Il bilancio della Procura Generale

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Lazar: i procuratori hanno dovuto analizzare più di 1,7 fascicoli milioni nel 2017, di cui oltre 530.000 sono stati risolti

Più di 60.000 imputatati sono stati rinviati a giudizio

I procuratori della Procura Generale hanno dovuto analizzare l’anno scorso più di 1,7 milioni fascicoli, di cui sono stati risolti più di 530.000 casi, secondo il rapporto di bilancio per il 2017 presentato mercoledì dal procuratore generale Augustin Lazăr.

In questi fascicoli, più di 60.000 imputati sono stati rinviati a giudizio, di cui quasi 4.000 imputati sono minorenni.

Dal numero totale degli imputati rinviati a giudizio, 20.380 hanno commesso reati contro la sicurezza del traffico sulle strade pubbliche, di cui, più di metà per la guida di un veicolo sotto l’influenza dell’alcol o di altre sostanze. Sono stati assolti definitivamente 1.036 imputati, di cui 123 in seguito alla depenalizzazione (1,7% degli imputati rinviati a giudizio).

“Le principali coordinate dell’attività dei procuratori nel 2017 sono state rappresentate dall’ampio volume delle cause da analizzare, con complessità speciale per oggetto e per natura, con numero grande di persone coinvolte, con diversità delle aree sociali e legali e con approccio multidisciplinare delle cause, di cui alcune con echi nella storia recente della Romania”, ha dichiarato il procuratore generale Augustin Lazar mercoledì alla presentazione del bilancio del Ministero Pubblico per il 2017.

Augustin Lazar ha elencato alcune delle cause penali importati affrontate nel 2017, incluso il titolo di “Combattente nella Rivoluzione” con danni al budget dello Stato di quasi 14,1 milioni di lei, rappresentando le indennità per i rivoluzionari, il fascicolo Hexi Pharma o il fascicolo della rivoluzione dei minatori.

Secondo il bilancio per l’anno scorso della Procura Generale, 1.491  sono stati rinviati a giudizio per reati di violenza, rappresentando il 2,5% dal totale degli imputati rinviati a giudizio.

Delle 1.265 vittime di questo reato, 845 sono minorenni.

Presidente CSM: Noi, i magistrati, non viviamo in un globo di vetro, siamo persone con una missione fondamentale. Indipendentemente dalla posizione sociale degli imputati, i magistrati devono fare il loro lavoro

Camelia Marcu, presidente del Consiglio superiore dei Magistrati (CSM), afferma che i magistrati non vivono in un globo di vetro, al contrario, sono persone con la missione fondamentale di fare luce sui problemi.  “Il 2017 è stato un anno difficile, con nuove sfide. Noi, i magistrati, non viviamo in un globo di vetro. Siamo persone con una missione fondamentale. I magistrati hanno il dovere di fare luce con professionalità e buona fede sui problemi”, ha dichiarato Simona Marcu, alla presentazione del bilancio del Pubblico Ministero.

Lei ha inoltre dichiarato che i magistrati devono fare il loro dovere indifferentemente dalla carica sociale degli imputati.

Presidente Iohannis: stiamo assistendo a un tentativo di indebolire il potere dei procuratori e di subordinarli alla politica, ciò che non è affatto accettabile

Il presidente Klaus Iohannis ha detto mercoledì, alla presentazione del rapporto del Pubblico Ministero per il 2017, che è diventata un’abitudine in Romania discutere lo statuto del procuratore, invocando spesso l’articolo della Costituzione secondo il quale i procuratori sono sotto l’autorità del Ministro della giustizia.

“Voglio essere chiaro – la frase della Costituzione è sotto l’autorità del Ministro della Giustizia, in nessun caso nella subordinazione del Ministro della Giustizia. Si fa spesso una confusione tra i due sensi al fine di imporre un controllo dei procuratori. È solo un tentativo di indebolire il potere dei procuratori e di subordinarli alla politica, ciò che non è affatto accettabile “, ha detto Iohannis.

“Si cerca di accreditare l’idea che i procuratori sono i nemici della società. Al contrario, sono dalla stessa parte di quelli che vogliono applicare la legge. Per essere chiari – la Costituzione della Romania non fa riferimento al diritto di quelli che violano la legge di essere lasciati in pace. Nessun privilegio o discriminazione. Nessuno è al di sopra della legge, i cittadini sono uguali davanti alla legge. I magistrati sono chiamati per garantire che questi principi vengono applicati”, ha spiegato il capo dello stato.

Iohannis ha affermato inoltre che un quadro normativo chiaro e prevedibile è obbligatorio, in modo che i magistrati non siano soggetti agli ordini da parte di una maggioranza politica.

“Una giustizia corretta, la necessità di luoghi di detenzione sono argomenti indiscutibili e riguardano il rispetto dei diritti umani fondamentali. Gli errori devono essere corretti, le persone che hanno sbagliato devono pagare, per gli abusi ci vogliono sanzioni”, ha ribadito il Presidente.

Tudorel Toader risponde a Iohannis: Nessuno ha detto che i procuratori svolgono la loro attività sotto il controllo del Ministro della giustizia!

Il ministro della Giustizia Tudorel Toader ha risposto al presidente Klaus Iohannis in un messaggio su Facebook “per una corretta informazione del pubblico”, in cui afferma che “nessuno ha dichiarato che i procuratori svolgono la loro attività sotto il controllo del ministro della Giustizia”.

“Per la corretta informazione dell’opinione pubblica: l’articolo 132 della Costituzione stipula che i procuratori svolgono la loro attività sotto l’autorità del ministro della Giustizia. Nessuno ha detto che i procuratori svolgono la loro attività sotto il controllo del ministro della Giustizia!”, ha scritto Tudorel Toader mercoledì sulla pagina di Facebook.

Tudorel Toader  non ha partecipato alla presentazione del bilancio del Pubblico Ministero.

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