Continuano le controversie legate alle Leggi sulla Giustizia

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La modifica alla Legge 303/2004 sullo statuto di giudici e procuratori è stata adottata mercoledì, articolo per articolo, durante una seduta maratona durata più di 12 ore, il cui voto finale è stato tuttavia rimandato perché PSD-ALDE-UDMR non sono riusciti a mettere insieme il numero di deputati sufficiente all’adozione dell’atto normativo.

Inoltre, la Commissione Parlamentare speciale per le Leggi sulla Giustizia giovedì ha introdotto un nuovo articolo nella legge 303/2004 sull’organizzazione giudiziaria, in base al quale la Direzione d’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo (DIICOT) dovrà stendere annualmente un rapporto di attività da presentare al ministro della Giustizia e al CSM. Un altro emendamento adottato riguarda la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), che non potrà più istituire servizi territoriali, servizi, uffici e altre sezioni di attività senza l’approvazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Allo stesso modo, la commissione ha votato l’istituzione di una sezione per l’investigazione di alcuni reati della Giustizia, che sarà attiva all’interno della Procura Generale e che avrà la competenza esclusiva di svolgere indagini su reati di corruzione e reati contro la giustizia, commessi da procuratori o giudici.

I magistrati chiedono che il Parlamento respinga le modifiche alle Leggi sulla Giustizia: C’è una fretta ingiustificata ed extraprocedurale nella promozione di questo pacchetto di leggi tramite pseudo dibattiti parlamentari

Il Foro dei Giudici della Romania e l’Associazione dei Procuratori della Romania hanno chiesto al Parlamento di respingere le modifiche alle Leggi sulla Giustizia, affermando che la loro adozione dovrebbe avvenire solo dopo studi d’impatto e consultazioni. I magistrati ritengono ci sia “una fretta ingiustificata ed extraprocedurale” di promuovere queste leggi, tramite “pseudo dibattiti parlamentari”, che non sostengono gli emendamenti e ignorano i punti di vista dati da magistrati e procuratori e le raccomandazioni del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV).

“L’unica soluzione per superare questa situazione critica è riprendere un dialogo basato sui principi di trasparenza istituzionale, in modo che la modifica di queste leggi, fondamentali per il funzionamento dello stato di diritto, avvenga solo dopo studi d’impatto, consultazioni reali con la società civile, con il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il corpo dei magistrati, la Commissione di Venezia, e che la loro adozione goda della fiducia dei cittadini della Romania, perché contribuisca a un miglior funzionamento e alla modernizzazione del sistema giudiziario senza compromettere l’indipendenza della giustizia, garanzia fondamentale della democrazia”, scrivono le due organizzazioni.

I magistrati lanciano un segnale d’allarme e affermano esista “una fretta ingiustificata ed extraprocedurale” di promuovere queste leggi, tramite “pseudo dibattiti parlamentari”, in cui gli emendamenti non sono sostenuti da argomenti e che perciò ignorano, tanto i punti di vista di magistrati e procuratori, come anche le raccomandazioni presenti nel Rapporto della Commissione Europea del Meccanismo di Cooperazione e Verifica, in merito all’indipendenza del sistema giudiziario.

Allo stesso modo, i rappresentanti delle due associazioni affermano che le modifiche apportate alle Leggi sulla Giustizia, come anche l’eliminazione del principio d’indipendenza del procuratore, l’istituzione di direzioni o sezioni speciali per indagare i magistrati, la riduzione di alcune attribuzioni del CSM e il rafforzamento di altre per il ministro della Giustizia, ma anche i cambiamenti nel modo in cui funzionerà la sezione d’Ispezione Giudiziale, colpiscono gravemente il funzionamento e l’indipendenza del sistema giudiziario.

“Di conseguenza, riteniamo che questi progetti successivi di modifica delle Leggi sulla Giustizia promossi in Parlamento, ignorando il parere del Consiglio Superiore della Magistratura e la ferma posizione assunta dal corpo dei magistrati, che richiama l’attenzione sulla violazione della Costituzione romena, dovrebbero essere respinti poiché sollevano grandi dubbi sulla necessità di un nuovo controllo da parte della Commissione Europea di tutti i progressi registrati all’interno del MCV, rispetto all’indipendenza del sistema giudiziario”, aggiungono i magistrati.

Questi chiedono al CSM di adottare una dichiarazione-appello all’attenzione di Parlamento e Governo per il rispetto dello statuto di diritto e delle raccomandazioni dei rapporti MCV.

Il Procuratore generale risponde “ai tentativi di certi poteri dello Stato di privare i procuratori dell’indipendenza, tramite percorsi dubbi”: Il Pubblico Ministero non rinnegherà la sua indipendenza e fermezza

A sua volta, il Procuratore generale Augustin Lazar afferma che molestare i procuratori, spingerli ad assumere un atteggiamento difensivo, minacciarli con risposte giuridiche sproporzionale rispetto agli eventuali errori professionali commessi, assimilare ipso facto una sentenza di assoluzione di un imputato con una colpa professionale, trasformare la procura nell’anello debole tra la polizia e i tribunali, sottoporre i procuratori al controllo di un organismo esecutivo eminentemente politico com’è il Ministero della Giustizia, guidato da un ministro della Giustizia politicamente eletto e con un’agenda politica, significa in breve violare gravemente i principi fondamentali dello stato di diritto. Il Pubblico Ministero non rinnegherà la sua indipendenza e la sua fermezza, ha aggiunto Lazar, precisando di rispondere in questo modo a tutte le domande dell’opinione pubblica sui tentativi di alcuni poteri dello stato di privare i procuratori romeni della loro indipendenza, avvalendosi di percorsi dubbi, di progetti e procedure parlamentari viziate o di manodopera fraudolenta, realizzata nei circoli politici i cui interessi si oppongono alla realizzazione della giustizia penale.

In un comunicato stampa trasmesso giovedì sera, il Procuratore generale della Romania afferma esistano relazioni chiare tra lo stato di diritto e l’indipendenza dei procuratori, e come lo stato di diritto si basi sul principio della supremazia della legge, sebbene presupponga anche l’idea di responsabilità morale, etica, politica, giuridica.

“Responsabilità non significa solo rispondere ma, molto di più, è l’intento a implicarsi nella definizione di un quadro istituzionale in cui i soggetti del diritto costituzionale agiscano in modo cosciente, per il bene comune, siano responsabili delle decisioni prese e dimostrino di rispettare i cittadini che governano. Responsabilità significa buon governo. Il buon governo rappresenta in ugual misura una garanzia di definizione di un quadro giuridico adeguato, affinché i criminali rispondano dei reati penali commessi, dai meno gravi fino a quelli estremamente gravi”, spiega Augustin Lazar.

Egli afferma che l’istituzione dello Stato romeno con il compito di assicurare ai giudici la possibilità di pronunciarsi sulla colpa degli imputati è senza dubbio il Pubblico Ministero, vale a dire la totalità dei procuratori della Romania, e che il Pubblico Ministero non è un ministero nel senso esecutivo del termine ma è costituito dai procuratori che esercitano, con coscienza e decisione, le proprie attribuzioni costituzionali in base a una vocazione, in base a un mandato della società, e non delegati da un qualche governo.

“La Costituzione della Romania non può essere distorta nemmeno dal Parlamento, neppure da un governo liberamente eletto. La Costituzione della Romania è la legge suprema. Il ruolo e il posto dei procuratori nel sistema di potere dello stato, per com’è concepito nella Costituzione, è indiscutibile e non negoziabile”, ha dichiarato ancora il Procuratore generale, elencando e spiegando gli articoli della Costituzione che fanno riferimento ai procuratori, citando anche i documenti internazionali che parlano dell’indipendenza dei procuratori.

“È vero che esistono sistemi costituzionali nel mondo in cui i procuratori fanno parte del potere esecutivo, ma la Romania, uno stato europeo di cultura neolatina, non fa parte di questa famiglia di sistema costituzionale. (…) In Romania, i procuratori sono magistrati e sono trattati dalla Costituzione dal punto di vista dello statuto professionale come parte della «autorità giudiziaria», e non di quella esecutiva. Le raccomandazioni, convenzioni, opinioni, studi e gli altri tipi di documenti internazionali, elaborati sotto l’egida delle Nazioni Unite, del Consiglio Europea o dell’Unione Europea si riferiscono in modo distinto alla situazione in cui il procuratore sia parte dell’esecutivo, rispetto a quella in cui il procuratore sia parte dell’autorità giudiziaria”, ha aggiunto Augustin Lazar.

Lazar ha inoltre spiegato come la vera missione del procuratore nella società sia agire al servizio delle vittime dei reati tenendo presenti, prima di tutto, i loro diritti, mentre l’obbligo del Pubblico Ministero di rispettare i diritti dell’uomo si riferisce anche alle persone accusate o colpevoli di aver commesso un reato, ma solo in ciò che concerne le garanzie a un processo giusto, al rispetto del diritto di libertà, nella misura in cui questo diritto giustifichi la propria esistenza durante l’indagine o nella sentenza del processo penale e, non in ultima istanza, alla presunzione di innocenza. I diritti degli imputati non saranno mai più importanti dei diritti delle vittime, al contrario, perché diversamente vivremmo in un mondo distorto in cui chi soffre per un reato è costretto a sopportare anche l’umiliazione di un’inchiesta penale e di un processo che lo metta in una posizione d’inferiorità rispetto al suo aggressore, spiega ancora il Procuratore generale della Romania.

Egli ha invocato la Carta di Roma in cui si parla dell’indipendenza dei procuratori, sottolineando come, in uno dei punti, “l’indipendenza dei procuratori sia essenziale per lo stato di diritto, debba essere garantita per legge ai massimi livelli, com’è anche per i giudici”.

“Procedendo in questo modo, il Pubblico Ministero si fa carico dell’indipendenza di cui deve beneficiare ai sensi della Costituzione della Romania e anche dei documenti internazionali, alcuni ratificati in documenti interni, in conformità con quanto previsto all’art. 11 della Costituzione romena. Rispondiamo così a tutte le domande dell’opinione pubblica, sui tentativi di alcuni poteri dello stato di privare i procuratori romeni della loro indipendenza, avvalendosi di percorsi dubbi, di progetti e procedure parlamentari viziate o di manodopera fraudolenta, realizzata in circoli politici i cui interessi si oppongono alla realizzazione della giustizia penale, che il Pubblico Ministero non rinnegherà la sua indipendenza e fermezza. L’indipendenza conferita dalla Costituzione della Romania va difesa con dignità, fermezza e tramite gli strumenti giuridici messi a disposizione dalla legge!”, ha aggiunto il Procuratore generale della Romania.

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