Inchiesta Tel Drum: La DNA ha congelato i beni di Liviu Dragnea; il leader del PSD contesta la decisione

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Martedì sera, la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha annunciato di aver istituito un sequestro per oltre 127 milioni di lei (più di 27 milioni di euro) sui beni di Liviu Dragnea, nell’inchiesta Tel Drum. Il leader del Partito Social Democratico (PSD), martedì si è recato alla DNA perché gli fosse notificata l’istituzione del sequestro.

“I procuratori della Direzione Nazionale Anticorruzione, in conformità all’art. 249 del Codice di procedura penale e all’art. 20 della Legge n. 78/2000, hanno avviato la misura del sequestro sui beni mobili e immobili detenuti da Dragnea Nicolae-Liviu, presidente del Consiglio Regionale di Teleorman alla data dei fatti – sequestro assicurativo e sequestro conservativo, fino alla concorrenza della somma di 127.547.366,34 lei su tutti i beni mobili e immobili, le azioni e le parti sociali detenute da questi, nell’ambito delle persone giuridiche di diritto privato, sulle somme dei conti bancari, come anche sulle somme di denaro a questi dovute a qualsiasi titolo da parte di terze persone, comprese le somme dovute a titolo di affitto”, trasmettono i procuratori in un comunicato stampa.

Allo stesso modo, sono stati sequestrati anche i beni di Florea Neda, rappresentante di Tel Drum, “fino alla concorrenza della somma di 31.343.799,19 lei su tutti i beni mobili e immobili, sulle somme di denaro esistenti nei conti bancari detenuti, sulle somme di denaro dovute a qualsiasi titolo da parte di terze persone, comprese le somme dovute a titolo di dividendi”.

Quanto a Mugur Bataus, funzionario del Consiglio Regionale di Teleorman, al momento dei fatti, è stato disposto un sequestro assicurativo fino alla concorrenza della somma di 127.547.366, 34 lei, mentre a nome di un altro funzionario, Victor Piperea, fino a 63.999.908,88. Per Marin Predescu, funzionario del Consiglio Regionale di Teleorman alla data dei fatti, sono stati sequestrati beni fino alla concorrenza della somma di 32.203.658,27 lei.

“Finora, nessuna autorità di gestione (il Ministero dello Sviluppo Regionale e dei Fondi Europei) si è costituito a parte civile in merito alle somme che sarebbero state ottenute illegalmente dai fondi europei (di oltre 20 milioni di euro), e neppure il Consiglio Regionale di Teleorman si è costituito a parte civile in merito al pregiudizio che sarebbe stato prodotto dai reati di abuso d’ufficio (oltre 31 milioni di lei)”, aggiungono i procuratori.

I beni di Liviu Dragnea che la DNA ha posto sotto sequestro nell’inchiesta Tel Drum

Un terreno di circa 3.000 metri, un appartamento di 80 metro quadrati, due automobili e diverse somme di denaro presenti nei conti di Liviu Dragnea sono state sequestrate dai procuratori della DNA, nell’inchiesta “Tel Drum”, in cui gli inquirenti hanno cercato anche altri beni, sempre di proprietà del leader del PSD.

“Per il recupero del pregiudizio in causa, è stato istituito un sequestro assicurativo sui beni identificati finora, come segue: Un terreno situato nel municipio di Turnu Magurele, regione Teleorman, con superficie di 2.913 mq e costruzioni afferenti ad esso, un appartamento situato a Turnu Margurele con una superficie di 80 mq e due autoveicoli (Skoda Superb e BMW X5)”, si legge in una risposta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), a una richiesta di MEDIAFAX.

Conformemente alle fonti citate, il sequestro riguarda anche la somma di 630.000 lei, ottenuta tramite un contratto preliminare di compravendita, e sulla somma di 280.000 lei, ottenuta a titolo di affitto nell’anno 2015 e 2016 in base a un contratto d’affitto.

I procuratori hanno posto sotto sequestro anche le somme di denaro esistenti o che saranno versate da altre persone nei conti bancari detenuti da Dragnea.

Inoltre, la misura assicurativa ha posto sotto sequestro le somme di denaro dovute a Liviu Dragnea da diverse persone. “Compresa la somma di 80.710 euro e la somma di 460.110 lei dovutagli da una società commerciale di Turnu Magurele, come anche la somme di 10.500 lei dovuta dall’organizzazione regionale di Teleorman a un partito”, precisa la fonte summenzionata.

“Allo stesso modo, è stato apposto sequestro anche sulle azioni e sulle parti sociali detenute nell’ambito delle persone giuridiche di diritto privato che saranno identificate. In questo momento, il sequestro è in fase esecutiva, dal momento che sono state già portate a termine le procedure d’identificazione di altri beni, fino alla concorrenza della somma di 127.547.366,34 lei”, conclude la DNA.

Il presidente Iohannis su Dragnea: È chiaro che deve dimettersi, non sarebbe nemmeno dovuto arrivare fin lì

Il presidente Klaus Iohannis, mercoledì sera a Ploiesti, ha affermato sia “chiaro” che Liviu Dragnea dovrebbe dimettersi dalla carica di presidente della Camera dei Deputati.

“Mi avete chiesto se abbia assistito a quel circo di fronte alla DNA. Non l’ho guardato espressamente ma è stato talmente trasmesso dai media, che non ho potuto evitarlo. È chiaro che debba dare le dimissioni (Liviu Dragnea – N.d.R.), sarebbe dovuto non arrivare fin lì, non dare le dimissioni. Credo che questo tipo di spettacolo con tanto di vittimismi non faccia affatto bene alla democrazia romena”, ha affermato Iohannis, dopo aver partecipato al dibattito “Le città della Romania a 100 anni dalla Grande Unione. Un futuro smart per Ploiesti”, organizzata dall’Università Petrolio-Gas.

In quest’ambito, il capo dello Stato ha sostenuto gli siano state rivolte domande “interessanti” dai suoi omologhi, che non capiscono come i romeni possano tollerare questa situazione.

“Vi rendete conto delle domande interessanti che mi rivolgono gli altri capi di Stato e di Governo che incontro quasi settimanalmente in diversi posti. Nessuno comprende come si sia arrivati a questo punto ed è piuttosto difficile spiegare come i romeni tollerino una tale comportamento ai vertici dello Stato. Spero si risolva rapidamente”, ha aggiunto Iohannis.

Alla domanda se lo imbarazzi rispondere a simili domande, il presidente ha negato, puntualizzando però quanto sia “spiacevole” ricevere domande sui problemi penali dei numeri due e tre dello Stato.

“Non mi imbarazzano, perché rappresento la Romania e tutti i romeni e sono orgoglioso di rappresentare la Romania, ma non posso evitare queste domande. Anche se trovo spiegazioni riguardo lo stato di diritto e sul modo in cui noi vediamo lo stato di diritto, ad ogni modo, è spiacevole che ti si chieda com’è possibile che il secondo e il terzo uomo dello stato siano implicati in inchieste penali”, ha aggiunto Klaus Iohannis.

Dragnea a Iohannis: Ha questo vezzo di chiedermi le dimissioni; non è la prima volta

Il presidente della Camera dei Deputati, Liviu Dragnea, giovedì ha dichiarato che il presidente Klaus Iohannis avrebbe “questo vezzo” di chiedere le sue dimissioni, spiegando non si tratti della prima volta.

“Non è la prima volta. Ha questo vezzo. Ora mi scatena contro una parte del sistema, ora mi chiede le dimissioni, si lavora così. Lavora in modo molto ben coordinato. Mi sembra ci sia una buona collaborazione con la nuova alleanza politica PNL-DNA, che ho visto durante la chiacchierata politica di qualche giorno fa”, ha dichiarato Dragnea nel Palazzo del Parlamento, alla domanda su cosa risponda alla richiesta di dimissioni di Iohannis.

Alla domanda su come creda appaia la Romania dall’esterno, con la terza carica dello stato condannata e con tre inchieste penali aperte a carico, Dragnea ha risposto: “Io ho visto come appare la Romania dall’esterno e anche la vede una buona parte dei romeni, e vediamo scoperti ogni giorno gli abusi fatti da questo sistema. Più o meno questo si vede”.

Dragnea contesta il sequestro dei beni. Motivi invocati

Liviu Dragnea contesta all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ) il sequestro istituito su tutti i suoi averi, nell’ambito dell’inchiesta Tel Drum. L’avvocatessa del presidente PSD invoca il fatto che nessuna delle istituzioni si sia costituita a parte civile nell’inchiesta. E poiché nessuno abbia chiesto di recuperare il pregiudizio, il procuratore non avrebbe avuto il diritto di prendere tale misura assicurativa, afferma la difesa di Liviu Dragnea. L’avvocatessa Maria Vasii ha dichiarato a Digi24 che il sequestro sia stato istituito per sentito dire, poiché i beni del leader del PSD non sono stati valutati.

“Ho contestato l’ordinanza che istituisce le misure assicurative, perché emessa dal procuratore senza rispettare le forme essenziali richieste dalla legge, ad esempio il fatto che la misura assicurativa sia stata giustificata dal procuratore per il dissequestro dei beni necessari a coprire il rimborso del pregiudizio.

Inoltre, non abbiamo nessuno costituitosi a parte civile, pertanto nessuno ha rivendicato un pregiudizio. Il procuratore non può avviare dissequestro d’ufficio in mancanza di una parte civile che rivendichi questo rimborso”, dichiara Maria Vasii.

In conformità con il Codice di procedura penale però, le parti lese possono costituirsi a parte civile per l’intera durata della fase istruttoria, fino all’inizio dell’inchiesta. Questo avviene “per iscritto o oralmente, con l’indicazione della natura e dell’estensione delle pretese, dei motivi e dei problemi su cui questa si basi. Nel caso in cui la costituzione a parte civile avvenga oralmente, gli organi giudiziari avranno l’obbligo di registrarla in un verbale o, secondo il caso, in una sentenza”.

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