Lo storico discorso di Re Mihai I, pronunciato in Parlamento il 25 ottobre del 2011: Dipende da noi rendere il paese stabile, prospero e ammirato nel mondo

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Il 25 ottobre del 2011 è stato il momento in cui Re Mihai I si è rivolto al Parlamento della Romania. È stato un discorso storico, in cui il Re ha parlato dei valori fondamentali cui un popolo non dovrebbe mai rinunciare: la libertà, l’identità e la dignità.

“Sono passati più di sessant’anni dall’ultima volta in cui mi sono rivolto alla nazione romena dalla tribuna del Parlamento. Ho accolto con gioia e speranza l’iniziativa dei legittimi rappresentanti del popolo. Il nostro primo dovere oggi è quello di ricordare quanti hanno dato la vita per la nostra indipendenza e libertà in tutte le guerre che è stato necessario combattere e nei fatti del Dicembre 1989, e che hanno abbattuto la dittatura comunista. Non possiamo avere un futuro senza rispettare il nostro passato.

Gli ultimi vent’anni hanno portato democrazia, libertà e un inizio di prosperità. La gente viaggia, realizza i propri sogni e cerca di rafforzare la propria famiglia e la propria vita, per il bene delle future generazioni. La Romania si è molto evoluta negli ultimi due decenni.

Il percorso europeo della Romania di oggi ha come fondamento l’esistenza del Parlamento. Il nostro cammino irreversibile verso l’Unione Europea e la NATO non sarebbe stato possibile senza l’azione, tra libertà e democrazia, del Legislativo romeno dopo il 1989.

Ma la politica è una spada a due lame. Garantisce la democrazia e la libertà, se è praticata nel rispetto della legge e delle istituzioni. La politica può però provocare danni al cittadino se applicata nel disprezzo dell’etica, personalizzando il potere e ignorando il senso primario delle istituzioni dello Stato.

In molti ambiti della vita romena, gestiti in modo competente e libero, si è riusciti ad arrivare lontano anche a dispetto della crisi.

Cercano di fare il proprio dovere uomini dell’arte, militari, diplomatici e funzionari pubblici, sebbene siano messi a dura prova dalla mancanza di fondi e scoraggiati dalle istituzioni. Fanno il proprio dovere nei confronti della nazione anche istituzioni come l’Accademia Romena e la Banca Nazionale, sebbene i tempi di oggi siano privi del rispetto dovuto alla gerarchia dei valori della società romena.

Mi rammarica il fatto che, dopo due decenni di ritorno alla democrazia, gli anziani e i malati siano costretti a vivere situazioni umilianti.

La Romania ha bisogno di infrastrutture. Autostrade, porti e aeroporti moderni sono parte della nostra forza come stato indipendente. L’agricoltura non è un ambito che appartiene al passato storico ma al futuro. La scuola è e sarà la pietra miliare della società.

Io e la Regina, accanto alla nostra Famiglia, continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: sostenere gli interessi fondamentali della Romania, la continuità e le tradizioni nel nostro paese.

Non potrei rivolgermi alla nazione senza parlare della Famiglia Reale e della sua importanza nella vita del paese. La Corona reale non è un simbolo del passato ma una rappresentazione unica della nostra indipendenza, sovranità e unità. La Corona è un riflesso dello Stato, nella sua continuità storica, e della Nazione nel suo divenire. La Corona ha consolidato la Romania con lealtà, coraggio, rispetto, serietà e modestia.

Le istituzioni democratiche non sono governate solo dalle leggi ma anche dall’etica, dal senso del dovere. L’amore per il proprio paese e la competenza sono i criteri principali della vita pubblica. Abbiate fiducia nella democrazia, nel senso delle istituzioni e nelle loro regole!

Il mondo di domani non può esistere privo di morale, fiducia e memoria. Il cinismo, l’interesse ristretto e la vigliaccheria non devono occupare le nostre esistenze. La Romania è andata avanti grazie agli ideali di grandi uomini della nostra storia, offerti con responsabilità e generosità.

Nel 1989, a favore della Romania si sono levate voci autorevoli da tutti i meridiani del pianeta. Queste si sono aggiunte al sacrificio dei giovani per scacciare una tirannia dagli effetti distruttivi sull’essenza della nazione. È arrivato il momento, dopo vent’anni, di avere un portamento pubblico completamente e definitivamente lontano dalle cattive abitudini del passato. La demagogia, la dissimulazione, l’egoismo privato, l’attaccamento al potere e al compiacimento non hanno più posto nelle istituzioni romene dell’anno 2011. Ricordano troppo gli anni precedenti al 1989. È necessario resistere al presente e prepararci al futuro, uniti tra noi e con i nostri vicini e fratelli, continuare a impegnarci per tornare alla dignità e al rispetto.

Ho servito la nazione romena durante una vita lunga e piena di eventi, alcuni felici altri molto dolorosi. Dopo 84 anni da quando sono diventato Re, posso dire senza esitazione alla nazione romena:

I valori più importanti da dimostrare, dopo la libertà e la democrazia, sono identità e la dignità. L’élite romena ha una grande responsabilità in questo senso.

La democrazia deve arricchire l’arte del buon governo, e non impoverirla. La Romania, come forse tutti i paesi d’Europa, ha bisogno di leader rispettosi e preparati.

Non bisogna mai dimenticare i romeni ed i territori romeni che ci sono stati portati via, dopo la divisione dell’Europa in sfere d’influenza. È un loro diritto decidere se voler vivere nel nostro paese o se rimanere separati.

L’Europa di oggi è un continente in cui i popoli e i territori non cambiano per le decisioni dei politici. Il mio giuramento è stato fatto e continua ad essere valido per tutti i romeni. Loro fanno tutti parte nella nostra nazione e lo saranno sempre.

Dipende solo da noi rendere il paese stabile, prospero e ammirato nel mondo.

Non vedo la Romania di oggi come un’eredità dei nostri genitori ma come un paese che abbiamo preso in prestito dai nostri figli.

Che Dio ci protegga!

 

Mihai R”

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