Kovesi: non ci sono ragioni per dimettermi. I procuratori della DNA non falsificano prove.

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L’attacco alla DNA non è casuale, stiamo assistendo ad un festival disperato degli imputati

Il Procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruţa Kovesi, ha dichiarato mercoledì sera, durante una conferenza stampa che in seguito alle informazioni divulgate nello spazio pubblico a partire da domenica sera, ha chiesto alla DNA Ploiesti e ha ricevuto in giornata, un rapporto sullo stato delle cause riguardanti la famiglia Cosma e i cosiddetti aspetti illegali. Kovesi ha inviato questo rapporto anche al procuratore generale Augustin Lazăr. Laura Codruţa Kovesi ha dichiarato che l’attacco alla DNA non è casuale e che “stiamo assistendo ad un festival disperato degli imputati”. Alla domanda se si sarebbe dimessa, il procuratore capo del DNA ha specificato che non ci sono ragioni per dimettersi perché ha rispettato la legge in tutte le azioni intraprese. Kovesi ha detto che ha parlato l’ultima volta con il ministro Ministro della Giustizia, Tudorel Toader, durante la seduta del CSM in cui è stato preso in discussione il rapporto di controllo e che questo non ha chiesto alcuna informazione, e che non ha parlato di recente neanche con il Presidente Klaus Iohannis, l’unico con cui ha parlato essendo il procuratore generale. Riguardante l’ex deputato Vlad Cosma, quello che ha accusato la DNA di falsificare prove, Kovesi ha affermato che, dopo essere stato condannato in primo grado, i membri della famiglia Cosma hanno provato di ottenere un documento per la riduzione della condanna, dichiarando inoltre che Vlad Cosma è andato di propria volontà alla DNA per fare alcune denunce, essendo chiamato in udienza in 12 cause. La conferenza stampa di Laura Codruţa Kovesi, per rispondere alle accuse contro la DNA, è durata due ore.

Non ci sono ragioni per dimettermi. Ho rispettato la legge in tutte le azioni intraprese

Il procuratore capo della DNA ha dichiarato che non ci sono ragioni per dimettersi, perchè ha rispettato la legge in tutte le azioni intraprese.

“Non ci sono ragioni per dimettermi. Ho rispettato la legge in tutte le azioni intraprese”, ha dichiarato Laura Codruţa Kovesi.

L’attacco alla DNA non è casuale, stiamo assistendo ad un festival disperato degli imputati. Questo attacco non riguarda Kovesi, riguarda i procuratori che hanno fatto il proprio lavoro e che mira ad inginocchiare il popolo romeno.

Kovesi ha colto l’occasione della prima uscita in pubblico dopo lo scandalo scoppiato in seguito alle dichiarazioni di Vlad Cosma che la DNA falsifica prove, per dichiarare che l’attacco nei confronti dell’istituzione non è casuale e che “stiamo assistendo ad un festival disperato degli imputati”.

“Non penso questo attacco sia casuale, stiamo assistendo ad un festival disperato degli imputati, in cui gli imputati dicono solo alcune parti della verità. Qui non si tratta di Kovesi o del procuratore capo della DNA. DNA non è una persona, è un’istituzione. Questo attacco non riguarda Kovesi, riguarda i procuratori che hanno fatto il proprio lavoro e che mira ad inginocchiare il popolo romeno e ad umiliare i cittadini”, ha dichiarato Kovesi.

Lei ha detto che la giustizia viene attaccata da più di un anno: “Se guardiamo chi ci attacca osserviamo che sono imputati, persone con soldi e con risorse che vogliono compromettere l’atto di giustizia e prendere in ridicolo gli atti di corruzione.

“Ho chiesto alla DNA Ploiesti un rapporto sullo stato delle cause in cui sono coinvolti i membri della famiglia Cosma”

“In seguito alle informazioni divulgate nello spazio pubblico ho chiesto alla DNA Ploiesti un rapporto sullo stato delle cause e i cosiddetti aspetti illegali. In seguito alle informazioni ricevute oggi, un rapporto scritto è stato inviato anche al procuratore generale per informarlo sulla situazione esatta”, ha detto Kovesi.

Il procuratore capo ha dichiarato che a Ploiesti sono state indagate più cause in cui sono stati chiamati in udienza membri della famiglia Cosma, ricordando che Vlad Cosma e suo padre, Mircea Cosma hanno una condanna a 5 e rispettivamente 8 anni di prigione.

Kovesi ha detto che l’ex deputato Vlad Cosma è stato chiamato per udienza in 12 cause, e tante volte questo si è presentato presso la DNA di propria iniziativa e ha fatto delle denunce.

“Tante volte si è presentato di propria iniziativa alla DNA e ha fatto denunce su fatti di corruzione. Dopo la pronuncia della sentenza di condanna, questi imputati hanno iniziato vari iniziative per ottenere da parte dei procuratori un atto per la riduzione della pena. Venerdì, persone vicine alla loro famiglia, si sono presentate alla DNA Ploiesti e hanno cercato di intimidire i procuratori minacciandoli con la pubblicazione di registrazioni distorte. Questi non si arresero perché sapevano di aver rispettato la legge. La persona che si è presentata alla DNA ha fatto anche altre dichiarazioni. Per esempio: “Domenica siamo in tv. Siamo in tv per distruggere tutti. Non è un piccolo scandalo, è una vera e propria regia”, ha dichiarato il capo della DNA.

Lei ha detto che ai procuratori è stato chiesto di “andare d’accordo”.

“Domenica sera sono uscite immagini e situazioni descritte venerdì da queste persone. I procuratori e gli ufficiali della polizia di Ploiesti non avevano paura, perchè sapevano di aver rispettato la legge. Gli imputati hanno svelato i propri fatti di ricatto. A Vlad Cosma è stata tolta lunedì la protezione per queste ragioni”. Kovesi ha dichiarato che i procuratori della DNA non falsificano prove e rispettano la legge.

Il modo in cui lavorano i procuratori è sottoposto al controllo giudiziario. E’ in atto una verifica da parte dell’Ispezione Giudiziaria. Mi è stato chiesto che cosa ho fatto. Ho fatto quello che prevede la legge  – l’Ispezione Giudiziaria ha fatto lunedì una notifica, due dei colleghi indicati hanno notificato proprio loro l’Ispezione. Aspettiamo il modo in cui si è lavorato in questa causa. Ho dichiarato al mio insediamento di avere zero tolleranza per la corruzione. Non è prima volta quando ci sono incidenti. Quando i procuratori non hanno osservato i propri doveri ho notificato l’Ispezione Giudiziaria, ho chiesto al CSM di revocarli. Penso siano dei problemi in tutti i colleggi giudicanti, importante è il modo di reagire”, ha detto Kovesi.

“DNA non vuol dire Negulescu”

Il procuratore capo della DNA ha dichiarato mercoledì sera, facendo riferimento all’ex procuratore Mircea Negulescu della DNA Ploiesti che nel momento in cui ha iniziato a lavorare per la DNA aveva più di 20 anni nella magistratura, non c’era alcuna inchiesta disciplinare in corso e non ha ricevuto nessuna notifica per la sua condotta, sottolineando che DNA non vuol dire Negulescu.

“Nel momento in cui ha iniziato a lavorare per la DNA aveva più di 20 anni nella magistratura. Non c’era alcuna inchiesta disciplinare in corso e non ha ricevuto nessuna notifica per la sua condotta. Nell’ambito della DNA si fanno dei controlli relativi alla maniera in cui si lavora in termini di ritmo. Non si assiste alle udienze. Non ci sono state denunce, reclami, abbiamo visto tutti che ci sono state delle registrazioni in cui aveva un comportamento non adatto per un magistrato. In quel momento si è dimesso dalla DNA. (…) E’ molto difficile per il capo dell’istituzione, nella DNA sono più di 11.200 cause, ogni giorno sono 70-80 udienze. Le persone che sono entrate in contatto con il procuratore non hanno fatto la denuncia”, ha dichiarato Kovesi. Lei ha detto che al primo segnale che un procuratore non ha rispettato la legge, ha reagito. “Quando ho visto quelle registrazioni e quel comportamento con cui personalmente non sono d’accordo (…)Alcuni hanno violato la legge, il codice etico, queste cose sono state controllate, sono state adottate le misure legali. Quando si sono manifestati i primi indizi, ho adottato delle misure”, ha affermato Kovesi.

Kovesi ha detto che al primo segnale che un procuratore non ha rispettato la legge, ha reagito.

“Quando ho visto quelle registrazioni e quel comportamento con cui personalmente non sono d’accordo (…)Alcuni hanno violato la legge, il codice etico, queste cose sono state controllate, sono state adottate le misure legali”, ha ribadito Kovesi, sottolineando che non è corretto che a causa di un unico procuratore, sia rovinato il lavoro di tutti i procuratori.

Alla domanda se sarebbe opportuno chiedere le dimissioni del procuratore capo della DNA Ploiesti, Lucian Onea, come nel caso di Mircea Negulescu, il procuratore capo del DNA ha detto che non ha tutti gli elementi per farlo.

Kovesi ha detto di aver chiesto a Negulescu di dimettersi in seguito all’uscita delle prime registrazioni relative alla sua persona, considerando il suo comportamento non compattibile con lo statuto di procuratore della DNA e alla domanda perchè non applica la stessa misura anche nel caso di Lucian Onea, Kovesi ha risposto: “DNA non vuol dire Negulescu. In questo momento non ho tutti gli elementi per chiedere ad Onea di dimettersi dalla DNA solo perchè ci sono registrazioni in cui dice sì, va bene”.

Kovesi ha voluto sottolineare che ha organizzato questa conferenza stampa non per rispondere all’”imputato Vlad Cosma e ad altri imputati”, ma per dire ai cittadini che la DNA non falsifica prove e rispetta la legge.

Kovesi, sulle accuse di Mihaiela Moraru Iorga: non ho mai parlato con lei di una causa in cui sia coinvolto un ministro

Interrogata sulle accuse da parte del procuratore Mihaiela Moraru Iorga che la riguarda, il capo della DNA a risposto che non ha mai discusso con Iorga su una causa in cui fosse coinvolto un ministro e che è quasi una coincidenza che tali affermazioni sono state fatte dopo aver chiesto verifiche nel caso del procuratore Iorga.

“Non ho mai discusso con Mihaiela Moraru Iorga su una causa in cui fosse coinvolto un ministro/premier. Non ho fatto pressioni sui procuratori. E’ quasi una coincidenza che tali accuse sono apparse dopo aver chiesto verifiche nei confronti di Mihaiela Moraru Iorga”, ha dichiarato Kovesi, quando è stata interrogata sulle accuse da parte del procuratore Mihaiela Moraru Iorga.

Interrogata inoltre quando ha ricevuto informazioni che il procuratore Moraru Iorga non lavora in maniera adatta nel fascicolo Microsoft, Kovesi ha risposto: “Il controllo dell’attività di Iorga era coordinato da uno dei vice procuratori in seguito ad un ordine del procuratore capo. La sezione in cui ha lavorato la signora procuratore Iorga era coordinata dal vice procuratore capo Nistor Călin, che ha effettuato controlli in conformità al regolamento interno della DNA (…). Nel momento in cui abbiamo osservato che nella causa Microsoft il ritmo non è era quello previsto, la signora procuratore ha fatto un rapporto per dimettersi dalla causa. Ho chiesto un controllo nel mese di marzo dell’anno scorso relativo alla sua attività, controllo che è stato effettuato da un vice procuratore capo. Ulteriormente sono state fatte più denunce presso l’Ispezione Giudiziaria relative a certi aspetti che abbiamo osservato”.

L’ex procuratore della DNA Mihaiela Iorga ha dichiarato domenica sera, ad Antena 3, che il capo della DNA Laura Codruţa Kovesi l’ha chiamata per chiederle se può accelerare la causa di un ex ministro il cui nome era veicolato per la carica di premier, l’argomento della Kovesi essendo quello che questo premier nominerà come ministro della Giustizia Dana Gîrbovan, capo dell’ UNJR, ciò che non andrebbe bene per la DNA.

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