Nella città italiana di Lucca, due esposizioni collettive di fotografia firmate da artisti romeni

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Secondo il principio per cui le radici non possono essere dimenticare, soprattutto quando si tratta del paese in cui si è nati, gli artisti romeni non hanno dimenticato da dove vengono anche quando la loro vita si svolge in altri luoghi. Un esempio è rappresentato dalle due esposizioni collettive di fotografia organizzate nella città italiana di Lucca, e che potranno essere visitate fino al 10 dicembre 2017. Il coordinatore dell’evento è un membro del Club dei Fotografi di Iasi, stabilitosi nella città di Lucca, e tra le fotografie esposte ci sono anche i lavori di un giovane di Prahova.

Il 19 novembre, nella città italiana di Lucca, nella regione Toscana, presso la chiesa “Santa Giulia” in Piazza Suffragio, ha avuto luogo l’inaugurazione di due esposizioni collettive di fotografia, dal titolo “Romania da favola” e “Tracce degli artisti italiani a Iasi”. L’evento è stato organizzato dal Club dei Fotografi di Iasi, insieme ai partner del Dipartimento per l’Ecumenismo dell’Arcivescovado Cattolico di Lucca, l’Unione Cattolica degli Artisti Italiani e la Parrocchia Romena Ortodossa “Sant’Antonio Grande” della città di Lucca, e in entrambe le esposizioni sono state presentate fotografie di autori romeni. Così, l’esposizione collettiva “Romania da favola” contiene le fotografie degli autori: Florin Aioanei, Mihaela Ajitariti, Florin Andrei, Nicu Apostu, Constantin Ciofu, Vlad Colotila, Mirela Grosu, Laura Manolescu, Catalin Manolescu, Mihaela Burlacu, Daniel Olariu, Ovidiu Porohniuc, Cristian Vidrascue e Andrei Baciu. Da menzionare, l’ultimo nome è quello di un giovane di Prahova che ha pubblicato fotografie in diverse riviste e site nazionali, romeni ed esteri, e la cui convinzione è che tra la fotografie a la poesia non esistano confini. D’altra parte, le foto presenti in quest’esposizione, ciascuna di esse, è una sorta di poesia sulla natura, sulla vita, sui colori e le zone da favola della Romania, così come solo i fotografi sanno sorprenderla.
Anche gli organizzatori dell’evento l’hanno confermato. “Abbiamo cercato di offrire al pubblico una Romania bella, da favola, da cui milioni di persone sono andate via per un lavoro e una vita migliore. La Romania lasciata a casa, porta con sé ancora la bellezza delle tradizioni ereditate dai predecessori e la loro spiritualità che resiste da centinaia d’anni nel cuore della gente, come anche nelle chiese costruite nei secoli”, ha menzionato Constantin Ciofu, l’organizzatore della mostra nell’ambito del Club dei Fotografi di Iasi. Allo stesso tempo, anche nella seconda mostra, dal titolo “Tracce degli artisti italiani a Iasi”, ci sono state foto di artisti presenti anche nella prima esposizione, come Florin Aioanei, Mihaela Ajitariti, Constantin Ciofu e Daniel Olariu. In quest’esposizione, i lavori hanno avuto l’intento di mostrare ai visitatori le tracce lasciate dagli artisti italiani o dalle influenze rinascimentali a Iasi. Il coordinatore dell’evento è Daniel Olariu, romeno stabilitosi a Lucca e membro del Club dei Fotografi di Iasi. “Il movimento culturale del Rinascimento italiano si è esteso nell’arco dei secoli XIV e XVI. Il Rinascimento è apparso in Italia per poi diffondersi in Europa, per manifestarsi poi nell’umanesimo transilvano (secoli XV-XVI) e più tardi in Moldova e nei Principati Romeni, grazie ai grandi letterari del XVII secolo e dell’inizio del XVIII secolo. A Iasi hanno operato due artisti italiani: Giovanni Schiavone (Triste, 1804 – Venezia, 1848) e Niccolò Livaditti (Triste 1804 – Iasi 1858). Entrambi provengono dal capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, ed hanno operato per la Moldova, influenzando in modo decisivo l’arte pittorica. Così, la città di Iasi porta l’impronta del Rinascimento italiano, tanto nella pittura e nelle chiese, come anche nello stile architettonico di numerosi edifici. Più esattamente, la Cattedrale Metropolitana di Iasi mostra uno stile architettonico ispirato al Rinascimento, mentre la Chiesa Toma Cozma contiene una collezione d’icone monumentali, realizzate dal pittore italiano Giovanni Schiavone nel 1837. Il palazzo presente all’interno del Monastero Bello di Iasi, è pensato come una costruzione del Rinascimento, mentre il Palazzo della Cultura di Iasi contiene del suo patrimonio un’intera collezione sul Rinascimento italiano. Pertanto, i 20 lavori della mostra “Tracce degli artisti italiani a Iasi” ha avuto l’intento di “mostrare al pubblico i resti delle orme lasciate dagli artisti italiani nella città di Iasi o le influenze rinascimentali nella città delle sette colline”, hanno spiegato gli organizzatori delle due collettive fotografiche.

Da menzionare, le due esposizioni presentate nella chiesa di Lucca, potranno essere visitate fino al 10 dicembre 2017.

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