Iohannis a Bruxelles: l’indipendenza della Giustizia romena è intangibile . Juncker: è inaccettabile che la Romania faccia dei passi indietro

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Il presidente Klaus Iohannis ha discusso, mercoledì a Bruxelles, con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker delle modifiche recate dal Parlamento romeno alle Leggi sulla Giustizia.

Nella conferenza stampa congiunta tenuta dopo l’incontro, il capo dello stato romeno ha dichiarato con fermezza che l’indipendenza della Giustizia romena è intangibile e che si implicherà totalmente in questa causa, entro i limiti delle sue prerogative. Il presidente Iohannis ha affermato che c’è un problema importante con le Leggi sulla Giustizia e i Codici penali e che la soluzione va trovata nel Paese.

”Però questo problema dobbiamo risolverlo in Romania. Invano aspettiamo che venga qualcuno da fuori e presenti una soluzione. La soluzione ci appartiene e per questo ho insistito più che in altre occasioni per avere soluzioni legislative che rispondino sia ai bisogni del sistema di casa che i criteri  generalmente validi, chiamati da noi valori europei. Per questo mi impegno moltissimo e sono ottimista per il risultato finale. Adesso siamo in una fase intermedia, avete già visto che la seconda legge è stata mandata indietro dalla CCR per essere migliorata. Questo percorso durerà ancora e evidentemente la mia attesa è di avere leggi che rispettino le decisioni della CCR e migliorino l`intero quadro, ma, nello stesso tempo, leggi che rafforzino l`indipendenza della giustizia in Romania e per questo almeno io mi agito abbastanza. Si vede o no, questo è un`altro argomento”, ha dichiarato il capo dello stato. Klaus Iohannis ha sostenuto che è molto preoccupato riguardo ai procedimenti legislativi per le modifiche alle leggi sulla giustizia.

Dopo l’incontro con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, egli ha dichiarato che i problemi relativi alle leggi sulla giustizia e ai codici penali vanno risolti in Romania, senza aspettare soluzioni dall’estero. “Sono deciso e convinto che riuscirò a far sì che queste discussioni finiscano con delle leggi, che saranno nella loro migliore variante possibile, leggi che si possano utilizzare nella pratica. Però il mio obiettivo più importante resta lo stesso: l’indipendenza della giustizia romena è intangibile, è una questione in cui mi impegnerò con tutte le forze e farò di tutto, assolutamente tutto quello che un presidente possa fare, per mantenere le cose così,” ha dichiarato Iohannis.

Le discussioni sulle leggi sulla giustizia non aiutano il dossier Schengen; se nuoceranno o no, resta da vedere.

Il capo dello stato romeno a detto mercoledì a Bruxelles che le discussioni sulle leggi sulla giustizia non aiutano il dossier dell`adesione della Romania al spazio Schengen, però „resta da vedere se nuoceranno o no”. Iohannis ha aggiunto che la Romania deve occuparsi delle leggi sulla giustizia, migliorarle prima di tutto per i romeni e poi continui le discussioni su Schengen.

„MCV appartiene alle Commissione Europea e dipende dal punto di vista del presidente Junker. Credo che possiamo essere ottimisti. Ripeto, dipende in gran parte da noi, se abbiamo abbastanza saggezza per avere una legislazione sulla giustizia ammodernata e ragionevole che sia accettata nella versione migliore e funzioni bene, allora si potrà risolvere facilmente la questione del MCV. In ogni caso, il formato di negoziato è conferito in modo istituzionale dal MCV su questi argomenti e su questo negozia il nostro governo”, ha detto Iohannis.

“Nessuno crede che in Romania non funziona più lo stato di diritto. Non dobbiamo andare nel panico così, senza motivi”

Il capo dello stato ha ancora detto mercoledì a Bruxelles che è ottimista per quanto riguarda la soluzione del problema delle leggi sulla giustizia ed ha affermat che nessuno pensa che in Romania non funzionerebbe più lo stato di diritto. „ Non dobbiamo andare nel panico così, senza motivi”

Alla domanda dei giornalisti se c`è il rischio che la Romania non ricevesse più fondi europei, nel contesto delle dichiarazioni del commissario europeo per la Giustizia, Vera Jourova, su un possibile legame tra il problema dello stato di diritto e assegnazione dei fondi europei, Iohannis ha deto che questo non è previsto nei trattati, ma non se ne parla nel caso della Romania.

„Nei trattati non è previsto qualcosa del genere e se si discute di questo è in termini politici e non credo che si può concludere sui negoziati che si svolgeranno adesso. Questo approccio l`ho osservata anche nel PPE, che si è espresso recentemente su questo argomento e la voce del PPE conta in questa equazione, dove il criterio dello stato di diritto non può essere, almeno per ora, preso in conto per vari motivi. Non credo sia nessun problema per la Romania. Neanche non ha cominciato qualcuno a considerare che in Romania non funziona più lo stato di diritto”, ha dichiarato Klaus Iohannis.

„Non dobbiamo andare nel panico così, senza motivi e su ogni temaa. Il fatto che c`è una discussione sulle leggi sulla giustizia appartiene alla politica romena e io sono ottimista che si può risolvere. Los tato di diritto è un problema vitale per la Romania, ma nello stesso tempo per l`Europa e non ci sono stati dubbi in questo senso ne a casa, ne a Bruxelles”, ha detto Iohannis.

“I romeni non meritano di essere trattati come europei di seconda mano”

Dal canto suo, il capo dell’Esecutivo comunitario ha affermato che il sistema giudiziario romeno funziona e che non si può dire che Bucarest trasgredisca lo stato di diritto, se le decisioni della Corte Costituzionale vengono rispettate. Però, ha ammonito Juncker, è inaccettabile che la Romania faccia dei passi indietro in merito.

”Lo stato di diritto ha fatto progressi notevoli in Romania, si trova ad un livello accettabile e non permetteremo dei passi indietro su questa strada. Deve essere un percorso irrevocabile e io ho fiducia nel sistema giudiziario della Romania. Ho saputo che si dice che sarei stato male informato, ma voglio dirvi che sono bene informato su ttuuto quello che riguarda le decisioni sullo stato di diritto. Ho u dialogo civile con il governo, ma il sistema giudiziario funziona e non possiamo dire lo stesso di tutti gli stati membri”, ha affermato Jean Claude Juncker.

Dall’osservanza di questi principi, ha ribadito Juncker, dipendono sia la rimozione del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV), tramite il quale Bruxelles monitora i progressi e le carenze della giustizia romena sin dall’adesione del nostro Paese all’UE, nel 2007, sia l’ingresso nell’Area Schengen, negato alla Romania da cancellerie occidentali influenti, che lamentano appunto la corruzione che permane ancora nell’amministrazione romena. “I romeni non meritano di essere trattati come europei di seconda mano. Per me, la Romania e i romeni sono al centro della vita europea e continuerò a fare di tutto per raggiungere questo obiettivo,”  ha concluso Juncker.

”Ho assigurato al presidente della Romania che ci siamo impegnati che il MCV sia concluso e voglio rispettare qusto mio impegno. La posizione meritata dalla romania è dentro Schengen e questa commissione non finirà fino a che il MCV sarà concluso e la Romania non sarà riconosciuta tra i stati  Schengen”, ha affermato il presidente della Commissione Europea.

Alla domanda su quando può sperare la Romania di aderire a Schengen, Jean Claude Juncker ha risposto: ”Se le leggi romene restano così come sono state adottate dal parlamento, le discussioni sul MCV e l`adesione a Schengen si svolgeranno in altre condizioni. Aspettiamo le decisioni della Corte Costituzionale e se tutto va bene dobbiamo garantire alla Romania un posto nello spazio Schengen, perché I romeni non meritano di essere considerati cittadini di seconda classe. La Romania e I romeni sono nel centro della vita europea e farò tutti gli sforzi per realizzare questo obiettivo, al più presto ci permetterà la legislazione della Romania”, ha dichiarato il presidente della Commisione Europea.

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