Scandalo di pedofilia scuote seriamente non sola la Polizia, ma l’intero Ministero dell’Interno e alimenta le polemiche sulla scena politica

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Un poliziotto della Brigata di Polizia Stradale che ha aggredito sessualmente due minori in un quartiere di Bucarest ha scatenato un clamoroso scandalo in Romania, scuotendo seriamente la Polizia e il Ministero dell’Interno. Il ministro Carmen Dan ha accusato la direzione della Polizia di mancanza di reazione e scarse spiegazioni pubbliche in questo caso. La Dan ritiene che la situazione richiede le dimissioni di più capi della Polizia romena, in seguito alla conferma che fatto che l’aggressore era suo dipendente dal 2010, periodo in cui aveva superato tutti i controlli psicologici. Carmen Dan ha detto che la polizia va riformata e che servono anche dei controlli psicologici molto seri per i dipendenti del sistema di pubblica sicurezza. Il premier Tudose è stato contrario alle misure adottate dal ministro dell’Interno, chiedendo più o meno direttamente le sue dimissioni. Il polizioto accusato di aggressione sessuale contro i bambini è in custodia cautelare in carcere per 30 giorni. Il  caso è stato asusnto dalla Procura Generale, la quale sta indagando anche altri dossier su possibili reati di aggressione sessuale commessi dallo stesso poliziotto sin dal 2009.

Il 5 gennaio, le videocamere di sorveglianza installate nell’ascensore di un condominio in uno dei quartieri di Bucarest riprendono le aggressioni sessuali di un uomo di età media su due bambini, fratello e sorella, di 5 e 9 anni. Spaventati, i bambini raccontano tutto non appena arrivati a casa e i genitori si rivolgono alla Polizia. Le immagini del sospetto vengono trasmesse su tutte le emittenti televisive e sono state anche sui siti internet e, dopo qualche giorno, il 9 gennaio, l’aggressore viene identificato e fermato. Subito dopo, la rivolta e la ripugnanza dell’opinione pubblica sono raddoppiate da una notizia stupefacente: il pedofilo è poliziotto. Ha 45 anni, dal 2010 è autista presso la Brigata della Polizia Stradale e, in precedenza, aveva lavorato per due decenni nella Gendarmeria. Lui stesso padre di due figli, il polizotto era stato accusato in passato di aggressione sessuale, però l’inchiesta penale non è continuata per mancanza di prove. Le radici del male, nota la stampa citata dalla Radio Romania International, sono quindi profonde e risalgono a molto tempo fa.

In un primo momento, la ministra dell’Interno, la socialdemocratica Carmen Dan, ha chiesto, d’urgenza, una valutazione d’insieme della direzione della Polizia Romena a tutti i livelli e controlli psicologici approfonditi per tutti i dipendenti del sistema di sicurezza pubblica. Lei ha espresso pubblicamente il malcontento per il modo in cui hanno reagito i capi della Polizia nel caso dei due fascicoli di violenza sessuale su minori, in cui sarebbe stato implicato anteriormente il poliziotto. Carmen Dan: “Ho la sensazione che ci confrontiamo con lo stesso approccio superficiale e con la stessa mancanza di impegno pubblico da parte delle persone con cariche dirigenziali nella Polizia Romena. Non ho visto in questi giorni nessun capo della Polizia Romena fare dichiarazioni pubbliche e dare le spiegazioni necessarie all’opinione pubblica.”

La ministra si è chiesta pubblicamente quanto siano stati seri e rigorosi i test psicologici nel caso del poliziotto della Brigata Stradale, che voti professionali abbia ricevuto negli ultimi anni e come sia stato possibile che, dal 1990, da quando lavora nel sistema, i capi non abbiano notato il suo comportamento. Carmen Dan è categorica: a cominciare dal numero uno della Polizia Romena, Bogdan Despescu, i rispettivi capi devono andarsene.

Pure il leader PSD, Liviu Dragnea, afferma che sono necessarie un’analisi seria per quanto riguarda la direzione della Polizia Romena e un’inchiesta sul modo in cui sono stati effettuati gli esami psicologici nei confronti dell’agente. Invece, l’opposizione di destra ricorda che Carmen Dan dirige il ministero già da un anno e afferma che la prima a dare le dimissioni doveva essere lei stessa. Invece la stampa è del parere che uno dei poliziotti ai quali la ministra chiede le dimissioni, il capo del Dipartimento Omicidi della Polizia di Bucarest, Radu Gabriş, è diventato indesiderato perché ha criticato pubblicamente le modifiche che la maggioranza socialdemocratica del Parlamento intende apportare ai Codici Penali.

Lo scandalo del poliziotto pedofilo ha scatenato polemiche all’interno del governo di centro-sinistra di Bucarest. Il premier ha dichiarato che vorrebbe un altro titolare al posto del ministro dell’Interno, Carmen Dan, che accusa di averlo mentito. In replica, il ministro ha negato le accuse. In riferimento alle sue dimissioni, Carmen Dan ha precisato che si tratta di un governo politico, i cui ministri sono nominati e validati dalle strutture decisionali dei partiti della coalizione, che approvano anche il loro ritiro. Le vertenze tra il premier e la ministra, sostenuta nell’incarico dal leader socialdemocratico Liviu Dragnea, fa spiccare sempre di più l’idea delle tensioni ai vertici del PSD, il numero uno della coalizione governativa. Negate dalle persone coinvolte, le tensioni si intravedono anche dal fatto che il leader socialdemocratico non appoggia l’idea di ristrutturazione governativa inoltrata dal premier. Una decisione in tal senso  sara presa lunedi nell’ambito di una nuova riunione del Comitato Esecutivo.

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