La DNA ha presentato il bilancio per il 2017

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Kovesi: sono stati rinviati a giudizio 3 ministri, 6 parlamentari; 189 rinvii a giudizio per abuso d’ufficio

Iohannis: Stiamo assistendo a forti manifestazioni della disperazione nel tentativo di subordinare la giustizia al politico

La Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha presentato mercoledì, il rapporto di attività per il 2017. All’evento hanno partecipato anche il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, l’Ambasciatoare degli SUA a Bucarest, Hans Klemm, il Presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ) Cristina Tarcea.

La presentazione del rapporto di attività ha avuto luogo durante lo svolgimento della procedura di revoca di Laura Codruţa Kovesi, a solo un giorno di distanza dall’avviso negativo da parte della Sezione dei Procuratori del Consiglio Superiore della mMagistratura (CSM) in merito alla proposta del Ministro della giustizia per la revoca del capo della DNA.

Alla seduta di bilancio sono stati presenti il procuratore generale Augustin Lazăr ed il Vicepresidente del CSM, Codruţ Olaru. Il Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, non ha partecipato, egli dichiarando martedì alla seduta della Sezione per Procuratori del CSM, in cui è stato dato avviso negativo alla richiesta di revoca di Laurei Codruţa Kovesi dalla carica di procuratore capo della DNA, che non parteciperà all’evento, anche se è stato invitato.

“Siamo avvisati su reati commessi 9-10 anni fà; nel 2017 ci sono state due cause in cui i fatti sono stati prescritti”

Il capo del DNA Laura Codruta Kovesi ha detto mercoledì, durante la presentazione del bilancio per il 2017, che circa 1.000 imputati sono stati rinviati a giudizio, tra cui tre ministri, cinque deputati, un senatore e due segretari di stato. Kovesi ha dichiarato che in seguito alla decisione del CCR sull’abuso d’ufficio sono state chiuse 275 cause, con danni intorno a 148 milioni euro.

Kovesi ha evidenziato inoltre nella seduta di bilancio che a volte l’istituzione viene avvisata su reati commessi 9-10 anni fa, nel 2017 essendo identificati due casi in cui i fatti sono stati prescritti, e in 34 casi i fatti erano già prescritti quando la causa è stata registrata presso la DNA. Ha inoltre dichiarato che devono essere trovati i meccanismi per rendere responsabili le istituzioni in modo da non aspettare così tanti anni per face un avviso, per rendere poi responsabili i procuratori.

“Per quanto riguarda i periodi di tempo per cui riceviamo gli avvisi, tante volte siamo avvisati su reati commessi anche 9 o 10 anni fa. Nel 2017 abbiamo ricevuto 4 avvisi per reati commessi 10 anni fa, 14 avvisi per reati commessi 9 anni fa, 12 avvisi per reati commessi 8 e 10 avvisi per reati commessi 7 anni fa”, ha dichiarato Kovesi.

Questo è il motivo per cui il capo del DNA considera che “devono essere trovati i meccanismi istituzionali per rendere responsabili le istituzioni per non aspettare così tanti anni per fare un avviso, e poi rendere responsabili i procuratori”.

“E’ difficile indagare e gestire prove per reati commessi 9 o 10 anni fa. Nonostante questo, anche in queste condizioni, i procuratori hanno indagato e risolto anche questo tipo di casi. Un procuratore deve ultimare l’indagine in tempi ragionevoli, tempestivamente e all’interno del termine di prescrizione”, ha menzionato Kovesi, affermando che nel 2017 sono state identificate 2 cause in cui l’archiviazione della causa è stata determinata dalla prescrizione dei fatti e questa situazione è stata attribuita ad un procuratore.

“In questo caso abbiamo avvisato l’Ispezione Giudiziaria. In altre 34 cause i fatti era già prescritti quando sono stati registrati presso la DNA”, ha sottolineato Kovesi.

“189 imputati sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio”

“189 imputati sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio, e le misure cautelari istituite  per questo tipo di reato sono state di oltre 95 milioni euro. Questi dati dimostrano una preoccupante situazione del fenomeno di abuso d’ufficio, che si manifesta specialmente nel settore degli appalti pubblici. Questo dimostra che non abbiamo un sistema di appalti pubblici pulito e trasparente”, ha dichiarato Kovesi.

Ha ricordato che nel 2016 il CCR ha preso una decisione sul reato di abuso d’ufficio, in modo che i procuratori possano indagare solo quei fatti di abuso d’ufficio che generano danni al denaro pubblico in seguito alla violazione della legislazione primaria, ovvero la violazione delle disposizioni di leggi o delle ordinanze.

“Ovviamente, come procuratori, rispettiamo la decisione della Corte Costituzionale e non possiamo più trattenere la responsabilità penale. L’effetto di questa decisione della Corte Costituzionale è stato quello che sono state archiviate 275 cause in cui i procuratori avevano identificato danni al denaro pubblico intorno a 148 milioni euro”, ha dichiarato Kovesi.

La Kovesi si è chiesta in quante di queste cause archiviate dai procuratori, in base alla decisione della Corte Costituzionale, le altre istituzioni hanno avviato procedure per stabilire la responsabilità disciplinare, amministrativa o civile.

“Mi ripeto: 275 cause archiviate, 148 milioni di euro. Qual’è il numero dei casi in cui le altre istituzioni hanno avviato procedure per recuperare i danni? Esiste l’interesse per il recupero di questi soldi, persi dai cittadini, dalle comunità?”, ha detto il capo del DNA.

Ha ricordato un’altra situazione che considera seria, ossia quella in cui le autorità pubbliche non sono una parte civile per il recupero del danno.

“Non vogliono recuperare i soldi e basta. Il rifiuto di recuperare i danni al budget pubblico è incompresibile. Questo rifiuto valida l’abuso considerandolo un comportamento accettabile”, ha affermato Kovesi.

Il capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, ha dichiarato mercoledì al bilancio dell’istituzione che 189 imputati sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio e che le misure cautelari istituite per questo tipo di reato sono state di oltre 95 milioni di euro.

Kovesi: Siamo contro l’indebolimento della legislazione, l’eliminazione degli strumenti che sono efficienti per la dimostrazione di gravi reati

Il procuratore capo della DNA, Laura Codruţa Kovesi, ha dichiarato mercoledì alla seduta di bilancio, che la sua istituzione si oppone all’indebolimento della legislazione, all’eliminazione degli strumenti che sono efficienti per la dimostrazione di gravi reati.

“Noi non facciamo la legge, noi la applichiamo”, ha detto il capo della DNA, affermando che si oppone all’indebolimento della legislazione.

“Siamo contro l’indebolimento della legislazione, l’eliminazione degli strumenti efficienti nella dimostrazione di gravi reati, siamo contro la modifica dello statuto del magistrato”, ha affermato Codruţa Kovesi.

“Il nostro appello è per una legislazione stabile, per una legislazione in cui i procuratori siano indipendenti”, ha detto il capo della DNA.

Iohannis: Stiamo assistendo a forti manifestazioni della disperazione nel tentativo di subordinare la giustizia al politico. Questo non succederà

Il Presidente Klaus Iohannis, che all’arrivo ha dichiarato “siamo sempre più lontani da una revoca”, ha dichiarato nel suo discorso che stiamo assistendo a forti manifestazioni della disperazione nel tentativo di subordinare la giustizia al politico, in cui alcuni imputati e condannati si sono riuniti per screditare le persone che li hanno indagati. Il Presidente ha dichiarato inoltre che questo non succederà.

“I numeri dicono la verità, i numeri sono obiettivi. Nel 2017 sono state risolte 3.800 cause, con 16,5% in più rispetto al 2016 e sono stati rinviati a giudizio più di 1000 imputati”, ha detto Klaus Iohannis nel discorso di apertura della seduta di bilancio della DNA.

Egli ha menzionato che l’anno scorso sono stati rinviati a giudizio in maniera definitiva, in seguito alle cause alla DNA, 713 imputati, la quota di assoluzione essendo di 12%, di cui un quarto come effetto della decisione del CCR per l’abuso d’ufficio.

“Tutto questo dimostra ancora una volta che la DNA è un’istituzione che funziona in maniera efficiente, da anni in prima linea nella lotta anticorruzione. Contrariamente a una valutazione soggettiva e tendenziosa, presentata all’opinione pubblica la scorsa settimana, l’efficacia della DNA è ben lunga dall’essere messa in discussione”, ha sottolineato il Presidente Klaus Iohannis.

Il Presidente ha affermato che la DNA, come parte del Pubblico Ministero, e la giustizia nel suo complesso, hanno gli strumenti necessari per la lotta alla corruzione in Romania.

“Sfortunamente assistiamo ultimamente a forti manifestazioni della disperazione e tentativi di manipolare con lo scopo di screditare la DNA e con il chiaro intento di subordinare la giustizia al politico. Inammisibile! Imputati e condannati, dopo aver violato la legge, si sono alleati per screditare le persone che li hanno indagati. Ma, come dice un proverbio romeno, la bugia ha le gambe corte. E’ improbabile che tutte queste azioni concertate sui media abbiano successo. Coloro che li hanno creati sono quelli che sono rimasti nel passato e pensano che il potere significhi privilegi e abusi. Sfortunatamente per loro, la giustizia è indipendente, e lo spirito civico della società si manifesta nella maggior parte del tempo con molto coraggio. Voglio essere molto chiaro su una cosa: nella lotta tra il nuovo e il vecchio, tra quelli che vivono nella corruzione e quelli che lottano contro la corruzione, tra quelli che pensano al futuro del paese e quelli che pensano solo al loro futuro, la Romania moderna vincerà “, ha sottolineato il capo dello stato.

Klaus Iohannis ha affermato che la società romena si è rafforzata grazie al consolidamento della democrazia.

“I cittadini vogliono una Romania dignitosa, una giustizia e una società in cui le persone che cercano di posizionarsi al di sopra della legge sono responsabili per le loro azioni, indipendentemente dalla loro carica, ricchezza o statuto sociale. La fiducia nella giustizia in Romania è data da quelli che la animano. I magistrati sono punti di riferimento. La loro integrità deve rappresentare uno standard di riferimento per la società. Le deviazioni individuali che rischiano di influenzare il prestigio dell’intero corpo devono essere neutralizzate”, ha dichiarato il Presidente. Ha anche sottolineato che l’incertezza generata dalle numerose modifiche della legislazione approvate dal Parlamento lo scorso anno sono dannose per la società romena.

“Ho fiducia che le istituzioni dello stato con cariche nel settore continueranno a manifestasi quando l’indipendenza della giustizia è in pericolo. Il processo di trasformazione democratica di una società è di lunga durata. Credo che la Romania abbia bisogno di una legge che metta l’accento sulle misure di prevenzione dei reati di corruzione e sull’educazione dei romeni, specialmente dei giovani. Grazie alla sua attività, la DNA ha dimostrato che i principi dello stato di diritto sono delle realtà. Avete in me un partner e un sostenitore dell’applicazione di questi principi. Vi auguro successo”, ha concluso il Presidente Iohannis.

Tarcea: viviamo un momento in cui tutta la Romania assiste ad un corso intensivo di giurisprudenza, insegnato da persone che hanno interesse nel risolvere le proprie cause

Il presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, ha dichiarato mercoledì alla presentazione del bilancio della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) per il 2017 che si è chiesta se partecipare o meno a questo evento, scegliendo “la variante meno comoda”. Tarcea ha dichiarato che la giustizia sta attraversando una crisi, e la Romania sta frequentando un corso di giurisprudenza insegnato da persone con interessi nel risolvere le proprie cause.

“E’ la prima volta quando mi sono chiesta se il Presidente dell’Alta Corte dovrebbe partecipare al bilancio della DNA. Ho avuto due opzioni. Ho scelto di partecipare, scegliendo la variante meno comoda. Anche se siamo in un momento di bilancio quando vengono dette delle belle cose, non possiamo non riconoscere che la giustizia sta attraversando un periodo di crisi. Dobbiamo esserne consapevoli. Perchè è un momento in cui tutta la Romania frequenta un corso intensivo di giurisprudenza, insegnato da persone con interessi nella soluzione delle proprie cause e che non hanno frequentato i corsi di una facoltà di diritto”, ha dichiarato Cristina Tarcea mercoledì.

Tarcea ha sottolineato che viene indotta alla società l’idea che la giustizia viene fatta in conformità alle indicazioni di questo corso, a cui partecipa tutto il Paese e ha trasmesso agli “studenti” che il Diritto vuol dire morale, e le persone che hanno un rapporto controverso con la morale non dovrebbero avere niente da dire sulla giustizia e non dovrebbero intervenire nell’atto di giustizia.

Il Presidente dell’ICCJ ha detto che ha dimostrato il male che può essere fatto alla giustizia, ribadendo che il giudice, anche se dev’essere un “arbitro silenzioso”, non può guardare con passività i momenti di crisi delle istanze, delle procure o degli avvocati.

Il Presidente dell’ICCJ ha affermato che vanno osservati anche i problemi del sistema, che creano sospetto e diffidenza. Ha trasmesso ai procuratori di essere efficienti e di non perseguire la perfezione, perchè essere perfetto vuol dire rispettare più la forma che lo sfondo.

Lazăr: Il 2017 è stato un anno sensibile, ma non vorrei drammatizzare. Le ondate danno la misura della professionalità

Il Procuratore generale Augustin Lazăr ha detto al bilancio della DNA che il 2017 è stato un anno sensibile, però non vorrebbe drammatizzare, perchè è stato difficile ma quando sono le ondate, i magistrati possono dimostrare la loro professionalità.

“Il 2017 è stato un anno sensibile, complicato. Ma non vorrei drammatizzare, nel senso che è stato un anno difficile. Quando guardo nella sala, vedo i magistrati del Pubblico Ministero arrivati alla maturità professionale , che devono dimostrare di poter affrontare i veri problemi. (…) Le ondate ci danno la misura della professionalità”, ha affermato Augustin Lazăr.

Il procuratore generale ha dichiarato che “la corruzione resta un fenomeno più attuale che mai”. Egli ha detto che questo fenomeno non è un brevetto romeno, la corruzione essendo un fenomeno internazionale che ha generato lo sforzo congiunto degli stati.

Lazăr ha menzionato che, nei rapporti degli esperti europei, la DNA è stata valutata tra le prime cinque strutture europee raccomandate come esempio di buone pratiche.

Il Procuratore generale ha elogiato “l’efficienza del management della DNA”.

Augustin Lazăr ha voluto ricordare anche i casi di magistrati rinviati a giudizio e ha dichiarato che presenta questi dati perchè nello spazio pubblico si è parlato della mancanza di responsabilità dei magistrati. Egli ha detto che questi sono responsabili anche dal punto di vista penale, ma nel probabilmente il discorso pubblico a cui ha fatto riferimento ha preso di mira la responsabilità di alcuni magistrati, che hanno dato certe soluzioni.

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