Dibattito organizzato dalla DNA: “Frode e corruzione nel settore degli appalti pubblici. Dal contrasto alla prevenzione”. Kovesi: Non possiamo risolvere il problema della corruzione semplicemente arrestando gli imputati, solo rinviando a giudizio i dipendenti pubblici

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“La corruzione in Romania può essere risolta solo se lo sforzo dei procuratori viene raddoppiato dalle misure di prevenzione”

 

Il procuratore capo della Direziona Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruţa Kovesi afferma che, anche se affrontare i reati spazia dalla prevenzione al contrasto, i procuratori hanno cambiato l’ordine nelle indagini relative all’abuso d’ufficio perchè si è notato che nella frode nell’ambito degli appalti pubblicio e nel fenomeno dell’abuso d’ufficio ci sono delle tipologie ripetitive. La Kovesi ha affermato che il problema della corruzione in Romania “non verrà risolto soltanto arrestando gli imputati e ottenendo delle condanne, ma anche raddoppiando lo sforzo dei procuratori con le azioni di prevenzione”.

La Kovesi ha fatto queste dichiarazioni mercoledì, durante un dibattito sul tema “Frode e corruzione nel settore degli appalti pubblici. Dal contrasto alla prevenzione”, nell’ambito del quale ha presentato uno studio elaborato dalla DNA su casi di abuso d’ufficio compiuti dalle autorità locali nel settore degli appalti pubblici.

“I reati vanno affrontati dalla prevenzione al contrasto. Noi abbiamo invertito un pò l’ordine proprio perchè nelle indagini abbiamo notato che nella frode nell’ambito degli appalti pubblici o nel fenomeno di abuso d’ufficio esistono tipologie ripetitive. Abbiamo considerato che l’elaborazione di uno studio in cui dimostrare questo possa rappresentare uno strumento utile per le altre istituzioni. Abbiamo insistito su questo problema della prevenzione. Non possiamo risolvere il problema della corruzione semplicemente arrestanto gli imputati, solo rinviando a giudizio i dipendenti pubblici o ottenendo delle condanne. La corruzione in Romania può essere risolta se lo sforzo investigativo dei procuratori viene raddoppiato con misure di prevenzione e seria educazione sull’anticorruzione”, ha dichiarato la Kovesi. Lo stadio è stato realizzato partendo da 20 casi analizzati dalla DNA e ha preso in considerazione tre criteri: l’imputato principale ha avuto almeno un reato di abuso d’ufficio, ha un incarico pubblico a livello di una struttura dell’autorità locale, e per i suoi reati la corte ha emesso una condanna definitva, il periodo di riferimento essendo 2016-2017.

Il procuratore capo della DNA ha affermato che le principali conclusioni di questo studio è che, oltre al fatto che attraverso la frode negli appalti pubblici, si sono creati importanti danni ai budget, “è stata bloccata la qualità della vita nelle rispettive comunità”, ha dichiarato la Kovesi.

“I cambiamenti politici determinano il numero di notifiche alla DNA, anche a distanza di 10 anni dal reato. Le istituzioni non devono aspettare il cambiamento del Governo per fare la notifica”.

Il procuratore capo della DNA ha dichiarato inoltre che i cambiamenti dell’ambiente politico ha impatto sul numero di notifiche presentate alla DNA. La Kovesi ha ribadito che molte delle notifiche vengono fatte anche a distanza di 10 anni dal reato e risulta necessaria la responsabilizzazione delle istituzioni in modo da non aspettare il cambiamento del governo per fare una notifica.

“I cambiamenti politici determinano il numero di notifiche alla DNA”, ha dichiarato il Procuratore capo Laura Codruţa Kovesi, durante un dibattito sul tema della corruzione nel settore degli appalti pubblici, a cui ha partecipato il procuratore generale Augustin Lazar.

La Kovesi ha affermato che l’anno scorso per esempio in 4 casi sono state registrate notifiche per reati compiuti dieci anni fa, in 14 casi le notifiche erano per reati compiuti nove anni fa e in 12 casi le notifiche riguardavano reati compiuti otto anni fa.

“Dobbiamo responsabilizzare le istituzioni e avvertire le istituzioni di non aspettare il cambiamento del governo per fare una notifica”, ha sottolineato la Kovesi.

Secondo Kovesi, nel 2017 sono stati fatti 51 rinvii a giudizio per abuso d’ufficio. In 38 per cento dei casi, sono stati i procuratori a segnalare, in 37 per cento dei casi sono state fatte notifiche alla DNA attraverso declinazioni delle altre strutture, in 16 per cento dei casi una persona fisica o giuridica ha fatto una notifica alla Direzione e in 9 per cento dei casi le notifiche sono state fatte da un’istituzione pubblica. Inoltre, la Kovesi ha sottolineato che la media delle cause per procuratore resta di oltre 100. “Questo è anche il motivo per cui non siamo in grado di risolvere tutte le cause nell’anno in cui si fa la causa”, ha affermato la Kovesi.

Lazar: Il profilo robot del contravventore di abuso d’ufficio è  simile al profilo robot del contravventore di conflitto di interessi. Nella seconda categoria sono gli autori dietro gli autori

Il Procuratore generale Augustin Lazar ha dichiarato che esiste una forte connessione tra il reato di abuso d’ufficio e quello di conflitto di interessi, considerando che un primo profilo robot di quello che commette abuso d’ufficio riguarda sia il dipendente pubblico eletto – sindaci, consiglieri, sia  i dipendenti pubblici nominati – direttori, capi di ufficio, ma il secondo profilo robot è più “sofisticato”, trattandosi dell’”autore dietro gli autori”, che fa uso di un altro dipendente pubblico.

“Il profilo robot del contravventore di abuso d’ufficio è simile al profilo robot del contravventore di conflitto di interessi. Un primo profilo robot riguarda sia i dipendenti pubblici eletti, sindaci, consiglieri, sia  i dipendenti pubblici nominati, direttori, capi di ufficio. Queste persone hanno un comportamento considerato abusivo e per risolvere i propri interessi, hanno un tale comportamento, violando l’etica minima che un dipendente pubblico deve avere”, ha dichiarato il procuratore generale Augustin Lazar durante il dibattito sulla corruzione negli appalti pubblici.

Egli afferma che il secondo profilo robot è più “sofisticato”, trattandosi dell’”autore dietro gli autori”, che fa uso di un altro dipendente pubblico.

“E’ possibile avere modalità di azioni sofisticati  che consentono all’autore dietro l’autore di adottare misure di prevenzione e di utilizzare la persona esposta. Spesso questo uomo di paglia non vuole nemmeno collaborare”, ha sottolineato Lazar.

Egli ha sottolineato che nella maggior parte dei casi, questo “uomo di paglia” è un membro di famiglia, un amico oppure un membro del partito, “qualcuno che può essere sacrificato”.

Il procuratore generale ha messo in discussione anche il problema della neutralizzazione dei meccanismi di verifica e controllo all’interno delle istituzioni pubbliche in cui svolge il suo mandato il rispettivo contravventore.

“La neutralizzazione temporanea di questi meccanismi danno tempo agli autori dietro gli autori di cogliere il prodotto del reato e di metterlo al riparo. Fin quando l’indagine arriva nel rispettivo posto, muore l’uomo oppure cambia il mandato”, ha dichiarato Lazar.

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