Il premier Mihai Tudose, intenzioni per nuova struttura governativa. La misura non riunisce l’unanimità dei socialdemocratici

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Negli ultimi giorni, sulla scena politica romena si parla sempre più energicamente di un’eventuale ristrutturazione del governo di coalizione PSD-ALDE. L’opportunità di una simile misura non riunisce, però, l’unanimità dei socialdemocratici. Già si stanno delineando due schieramenti: uno che appoggia l’idea di un gabinetto con meno ministeri, e un altro che la boccia con risolutezza. L’apparato centrale è stracarico e va reso più efficiente affinchè il PSD possa portare a termine il programma di governo, dicono i primi; ci vuole continuità al livello esecutivo, senza scontri e competizione, dicono gli altri. Comunque, il premier Mihai Tudose si pronuncia per una nuova struttura, dal momento che ritiene troppi i 28 ministeri, informa la Radio Romania Internazionale (RRI).

Rispondendo i giornalisti, il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha espresso una posizione equivoca, dando la misura delle vertenze di opinioni all’interno del proprio partito. Ricorda, ugualmente, che una decisione non può essere presa senza la consultazione dei partner-junior al governo. “Che una delle misure possa essere una ristrutturazione del governo, è un fatto che ho già menzionato. Che ci possa essere un rimpasto di governo, pure questo fatto l’ho menzionato. Che forse non si tratti nè dell’una nè dell’altra e che va ripensato il flusso decisionale amministrativo all’interno dei ministeri, ebbene pure questa idea ci sta. Procederemo ad un’ampia discussione alla prossima riunione del Comitato Esecutivo. E poi dobbiamo discutere l’argomento anche con i partner dell’ALDE, dal momento che una ristrutturazione del governo richiede un voto nel Parlamento”, ha detto Liviu Dragnea citato da RRI.

Le dichiarazioni del ministro della Difesa, Mihai Fifor, vanno nella stessa direzione. “E’ diritto del premier Mihai Tudose contemplare un simile riassestamento del governo se, da primo ministro, sente il bisogno di farlo, però si tratta di questioni che vanno discusse e decise, da una parte, all’interno dell’Alleanza, poichè non governiamo da soli, abbiamo accanto i partner dell’ALDE, e d’altra parte in sede del Comitato Esecutivo del partito, cioè la struttura decisionale del PSD”, ha dichiarato Mihai Fifor.

I rappresentanti dell’ALDE dicono di non essere stati informati dal premier sull’intenzione di ristrutturare il governo e gli rivolgono l’appello di occuparsi del benessere del Paese, affinchè i romeni avvertano i benefici della crescita economica. “La gente è estremamente poco interessata del numero delle nostre riunioni settimanali, delle sedute del governo o di quanti ministri conta il governo. La gente è interessata della qualità dell’atto politico nel Parlamento e di quella dell’atto di governo. E su questi punti che dobbiamo focalizzarci e non sulle vertenze che, a volte, definisco come sterili, inutili, anzi dannose. Io non ho nessuna informazione diretta dal primo ministro sul suo desiderio di procedere ad una ristrutturazione. L’attuale formula governativa che si basa su una coalizione PSD-ALDE è stata il soggetto di un protocollo convenuto e approvato dai due partiti a dicembre 2016, in seguito alle elezioni”, ha detto il leader dell’ALDE Calin Popescu Tariceanu.

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