Preparativi per la presidenza del Consiglio UE

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Bucarest dà assicurazioni che i preparativi per l’assunzione da parte della Romania della presidenza del Consiglio UE rispettano il programma stabilito.

Ciascuno stato che ricopre, a turno, per sei mesi, la presidenza del Consiglio dell’UE vuole dimostrare di essere un membro di fiducia che tratta con serietà e professionalità la missione che gli spetta, ma anche di avere qualcosa da dire a livello europeo. È anche l’intento della Romania, la quale rispetta il programma stabilito per quanto riguarda i preparativi per l’assunzione della presidenza del Consiglio nel periodo 1° gennaio – 30 giugno 2019, presidenza sulla quale il ministro con delega agli Affari europei, Victor Negrescu, ha precisato: “Ricopriremo la presidenza di un’istituzione dell’UE, che è il Consiglio UE. Questa istituzione è intesa a rappresentare il punto di vista degli stati membri in rapporto alle altre istituzioni e mi riferisco alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo. Di conseguenza, il ruolo della Romania sarà di presiedere le riunioni del Consiglio UE, generare consenso e praticamente quel consenso deve essere il punto di vista degli stati in rapporto alle altre istituzioni nel processo decisionale europeo.”

Il periodo in cui la Romania ricoprirà la presidenza del Consiglio UE sarà uno estremamente importante per il futuro dell’Unione: sarà dominato dall’agenda strategica per il periodo 2019-2024, con accento sul budget e le politiche generali comunitari, dalla situazione dell’immigrazione e della sicurezza. Inoltre, ha aggiunto il ministro Victor Negrescu, la presidenza romena del Consiglio UE dovrebbe puntare sui cittadini e il messaggio della Romania per la comunità europea potrebbe essere che, ora più che mai, c’è bisogno di politiche di interesse per chi popola il vecchio continente. “Le politiche europee più attese dai cittadini sono quelle in settori in cui l’Europa non ha molta competenza. I cittadini europei, ovunque si trovassero in Europa, aspettano che questa entità e i fattori decisionali propongano misure nel campo dell’istruzione, della sanità e della sicurezza,” ha dichiarato Negrescu secondo la RRI.

Ma forse la cosa più importante è che, nel periodo della presidenza romena del Consiglio UE, la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea. E, visto che in Gran Bretagna vivono circa 3 milioni di cittadini dell’Unione e nei 27 stati che rimarranno nell’UE vive un milione di britannici, tutti aspettano con interesse di vedere cosa succederà dopo la Brexit. Facendo riferimento esclusivamente ai rapporti bilaterali, l’ambasciatore britannico a Bucarest, Paul Brummel, ha già dato assicurazioni che la Brexit non cambierà fondamentalmente la vita quotidiana dei cittadini britannici che vivono in Romania o quella dei romeni che vivono in Gran Bretagna. Egli è del parere che la Romania e la Gran Bretagna debbano continuare il partenariato e rafforzare la cooperazione nei settori militare, commerciale o scientifico.

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