Il 5 marzo verrà pronunciata dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia la sentenza definitiva nella causa di Orban, la DNA richiede 1 anno di reclusione con esecuzione

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Il 5 marzo verrà pronunciata dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ) la sentenza definitiva nella causa in cui il Presidente del Partito Nazionale Liberale (PNL), Ludovic Orban, fu giudicato per il reato di uso dell’influenza  al fine di ottenere indebiti benefici.

All’ultimo termine del processo, i procutori della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) hanno chiesto ai giudici dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia la condanna del Presidente del PNL, Ludovic Orban, ad un anno di reclusione per il reato di uso dell’influenza al fine di ottenere indebiti benefici, il procuratore motivando che il leader del PNL ha dichiarato che avrebbe vinto le elezioni e sarebbe diventato il sindaco della Capitale.

Il processo è in fase di appello, dopo che Ludovic Orban è stato assolto in prima istanza il 31 gennaio. Orban ha dichiarato al Tribunale che ritiene sia innocente e che non ha utilizzato l’influenza politica al fine di ottenere benefici.

Il Presidente del PNL, Ludovic Orban, ha dichiarato lunedì che andrà all’ultimo termine della sua causa e si aspetta che la corte dimostri la sua innocenza. Egli ha dichiarato inoltre che si aspetta che questa campagna contro la lotta anticorruzione si fermi e nel caso in cui i procuratori fanno abusi “le entità autorizzate dalla Costituzione e dalle leggi del Paese si devono pronunciare”.

“Oggi è l’ultimo termine, i discorsi finali. Partecipo oggi così come ho partecipato a ogni tappa delle procedure legali alla DNA e alla commissione di ricorso. Spero sia fatta giustizia, spero che la corte giudichi secondo il fatto, secondo la legge e prenda la decisione che considero normale e sancisca il fatto che non ho commesso alcun reato”, ha dichiarato Orban lunedì, prima di entrare nella sede dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia.

Alla domanda perchè sostiene la DNA, nonostante si consideri “una vittima’” di quest’istituzione, il leader del PNL ha dichiarato che non è d’accordo con gli abusi di alcuni procuratori.

“Il fatto di aver dichiarato che non ci sono ragioni per la revoca del procuratore – capo della DNA, non vuol dire che sono d’accordo che certi procuratori possano fare abusi. Al contrario, come ben sapete, quando si sono verificati casi del genere, ho dichiarato che è nell’interesse della DNA e nell’interesse generale che i procuratori che hanno fatto abusi evidenti siano dimessi”, ha sottolineato Orban.

“Mi aspetto che in Romania finisca questa campagna contro la lotta anti-corruzione da parte di persone che hanno problemi reali con la DNA e con il tribunale. Credo che sulle attività delle istituzioni nel settore della giustizia si debbano pronunciare le entità autorizzate dalla Costituzione e dalle leggi del Paese”, ha ribadito Orban.

“Osservo che la DNA cerca di creare una connessione tra la mia nomina come candidato per la carica di sindaco e la mia carica politica. La nomina è stata fatta in seguito ai sondaggi d’opinione con risultati positivi a mio favore (…) Mi considero innocente. Non ho fatto abuso della mia influenza politica. Non ho mai accennato alla mia carica. Non ho mai voluto ricevere finanziamenti illegali. La Bibbia non è qui adesso, ma ho giurato. Ho fiducia nella vostra capacità di giudicare”, ha detto Orban ai giudici.

All’uscita dal Tribunale, Ludovic Orban ha dichiarato che spera sia fatta giustizia e che dal suo punto di vista le cose sono chiare.

“Non ho utilizzato in alcun modo la mia carica politica. Nelle intercettazioni non faccio riferimento alla mia carica politica, non prometto niente, e solo una discussione tra due persone che si danno del tu e discutono sui problemi della cità di Bucarest. Non ho preso un leu”, ha spiegato Orban. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Ludovic Orban ha dichiarato di non far parte dal “festival dei penali”, cioè quelli che criticano la DNA.

Orban è stato citato in giudizio il 17 maggio 2016 dai procuratori della DNA che l’hanno accusato di aver utilizzato l’influenza al fine di ottenere indebiti benefici. L’11 aprile 2016, il giorni in cui è stato dichiarato sotto controllo giudiziario, Orban ha dichiarato che rinuncia alla candidatura per il Comune di Bucarest  e che si dimette dalle cariche di vicepresidente vicario del PNL e vicepresidente della Camera dei Deputati, restando deputato fino alla fine del mandato nel dicembre 2016.

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