La Romania e il passaggio all’euro

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In Romania, la Commissione per il passaggio all’euro presenterà entro novembre il calendario e il piano nazionale in tal senso, nota la Radio Romania International (www.rri.ro).

Dopo l’ingresso nell’UE, nel 2007, la Romania deve aderire anche all’eurozona. Lungo il tempo sono state proposte tre possibili scadenze per il passaggio alla moneta unica, senza che ci sia però un progetto in tal senso assunto dalla classe politica e dalla società civile. Le date di cui si è parlato in precedenza – il 2012, poi il 2019 e recentemente il 2022, si sono dimostrate poco realistiche, perché l’economia romena ha bisogno ancora di riforme serie per far fronte con successo al passaggio all’euro.

Il problema è tornato all’attenzione del Governo di Bucarest, il quale ha fondato la Commissione nazionale per il passaggio alla moneta unica. Per garantire un’ampia rappresentazione, ne faranno parte esponenti delle istituzioni pubbliche governative con responsabilità nella preparazione dell’adesione e nello svolgimento delle riforme strutturali, dell’Amministrazione Presidenziale, delle confederazioni padronali e sindacali, della Banca Centrale della Romania, dell’Autorità di Vigilanza Finanziaria, personalità della scienza, della cultura e rappresentanti delle organizzazioni non-governative. La Commissione avrà due presidenti: il premier e il presidente dell’Accademia Romena, e due vicepresidenti: il governatore della Banca Centrale della Romania e il vicepremier incaricato del settore economico.

Il portavoce del governo, Nelu Barbu, ha offerto più particolari in merito: “Sotto il coordinamento della commissione saranno creati gruppi tematici di lavoro in più settori: finanze pubbliche e questioni monetarie e finanziarie, riforma e modernizzazione del mercato del lavoro, dell’insegnamento e della sanità, per chiarire gli aspetti legislativi, per l’informazione pubblica e per la tutela dei consumatori. La Commissione nazionale presenterà sia il calendario del passaggio all’euro, che il piano nazionale di adozione della moneta europea di cui i politici si dovranno assumere la responsabilità. La scadenza è il 15 novembre 2018.”

Per l’adesione all’euro vanno portati a compimento cinque criteri nominali di convergenza di Maastricht – il mantenimento di un deficit di bilancio inferiore al 3%, di un debito pubblico inferiore al 60%, del tasso inflazionistico e degli interessi a lungo termine ad un livello vicino a quello dei Paesi dell’eurozona e la stabilità del tasso di cambio. In più, la legislazione sull’organizzazione e il funzionamento della Banca Centrale della Romania deve essere resa compatibile con quella della Banca Centrale Europea. Un altro quesito è la continuazione del processo di assunzione e trasposizione delle norme comunitarie nella legislazione nazionale. La moneta unica è stata adottata finora da 19 sui 28 stati membri dell’UE, la Lituania essendo l’ultimo Paese che si è affiancato al gruppo dell’eurozona, nel 2015, scrive la RRI.

Gli analisti richiamano l’attenzione sul fatto che l’aggravamento della crisi dei debiti in Grecia, Irlanda, Portogallo o Spagna, Paesi meno competitivi, ha sottolineato gli svantaggi dell’appartenenza all’eurozona per gli stati che non sono preparati e la necessità di alcune riforme profonde. I più grandi paesi dell’est membri dell’UE – Polonia, Rep. Ceca e Ungheria – hanno attualmente rallentato i preparativi per l’adesione all’eurozona.

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