La solitudine del maratoneta

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Un`anno fa il presidente Iohannis era un`eroe. O un nemico giurato. Dipendeva da quale parte ti trovavi, contrario o favorevole alla famigerata ordinanza 13. Nessuno non sembrava capace di fermare i socialdemocratici nel loro rapido assalto. Solo il presidente c`è l`ha fatta. Era appoggiato da decine di migliaia di opposanti in piazza, ma nessun partito o politico poteva fermarli nel contesto di una maggioranza parlamentare senza alternative. Soltanto lui, con le sue prerogative di capo della stato e la volontà di difendere gli esiti positivi dell`anticorruzione. Adesso i partiti di opposizione parlano di lui come se fosse un traditore. E molti suoi vecchi sostenitori hanno perso la fiducia in lui. Come se non pensasse, ipocrita, che alle future elezioni, per vincere un secondo mandato. La verità però è un`altra. Il presidente Iohannis è lo stesso di un`anno fa. L`opposizione è cambiata. Adesso già punta sul malcontento popolare dopo certe decisioni del governo, che preoccupano sempre di più, almeno certe categorie professionali. Sono cambiati anche i protestari di un`anno fa. Questa volta, dopo modifiche delle leggi ancora più gravi di quelle dell`ordinanza 13, la gente è uscita meno in piazza. Probabilmente molti capiscono che la sola soluzione sono nuove elezioni e la sconfitta decisiva dei socialdemocratici. Ma adesso qusto non è probabile. E il presidente sa bene che il potere dei socialdemocratici di Dragnea non è finito e durerà per un altro po` di tempo. Perciò non aveva senso rifiutare la designazione di una donna così fedele a Liviu Dragnea. I socialdemocratici riprenderanno l`assalto e ancora una volta l`atteggiamento di Iohannis sarà decisivo. Perché, come pure il presidente ha mostrato, l`opposizione resterà molto divisa. Sia i liberali che quelli dell`USR temono che, in una coalizione capace di vincere le prossime elezioni, Dacian Cioloș deve avere un ruolo troppo centrale. In altre parolo, rischiano di perdere la carica di premier a suo favore. Una prospettiva difficile da accettare. Intanto, il presidente Iohannis continua la sua corsa. Da maratoneta.

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