Incontro Iohannis-Juncker mercoledi a Bruxelles

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L’agenda dei colloqui include la situazione in Romania che riguarda le modifiche arrecate alle leggi sulla giustizia

Il presidente romeno Klaus Iohannis incontrerà mercoledì a Bruxelles, il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, e il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk. Lo riferisce la Presidenza, precisando che l’agenda dei colloqui include, tra l’altro, la situazione in Romania che riguarda le modifiche arrecate alle leggi sulla giustizia e la lotta alla corruzione. Saranno affrontati argomenti legati ai preparativi per il semestre romeno di presidenza UE, che comincia il 1 gennaio 2019. D’altra parte, il commissario europeo alla Giustizia, Vera Jourova, ha dichiarato a Sofia che l’Esecutivo comunitario segue da vicino la situazione in Romania, Paese in cui i cittadini protestano contro la recente riforma giudiziaria e contro la corruzione. Vera Jourova ha spiegato che la Commissione sollecita riforme in grado di assicurare  una maggiore indipendenza della giustizia, un suo migliore funzionamento, nonchè una maggiore fiducia da parte dell’opinione pubblica.

La Comissione Europea , preoccupata per le recenti evoluzioni in Romania, chiede al Parlamento di Bucarest di riconsiderare le modifiche alle leggi sulla giustizia

La Comissione Europea ha trasmesso mercoledi scorso di essere preoccupata per le recenti evoluzioni in Romania e di chiedere al Parlamento di Bucarest di riconsiderare le modifiche alle leggi sulla giustizia. L’indipendenza del sistema giudiziario e la sua capacità di combattere in modo efficace la corruzione rappresentano i fondamenti di una Romania forte nell’Ue, si mostra in una dichiarazione congiunta del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e del primo vicepresidente Frans Timmermans. La Commissione esaminerà dettagliatamente le modifiche finali alle Leggi sulla Giustizia, per stabilire l’impatto augli sforzi di garantire l’indipendenza del sistema giudiziario e di combattere la corruzione, si mostra nella dichiarazione congiunta. D’altra parte, il 7 febbraio, il Parlamento Europeo discuterà, nella plenaria a Strasburgo, delle “minacce allo stato di diritto causate dalla riforma del sistema giudiziario in Romania”, in conformità all’agenda del Legislativo comunitario, citata dall’agenzia stampa AGERPRES.

“ Alla fine dell’anno scorso, la maggioranza PSD – ALDE di Bucarest ha adottato le modifiche alle leggi sulla giustizia, criticate veementemente dalle associazioni dei magistrati e dall’opposizione perchè mirerebbero all’asservimento politico del sistema giudiziario. Organismi e stati europei hanno espresso, dal canto loro, la preoccupazione per i possibili effetti di queste modifiche sull’indipendenza della giustizia e la lotta alla corruzione. Le modifiche legislative nel settore hanno provocato proteste di piazza, che sono state riprese quest’anno,” informa la Radio Romania Internazionale (RRI).

La replica di Dragnea şi Tariceanu dopo le critiche ricevute da Bruxelles: “ Preoccupazione” per come è stata scorrettamente informata la Commisione Europea

Dopo l`ammonizione priva di ambiguità ricevuta mercoledi dalla Commisione Europea, riguardante le modifiche alle leggi sulla giustizia, Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu hanno mandato a Bruxelles una lettera di risposta, come presidenti delle Camere del parlamento, nella quale esprimono la preoccupazione per ” come è stata scorrettamente informata la Commisione Europea “.

I presidenti delle due Camere, Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu, au mandato mercoledi una lettera di risposta al presidente e al vicepresidente della CE, Jean Claude Juncker e Frans Timmermans, nella quale caratterizano le preoccupazioni della CE per il sistema giudiziario della Romania come „sorprendenti”.

Dragnea eTariceanu hanno precisato, all`inizio della lettera, che l`elaborazione e la valutazione dei testi di legge in questione sono state fatte rispettando le esigenze costituzionali, con il controllo costituzionale da parte della Corte Costituzionale della Romania (CCR), che verifica sia la conformità con la Costituzione che il rispetto dei standard della Commisione di Venezia.

Loro hanno mostrato che i dibattiti in Romania sulla riforma del sistema giudiziario sono stati conseguenti alla necessità del recepimento nella legislazione nazionale dei standard in materia di giustizia al livello europeo e hanno ricordato in questo senso le raccomandazioni della Commisione di Venezia di precisare lo status dei pubblici ministeri e dei giudici e la necessità di separare le loro carriere.

„Siamo preoccupati per come è stata scorrettamente informata la Commisione per quanto riguarda la trasparenza dei dibattiti sul tema della giustizia in Romania. Il dibattito su questo soggetto è cominciato molto prima che le leggi in questione siano discusse e adottate in parlamento. Il dialogo è stato coordinato prima dal governo, tramite il Ministero della giustizia, con la parteciapzione e la consultazione di tutte le organizzazioni importanti: il CSM, le associazioni di giudici, pubblici ministeri, avvocati, I rappresentanti della società civile e del mondo accademico. In questo quadro tutti quelli preoccupati della riforma della giustizia hanno potuto presentare emendamenti e osservazioni”, hanno precisato I due firmatari, che hanno menzionato anche che I dibattiti parlamentari sono durati quattro mesi e sono stati presentati in diretta.

Per quanto riguarda le preoccupazioni della Commisione per la mancanza di consenso per queste leggi,  Dragnea e Tariceanu specificano che dai 316 emendamenti adottati per le tre leggi sul sistema giudiziario della Romania, 229 sono state proposte dal Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), e quasi tutte le altre sono venute da parte o sono state sostenute dalle associazioni professionali dei giudici e dei pubblici ministeri, e molti sono stati appoggiati pure dai partiti di opposizione, con decine di emendamenti votati all`unanimità.

„In questo contesto, le preoccupazioni della Commisione sono almeno sorprendenti, specialmente perché questa preoccupazione per la trasparenza e il consenso non si è manifestata quando il precedente governo guidato da Dacian Ciolos ha modifcato , il 18 maggio del 2016, 13 articoli del Codice penale e 101 articoli del Codice di procedura penale  tramite OUG, senza nessun dibattito pubblico e senza l`accordo o almeno la consultazione del CSM e delle associazioni professionali”, hanno scritto Dragnea e Tariceanu.

Loro pensano che „la differenza diametralmente opposta” dell`attegiamento dei rappresentanti della Commisione in due momenti esenziali dei dibattiti in Romania sul tema della giustizia è dovuta al modo come è stata informata la Commisione da parte di „diverse fonti romene”.

„Ci siamo aspettati che l`analisi della Commisione sui dibattiti in Romania si svolgesse dopo la decisionedella CCR su tutte le tre leggi riguardanti il sistema giudiziario”, hanno scritto I due presidenti delle Camere.

Loro considerano sorprendenti anche le preoccupazioni della Commisione per le discussioni nel parlamento della Romania sulle modifiche del Codice penale e del Codice di procedura penale nel contesto del dovere della Romania di recepire fino alla fine di marzo nella legislazione nazionale le disposizioni della direttiva per il rafforzamento della presunzione di innocenza.

„Anche se il dibattito è solo all`inizio, vi informiamo che tutti gli emendamenti proposti fino adesso sono nati nello spirito di quella direttiva. Ci mostriamo aperti per una collaborazione più stretta, ma fondata sulla verità e la corretta informazione reciproca”, hanno scritto Dragnea e Tariceanu.

L’opposizione parlamentare considera che la Romania debba prendere in considerazione il monito della Commissione Europea

Invece l’opposizione parlamentare di destra considera che la Romania debba prendere in considerazione il monito della Commissione Europea. Il PNL richiama l’attenzione sul fatto che Bucarest rischia sanzioni economiche, ma anche politiche da parte dell’Unione. Dal canto suo, il PMP nota che il monito di Bruxelles arriva in un momento importante per la Romania – quello dell’investitura di un nuovo governo, mentre l’USR rileva che il messaggio arrivato dall’Unione Europea non fa altro che confermare ciò che una parte della società romena trasmette all’attuale potere PSD-ALDE da più di un anno.

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