DIICOT: Nel 2017 sono stati recuperati danni di oltre 488 milioni lei, rispetto al 2016, quando sono stati recuperati 209 milioni lei

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I procuratori del Dipartimento per l’Indagine della Criminalità Organizzata e del Terrorismo (DIICOT) hanno identificato danni di oltre 665 milioni lei e quasi 14 milioni euro nelle cause registrate l’anno scorso, mentre nel 2016 i danni nelle cause in corso hanno superato i 441 milioni lei e 37 milioni euro. I procuratori DIICOT sono riusciti a confiscare l’anno scorso 488 milioni lei, rispetto a 209 milioni nel 2016, stando al rapporto di attivita’ del Dipartimento per l’Indagine della Criminalità Organizzata e del Terrorismo per il 2017.

Nel 2017, il numero delle cause da risolvere per il DIICOT è stato di 24.709, di cui 12.220 cause recentemente registrate, rispetto a 25.657 cause nel 2016, di cui 15.334 cause recentemente registrate nel 2016. Si nota nel 2017 un meno di 948 cause da risolvere, in ribasso del 3,69% e un meno di 3.114 cause recentemente registrate, in ribasso del 20,31%, rispetto al 2016, si afferma nel rapporto di attività.

La media delle cause da risolvere per procuratore è in ribasso, da 105,15 per procuratore nel 2016 a 102,52 nel 2017.

Relativamente alla situazione delle cause risolte, nel 2017, sono state risolte 10.287 cause, rispetto a 13.168 nel 2016, rispettivamente un meno di 2.881 cause, che rappresenta un ribasso del 21,88% rispetto al 2016.

La media delle cause risolte per procuratore è ribassata da 45,71 cause nel 2016, a 42,68 cause per procuratore nel 2017, rappresentando un ribasso del 6,62 % rispetto al 2016. Tra queste, durante il 2017 in 7.191 cause sono state adottate soluzioni in merito, rispetto a 8.149 cause nel 2016, ciò che rappresenta un ribasso del 11,76%,  mentre 3.096 cause sono state rifiutate o riunite, rispetto a 5.019 cause riufiutate o riunite nel 2016.

Nel 2017, nelle cause analizzate dai procuratori sono state indagate 13.600 persone, rispetto al 2016, quando sono state indagate 15.279  persone, cio’ che rappresenta un ribasso del 10,99%.

Relativamente alle soluzioni di rinvio a giudizio, la media delle cause risolte per procuratore con rinvio a giudizio o accordo di patteggiamento e’ cresciuta dal 6,08 cause per procuratore nel 2016 a 6,36 cause per procuratore nel 2017.

Dalle 7.191 cause risolte lo scorso anno, 1.843 sono state risolte in un periodo di fino a 6 mesi dal rinvio, 1.855 cause sono state risolte in un intervallo tra 6 mesi e un anno dal rinvio, mentre 3.480 cause sono state risolte a distanza di più di un anno dal rinvio. Inoltre, 13 cause sono state risolte dopo la scadenza della prescrizione.

La radicalizzazione islamica in Romania, uno dei rischi piu’ alti. Risulta necessario l’aggiornamento della legge

DIICOT afferma, nel rapporto di analisi dell’attività per il 2017, che la radicalizzazione islamica in Romania rappresenta uno dei rischi piu’ alti, ed il fenomeno ha registrato una crescita negli ultimi anni, dichiarando che è necessario l’aggiornamento della legge sulla prevenzione e la lotta al terrorismo.

“La situazione operativa anti-terrorismo a livello nazionale durante il 2017 è stata correlata con le evoluzioni negli spazi esterni, specialmente con gli attacchi terroristici in Europa e con le crisi di sicurezza di MENA e Af-Pak. La propaganda Daesh ha continuato a rappresentare il principale motore di attivazione e alimentazione del processo di radicalizzazione, essendo però accompagnata dall’ideologia estremista promossa anche da altre organizzazioni terroristiche. Data l’alta disponibilità, l’alta velocità della comunicazione e la possibilita’ di anonimato, l’Internet ha continuato a rappresentare l’ambiente prediletto per l’accesso, la diffusione e la creazione di contenuti radicali”, afferma DIICOT nel rapporto.

Nel documento si afferma “i singoli attori rappresentano una risorsa importante per i gruppi terroristici e l’utilizzo di metodi di attacco facili e non sofisticati (autoveicoli, armi bianche, ordigni esplosivi improvvisati in maniera rudimentale) rende queste situazioni difficili da individuare e da contrastare dalle autorità”, mentre il peso dei target appartiene alla categoria soft: eventi pubblici, trasporto pubblico, zone frequentate dai turisti”.

La Romania non ha affrontato durante il 2017 una minaccia terroristica reale e importante, affermano i procuratori, ma sottolineano che uno dei rischi piu’ alti è la radicalizzazione islamica.

I procuratori affermano che, nella maggior parte dei casi, la radicalizzazione si sovrappone su alcuni problemi di ordine sociale (stato finanziario precario, assenza di un posto di lavoro), giuridico (sono oppure sono stati in prigione) o psichico (instabilità, basso livello intellettuale o persino malattie certificate) anche in assenza di una cultura religiosa.

“Il numero dei romeni radicalizzati è in crescita negli ultimi due anni, però, le manifestazioni restano in genere a livello verbale e di atteggiamento (…). Le situazioni di radicalizzazione che coinvolgono adolescenti, anche se poco numerose, attirano l’attenzione sul potere di contaminazione delle ideologie estremiste, che giustificano e richiedono la violenza, ma anche sulla necessità di adattamento dei meccanismi legislativi ed istituzionali di intervento. L’analisi del legame tra la radicalizzazione islamica e la violenza è necessaria perchè, aldilà del numero sostanziale di casi che consentono di affrontare il tema attraverso statistiche pertinenti, nell’Islam troviamo oggi tutti gli ingredienti necessari per la definizione del percorso della radicalizzazione, fatto che consente l’osservazione dei modelli di comportamento che possono portare alla giustificazione dell’uso della violenza”, si afferma nel rapporto.

DIICOT afferma che “in linea con l’aumento della minaccia terroristica a livello europeo negli ultimi anni, a livello delle autorità di competenza del nostro Paese, le disposizioni interne sono state calibrate in maniera opportuna, mirando l’anticipazione, la conoscenza e la riduzione dei fattori di rischio e delle vulnerabilità che potrebbero determinare la crescita del livello di minaccia terroristica”, menzionando che è necessario l’aggiornamento della legge sulla prevenzione e la lotto al terrorismo.

Per quanto riguarda i reati di terrorismo e contro la sicurezza nazionale nel 2017 “dalle 190 cause da risolvere, di cui 87 nuove cause registrate nel periodo di riferimento, è stato risolto un numero di 81 casi rispetto a 36 cause risolte nel 2016, delle 141 cause da risolvere di cui 93 nuove cause registrate nel 2016. Le cifre registrate rappresentano una crescita del 34,75% delle cause da risolvere, un ribasso del 6,45% delle cause recentemente registrate e una crescita del 125% delle cause risolte. Tra queste, durante il 2017 sono state risolte con rinvio a giudizio o accordo di patteggiamento un numero di 13 cause con 20 convenuti, di cui 4 convenuti in arresto preventivo”, afferma DIICOT.

Horodniceanu: l’OUG per il funzionamento del DIICOT non è completa

Il procuratore capo del DIICOT, Daniel Horodniceanu, ha dichiarato durante la riunione di bilancio del dipartimento che l’ordinanza di urgenza che regola l’organizzazione ed il funzionamento del suo dipartimento non è completa, e che a distanza di più di un anno non è stata ancora adottata dal Parlamento romeno.

Il capo del DIICOT ha parlato anche della necessità di un migliore coordinamento e cooperazione a livello nazionale per la lotta alla criminalità organizzata, cosa che non è successa perchè sono stati cambiati cinque governi negli ultimi tre anni.

“Nei tre anni di mandato della direzione DIICOT, sono stati cambiati cinque governi, il dialogo istituzionale essendo ripreso con cinque ministri della giustizia, quattro ministri dell’interno, tre procuratori generali. Abbiamo presentato ad ognuno di questi le nostre conclusioni sullo stato di sviluppo dell’approccio strategico della criminalità organizzata. Adesso ci troviamo nella stessa situazione: senza un’analisi nazionale di rischi e minaccie, senza un documento strategico di integrazione, strutture di supporto operativo insufficienti per affrontare  le indagini finanziarie per l’individuzione e il sequestro del prodotto illecito, risorse umane inadeguate come numero nella polizia”, ha concluso Horodniceanu.

Procuratore capo: gli attacchi al Pubblico Ministero non fanno altro che indebolire il sistema di giustizia e rendere vulnerabile lo stato romeno

Il capo DIICOT ha dichiarato che gli sforzi dell’istituzione di rafforzare la capacità di lotta alla criminalità organizzata sono stati compromessi dall’agenda relativa ai dibattiti sulle leggi della giustizia, sottolineando che gli attacchi al Pubblico Ministero non fanno altro che indebolire il sistema di giustizia e rendere vulnerabile lo stato romeno.

“Abbiamo bisogno di maggiore coordinamento e cooperazione a livello dell’intero sistema nazionale di lotta alla criminalità organizzata. Evidentemente, i nostri sforzi nel rafforzare la capacità di lotta alla criminalità organizzata sono stati compromessi dall’agenda relativa ai dibattiti sulle leggi della giustizia. Su questo tema, abbiamo cercato in maniera costante di esprimere le nostre opinioni e i nostri punti di vista relativamente al grande dibattito del 2017, le leggi della giustizia, attraverso un’espressione entro il limite dei nostri poteri legali”, ha dichiarato Daniel Horodniceanu, nell’ambito della presentazione del bilancio DIICOT per il 2017.

Egli ha ribadito che le proposte di modifica delle leggi della giustizia potrebbero diventare un “ostacolo” per l’indipendenza del procuratore.

“E’ vero che da un lato abbiamo resistito e dall’altra parte abbiamo rifiutato compromessi per poter restare in quest’ambito, perchè le sfide sono state enormi. E’ uno sforzo riuscire a restare nel limite di cui vi sto parlando, quando ti rendi conto, leggendo le proposte di modifiche di legge, che direttamente o indirettamente ciò che succederà potrebbe diventare un ostacolo per l’indipendenza del procuratore, un’intimidazione dell’esercizio di procedura penale”, ha sottolineato il procuratore capo del DIICOT.

Secondo Horodniceanu, gli attacchi al Pubblico Ministero non fanno altro che indebolire il sistema giudiziario.

“Qualsiasi comportamento di un magistrato, passibile di responsabilità penale o disciplinare nei suoi confronti, dev’essere sanzionato in maniera esemplare al più presto possibile. Ciò che non deve succedere è la generalizzazione della critica ad una parte o a tutto il sistema giudiziario. Gli attacchi al Pubblico Ministero in corpore o ad un suo dipartimento in genere non fanno altro che indebolire il sistema giudiziario in generale e rendere vulnerabile lo stato romeno. Come in ogni altro settore, gli errori ed i comportamenti devianti devono essere affrontati e corretti o eliminati puntualmente”, ha dichiarato Daniel Horodniceanu.

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