Decisioni della CEDU nel 2017: la Romania ha pagato oltre 2 milioni di euro per le condizioni carcerarie

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La Romania ha pagato 2.296.451 EUR nel 2017, per inosservanza delle condizioni materiali di detenzione in seguito alle sentenze di condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) secondo il bilancio dello scorso anno dell’Amministrazione Nazionale delle Prigioni (ANP). Il dato è significativamente più alto rispettoa quello dell’anno precedente (1.624.670 euro).

Inoltre c’è anche una tendenza al rialzo degli importi pagati, poiché nel 2015 la Romania ha pagato 459.275 euro e nel 2014 196.400 euro. Fino al 31 dicembre 2017, la Romania ha pagato un totale di 5.428.880 euro e 10.000 franchi svizzeri in seguito alle decisioni della CEDU.

Per quanto riguarda la situazione delle decisioni di condanna pronunciate dalla CEDU, il rapporto dell’ANP dimostra che nel 2017 sono state pronunciate 378 e nel 2016 – 313.

“La popolazione carceraria nella custodia delle unità subordinate dell’Amministrazione Nazionale delle Prigioni ha registrato negli ultimi anni una tendenza al ribasso. (…)

Quindi, il deficit dei posti di detenzione al livello del sistema carcerario, è ribassato da 8.384 a 4.335 posti di detenzione, in rapporto ad uno spazio minimo di 4m2 per carcerato. Se al livello del 2016 sono stati realizzati un numero di 672 nuovi posti di detenzione, il processo di investimenti nell’infrastruttura è continuato anche nel 2017, con un numero di 170 nuovi posti nel Carcere di Giurgiu, e attraverso il Meccanismo Finanziario Norvegese 2009-2014, sono stati effettuati lavori di ammodernamento per 200 posti letto presso il Carcere di Bacău”, si dichiara nel documento.

Oltre 10.000 liberati sotto condizione nel 2017 e meno morti

Più di 10.000 carcerati sono stati liberati sotto condizione dalle prigioni romene nel 2017, in cima alla classifica essendo il mese di novembre, quando i carcerati hanno goduto del ricorso compensativo vigente in quel momento, lo dimostra il bilancio dell’ANP per il 2017.

Inoltre, 1.787 carcerati sono stati liberati al termine. A dicembre nelle prigioni romene c’erano 23.450 persone. Dal totale della popolazione carceraria generale, 38.37% è rappresentata dalla percentuale dei recidivi. Il maggior numero dei carcerati sono stati incarcerati per aver commesso reati contro la persona (9.259), seguiti da quelli incarcerati per reati contra il patrimonio (8.972).

Nelle prigioni ANP della Romania stanno scontando le loro pene anche cittadini di altri Paesi, molti dei quali della Turchia, della Repubblica di Moldova e della Bulgaria

Per quanto riguarda le morti in carcere, nel documento dell’Amministrazione delle Prigioni, si sottolinea che nel 2017 sono stati registrati 91 casi, con 7 casi in meno rispetto all’anno prima. Divise per categorie le cifre riguardano: 9 morti per suicidio (8 – impiccatura, autoagressione), 31 – malattie cardiovascolari, 22 malattie neoplastiche, 9 – infezioni con HIV/AIDS, 7 malattie neurologiche, 7 malattie respiratorie, 3 malattie digestive, 3 – altro.

“Rispetto allo scorso anno, c’è stato un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari, che è diventata la principale causa di morte dei detenuti nelle prigioni. Il numero delle morti dovute a malattie neoplastiche e neurologiche è diminuito mentre  il numero delle morti per HIV / AIDS è aumentato “, si legge nel bilancio.

Per quanto riguarda le categorie di età dei detenuti, nel bilancio dell’ANP si legge che la maggior parte di loro ha un’età tra 31 e 40 anni (7.523), seguita da quelli nella categoria di età 41-60 (7.338). Un totale di 826 persone in unità ha più di 60 anni.

Lo stesso documento indica che l’anno scorso, il personale del carcere ha trovato un numero più grande di telefoni cellulari rispetto all’anno precedente: 2912, rispetto a 2.569 nel 2016.

Le statistichedi mostrano che c’è stato anche un aumento del numero di aggressioni sui dipendenti dell’ANP: 95 nel 2017, rispetto a 71, nell’anno precedente.

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