GRECO, preoccupato a causa delle procedure accelerate e della mancanza di trasparenza nel Parlamento della Romania

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GRECO, il gruppo anticorruzione del Consiglio d’Europa è del parere che la Romania abbia fatto pochi progressi nel mettere in pratica le sue raccomandazioni.

Strumento di monitoraggio della Giustizia romena da parte dell’UE già dal 2007, il Meccanismo di Cooperazione e Verifica è ancora mantenuto. Il più recente rapporto, dello scorso autunno, rileva una serie di progressi, ma anche la preoccupazione di Bruxelles per quanto riguarda il ritmo globale delle riforme, di cui afferma che, infatti, nel 2017, si sia fermato. Le stesse preoccupazioni sono arrivate, questa settimana, anche da Strasburgo, da parte del Gruppo contro la corruzione del Consiglio d’Europa – GRECO, il quale afferma che la Romania abbia fatto pochi progressi nell’applicare le sue raccomandazioni sulla prevenzione e il contrasto della corruzione tra parlamentari, giudici e procuratori. Più esattamente, Bucarest ha adempiuto a solo 2 delle 13 raccomandazioni incluse in una precedente valutazione, 7 raccomandazioni non sono state affatto applicate, mentre 4, solo parzialmente.

GRECO nota che la principale iniziativa adottata dalla Romania per quanto riguarda i parlamentari è un Codice di condotta, a ottobre 2017, allo scopo di regolamentare i regali e altri benefici, ma anche la gestione dei conflitti di interessi. Il Gruppo contro la corruzione rileva che le formulazioni troppo generiche di questo Codice e le regole di applicazione inconsistenti lo impedisce di essere soddisfacente al 100%. Si ritiene, inoltre, che la Romania non abbia prestato la dovuta attenzione al miglioramento dell’attività dell’Agenzia Nazionale di Integrità nella verificazione delle dichiarazioni patrimoniali e di interessi dei parlamentari, sebbene i metodi di lavoro e le capacità di elaborazione dei dati siano migliori.

Un motivo di preoccupazione per GRECO è anche il processo legislativo, date le controversie persistenti e le accuse legate alle insufficienti consultazioni, all’uso eccessivo della procedura accelerata e alla mancanza di trasparenza. Sullo sfondo delle forti tensioni del 2017 generate dall’intento del Potere politico di Bucarest di modificare le Leggi sulla Giustizia, per quanto riguarda le riforme legate ai giudici e ai procuratori, GRECO nota che l’anno scorso è stato segnato da una serie di proposte e contro-proposte sulle nomine e le procedure disciplinari, alcune essendo percepite come un tentativo di minare l’indipendenza del sistema giudiziario.

Uno degli argomenti del Partito socialdemocratico e del suo partner nella coalizione governativa, l’ALDE, per la revisione delle leggi sulla Giustizia è stato che, nella loro forma attuale, rendono possibili numerosi abusi da parte dei giustizieri. Appunto per garantire la presunzione d’innocenza e il diritto ad un processo equo, la Corte Costituzionale ha deciso giovedì che le prove ottenute in modo illegale e dichiarate nulle in un processo penale devono essere eliminate dai fascicoli. Stando alla CCR, l’accesso permanente di un giudice a prove dichiarate nulle ha come effetto il ritorno alla sua attenzione di informazioni che possono aumentare le sue convinzioni sull’eventuale colpevolezza o innocenza dell’incolpato. Una volta dichiarate nulle, le rispettive prove non possono essere utilizzare per risolvere la causa.

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