Nuove polemiche sulle leggi sulla Giustizia

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Il PNL chiede alla Corte Costituzionale di adire la Commissione di Venezia; le leggi sulla Giustizia, un attacco alla separazione dei poteri

I parlamentari del Partito Nazionale Liberale hanno inviato una lettera al presidente della Corte Costituzionale, Valer Dorneanu,  per richiedere di adire la Commissione di Venezia prima di pronunciarsi sulle intimazioni per le modifiche alle leggi sulla Giustizia.

„L`oggetto della lettera riguarda le modifiche alle leggi sulla Giustizia, per le quali il PNL ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale e sulle quali non si è ancora pronunciata la sezione di contenzioso. Il PNL chiede alla Corte Costituzionale di adire la Commissione di Venezia prima di pronunciarsi sulle intimazioni ricevute, in accordo con la recente richiesta del segretario generale della Commissione, Thorbjørn Jagland„, ha annunciato il PNL in un communicato stampa.

Il PNL ha precisato che anche l`Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha invocato punti di incostituzionalità quali dal loro punto di vista dovrebbero condurre al rigetto di queste modifiche.

I liberali hanno indicato anche il procedimento che riguarda l`entrata in vigore della legge, il quale permette al Presidente della Repubblica di fare la propria analisi e iniziare un altro ricorso alla Corte Costituzionale se troverà altri punti di incostituzionalità.

Il PNL afferma nella lettera indirizzata al presidente della CCR che le modifiche legislative alle leggi sulla Giustizia sono „un`attacco diretto al principio della separazione e dell`equilibrio dei poteri dello stato, tramite una flagrante violazione del principio della leale collaborazione tra le istituzioni dello stato e il disprezzo per i procedimenti parlamentari per l`adozione delle leggi.„

”(…) per la piena realizzazione del ruolo conferito all`onorevole Corte dalla Costituzione della Romania e dalla legge e per il consolidamento della democrazia romena dovete ottenere un punto di vista da parte della Commissione di Venezia, il quale sarà un`elemento di supporto per l`attività giurisdizionale della Corte Costituzionale„ , dichiarano i parlamentari del PNL nella lettera indirizzata al presidente della CCR.

L`USR adirà la CCR sulle leggi sulla Giustizia

L`Unione Salvate la Romania (USR) ha anunciato martedì che depositerrà più intimazioni alla Corte Costituzionale per quanto riguarda le modifiche alle leggi sulla Giustizia.

“L`Unione Salvate la Romania (USR) ha preparato intimazioni molto ben decumentate per contestare dinanzi alla Corte Costituzionale (CCR) i tre disegni di legge di modifica delle leggi sulla Giustizia.

L`Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ÎCCJ) e il Partito Nazionale Liberale (PNL) hanno già ricorso alla Corte Costituzionale per contestare i tre disegni di legge di modifica delle leggi 303, 304 e 317, ma i giuristi dell`USR  hanno trovato nuovi punti di incostituzionalità e le nuove intimazioni sono una possibilità in più per fermare l`attacco della coalizione PSD-ALDE-UDMR contro l`indipendenza del sistema giudiziario. Le intimazioni hanno ricevuto le firme di tutti I parlamentari dell`USR e del Partito Movimento Popolare (PMP) e c`è ancora bisogno di poche firme per presentarle alla CCR fino alla fine della settimana”, ha anunciato l`USR in un communicato stampa.

Secondo il presidente dell`USR, Dan Barna, la coalizione PSD-ALDE-UDMR ha “mutilato” nella commissione speciale quasi ogni articolo delle leggi sulla Giustizia e solo nel disegno di legge per la modifica della legge 303 sul statuto dei magistrati i giuristi dell`USR hanno trovato 35 disposizioni incostituzionali.

Barna ha aggiunto che nelle intimazioni dell`USR si ritrovano anche osservazioni delle asociazioni dei magistrati romeni.

“Nelle intimazioni, USR mostra che i tre disegni di legge di modifica delle leggi sulla Giustizia sono stati adottati con la violazione del principio del bicameralismo e del principio del rispetto della legge e con la violazione del procedimento di deferimento delle Camere del parlamento. Inoltre, i giuristi dell`USR sostengono che i disegni di legge violano gli obblighi risultati dall`adesione della Romania ai trattati costitutivi dell`Unione Europea. L`USR fa pubblicamente una richiesta al PNL ma anche a tutti i parlamentari indipendenti per firmare le intimazioni che riguardano le modifiche alle leggi sulla Giustizia e sostenere questo approccio di difesa dell`indipendenza dei magistrati e dello stato di diritto in Romania. Non ci sono argomenti per i quali i parlamentari dell`Oposizione rifiutino questo approccio assolutamente vitale per la Romania” , si dice nel communicato.

Alla fine dell`anno scorso, Il premier Mihai Tudose ha discusso con i rappresentanti di una serie di organizzazioni civiche delle controverse modifiche alle leggi sulla Giustizia. Gli scarsi risultati raggiunti hanno portato alla decisione di continuazione delle proteste.

Considerando il dialogo l’unica soluzione per la salvaguardia e il consolidamento della democrazia, 43 organizzazioni civiche, attive nelle proteste di piazza contro le modifiche delle leggi sulla giustizia e dei codici penali in Romania dalla maggioranza PSD-ALDE, hanno chiesto, di recente, in una lettera aperta, un incontro col premier socialdemocratico Mihai Tudose. Perchè, si legge nel documento, ci sono state delle defficienze notevoli nel dialogo e nelle consultazioni tra il legislatore e la società per quanto riguarda le modifiche nel campo della giustizia.

Il dialogo non ha avuto alcun esito importante, osserva Radio Romania International (RRI).  Il capo del governo ha accettato solo una delle tre richieste formulate, ossia quella relativa alla segnalazione alla Commissione di Venezia in merito alle leggi sulla Giustizia. Ma neanche in questo caso ha avuto una risposta categorica.

“La seconda sollecitazione – il rinvio dell’applicazione delle leggi sulla giustizia tramite decreto-legge fino al momento in cui la Commissione di Venezia dirà la sua opinione, esprimerà un punto di vista su queste leggi, e la terza sollecitazione è stata la destituzione immediata del ministro della Giustizia, Tudorel Toader, che da tempo non è più un partner credibile dal punto di vista morale e professionale, sia per la società civile e per le istituzioni indipendenti dello stato, che per i partner esteri”,  ha dichiarato Mihai Politeanu, il rappresentante del movimento civico “L’Iniziativa Romania” per la RRI.

Le organizzazioni civiche hanno trasmesso, inoltre, al premier che, nella loro opinione, la Romania si trova in un momento di deriva grave dagli standard democratici e dallo stato di diritto e che, in seguito ai mancati risultati delle discussioni, le proteste, che hanno fatto radunarsi in piazza ogni sera, da quasi un anno, un numero importante di persone, continueranno.

In una prima reazione, il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato, ad un’emittente televisiva privata, di essere convinto che nessun provvedimento delle leggi adottate intacca la giustizia o l’attività dei magistrati.

“Io spero che queste leggi siano un passo importante nel processo più lungo o più breve, non lo saprei adesso, di diminuzione degli abusi in Romania. Ho guardato con attenzione la forma finale prima che fosse votata, dopo che è stata esaminta dalla commissione. Sono passi importanti”, ha detto Liviu Dragnea.

I dibattiti su queste leggi sono stati ultratrasparenti, ha aggiunto Liviu Dragnea. Accennando alle segnalazione dell’opposizione di destra alla Corte Costituzionale in merito alle modifiche alle leggi sulla giustizia, il leader socialdemocratico afferma di non credere che queste leggi saranno trovate integralmente incostituzionali, e se certi articoli saranno dichiarati incostituzionali, si interverrà su di essi nel Parlamento.

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