le strutture di informazioni, a partire dal 1 gennaio 2005.

Il capo dell’ ICCJ nella plenaria del CSM: se questi protocolli esistono, loro devono essere declassificati

Il capo dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, ha dichiarato nella seduta del CSM, riguardante i protocolli del SRI con le istituzioni nel settore della giustizia, che se questi esistono, devono essere declassificati.

“C’è una commissione all’interno del Parlamento che si occupa dell’attività del SRI, nel quale sono stati dati alcuni dati e informazioni sull’esistenza di protocolli e rapporti dei procuratori, dei giudici, dei magistrati con case cospirative. Se queste informazioni esistono, loro devono essere declassificate, dobbiamo chiedere noi la declassificazione di queste informazioni, e devono essere inviate al CSM per disporre di conseguenza. Se le informazioni pubbliche sono reali, adotteremo i provvedimenti necessari: sanzionare questi aspetti. Se non sono reali, penso sia opportuno fare affidamento al nostro obbligo legale di difendere l’indipendenza della giustizia”, ha dichiarato Cristina Tarcea nella plenaria del CSM.

Il capo dell’ ICCJ ha dichiarato che, a lei personalmente, non interessa necessariamente la declassificazione di questi protocolli, ma con chi sono stati sottoscritti e quando, la loro legalità e se sono stati rinnovati oppure no.

“(…) Dal mio punto di vista, questi argomenti, che dovrebbero essere prioritari per la declassificazione, potrebbero essere risolti dall’Ispezione Giudiziaria. Per quanto ne so, all’interno dell’Ispezione Giudiziaria ci sono giudici, procuratori, che hanno accesso alle informazioni classificate e in grado di risolvere questi problemi. Per quanto ne so, il protocollo è un accordo di volontà e fino a quando non sappiamo quali accordi di volontà e da chi sono stati espressi, penso sia prematuro lanciare l’idea della declassificazione nello spazio pubblico. Se tutti questi aspetti sono confermati, penso sia nostro dovere richiedere alle nostre istituzioni una declassificazione”, ha detto Tarcea.

Lazar: la declassificazione richiede un’analisi approfondita

Il procuratore generale della Romania, Augustin Lazăr, ha dichiarato martedì, al CSM, che le declassificazione dei protocolli è una decisione importante che richiede un’analisi approfondita.

“La declassificazione è una decisione importante e verrà presa non appena completata l’analisi approfondita di questo problema. Come per ogni altra decisione, il Ministero Pubblico effettua prima un’analisi sulla legalità, poi viene adottata la misura”, ha dichiarato Augustin Lazăr.

Il Procuratore generale della Romania ha dichiarato che gli aspetti relativi al protocollo con il SRI sull’attuazione delle misure di sorveglianza tecnica  sono ancora vigenti, in parte, in relazione ai reati di sicurezza nazionale.

“Ci sono dei protocolli, noi abbiamo sempre collaborato con tutte le istituzioni con protocolli, che sono delle procedure tecniche per collaborare con quelle istituzioni. Visto che si tratta di informazioni classificate nel flusso di informazioni tra le istituzioni di intelligence e il Ministero Pubblico, il protocollo è stato registrato come informazione classificata. Ma non rappresentano altro che procedure tecniche di lavoro che regolamenta chi, dove presenta le informazioni classificate, a chi le consegna e veniva inoltre regolamentata quella procedura di supervisione tecnica quando il SRI aveva la competenza di implementarla, specificando che tale procedura di lavoro, in parte, è vigente per il reato contro sicurezza nazionale. Qui dovremo valutare se quella procedura di lavoro resa pubblica sarà buona oppure no, o se la rendiamo pubblica, presenterà un’altra procedura perché dobbiamo valutare tra il bene pubblico, la sicurezza nazionale e l’interesse pubblico nel conoscere queste cose prese in discussione. Pertanto, non abbiamo nulla contro il processo decisionale da parte delle istituzioni di giustizia, e non da parte di un politico, che arriva oggi e dice domani devono essere declassificate”, ha detto Augustin Lazar nella plenaria del CSM.

Per quanto riguarda il Servizio di intelligence romeno (SRI), la sua direzione ha espresso la disponibilità di declassificare il protocollo sottoscritto nel 2009 con la Procura Generale.

Successivamente, dopo la seduta del CSM e le decisioni annunciate in merito ai protocolli, la Procura Generale ha annunciato che in seguito a questa decisione e alla richiesta da parte del Ministero della Giustizia trasmetterà i protocolli al ministero e al CSM, ciò che è stato fatto martedì.

Tudorel Toader aveva chiesto al procuratore generale Augustin Lazar, lunedì mattina, di avviare la procedura legale per declassificare i protocolli sottoscritti tra il Ministero Pubblico, la Direzione Nazionale Anticorruzione, la Direzione per le indagini sui reati di criminalità organizzata e terrorismo e il il Servizio di Intelligence romeno.

Nel week-end precedente, la Presidenza ha dichiarato che il Consiglio Supremo di difesa (CSAT) non ha richiesto la sottoscrizione di protocolli, gli accordi essendo presi su richiesta del SRI o di altre istituzioni, motivo per cui la responsabilità per la declassificazione non rientra nella responsabilità del Consiglio Supremo o del Presidente. La fonte citata afferma che, per quanto riguarda la declassificazione, questa viene realizzata in seguito ad una decisione del governo, su richiesta motivata dell’emittente.

Successivamente, il Premier Viorica Dăncilă ha annunciato che richiede la declassificazione dei protocolli sottoscritti tra il SRI e altre istituzioni statali, visto l’interesse pubblico, nonché la posizione ufficiale espressa dall’Amministrazione presidenziale.

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