La sindrome di Nastase

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L`europarlamentare socialista Ana Maria Gomes ha domandato ai colleghi del Parlamento Europeo come è possibile che un politico indagato per frode con fondi europei possa restare in carica come presidente della Camera dei Deputati di un stato membro. Faceva riferimento a Liviu Dragnea, che è anche capo del principale partito che governa la Romania. Anche lui socialista, Dragnea dichiara invece di non avere una famiglia (ideologica) in Europa. Nello stesso tempo l`azienda indagata e legata a lui ha venduto, pochi giorni prima di chiedere il fallimento, i suoi beni migliori a nessun`altro che al figlio del politico socialdemocratico. Una famiglia di sangue e affari che vale molto di più di quella di idee e valori. Darius Valcov, l`ideatore del programma di governo, è stato condannato in primo grado a otti anni di carcere. I suoi colleghi, comincinado da Dragnea, lo difendono e non intendono chiederli di rinunciare alla carica di consigliere del nuovo premier Dancilă. In questo modo il partito dei socialdemocratici sarà sempre di più visto di nuovo come il più corrotto, come ai tempi di Adrian Nastase. D`altronde, l`ex premier è stato sconfitto da Traian Basescu proprio nel nome di una campagna elettorale fondata sui benefici dell`anticorruzione. L`esito negativo, per non pochi romeni, della cosidetta riforma fiscale e una crescente intolleranza alla corruzione ridurranno seriamente la popolarità dei socialdemocratici. Il partito si dimostra incapace di riformarsi rinunciando a chi ha problemi gravi con la Giustizia. La differenza tra la Romania e stati come la Polonia o l`Ungheria è che le riforme illiberali non hanno a Bucarest nessun fondamento ideologico. Cercano solo di difendere i politici dall`autorità anticorruzione. Una simile strategia non può reggere a lungo. Al partito di Liviu Dragnea mancano i politici capaci di illudere la gente. Non si può restare molto al potere senza alemno raffinare l`arte del mentire.

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