Il caso della donna romena sequestrata a Lamezia Terme

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Il ministro Pastarnac e l’Ambasciatore Italiano hanno concordato l’intensificazione della collaborazione bilaterale per assicurare i diritti dei cittadini romeni in Italia

Il MAE ringrazia le autorità italiane per la buona cooperazione e il sostegno offerto in questo caso

Il ministro per i Romani nel Mondo, Andreea Pastarnac, giovedì ha parlato con l’Ambasciatore Italiano, Marco Giungi, del caso della romena sequestrata per 10 anni nella Penisola, annuncia un comunicato del Ministero.

“Con l’intento di accordare sostegno immediato alla vittima, cittadina romena, e ai due bambini, trovati in condizioni disumane in Italia, nella località di Lamezia Terme, il Ministero per i Romani nel Mondo ha attivato un gruppo interministeriale di cui fanno parte tutte le istituzioni competenti del paese – il Ministero degli Esteri, il Ministero degli Interni, il Ministero del Lavoro e Giustizia Sociale, l’Autorità Nazionale per la Protezione dei Diritti dei Minori, l’Agenzia Nazionale Contro il Traffico di Persone”, mostra la fonte citata.

Allo stesso tempo, informa il MRP, il ministro Andreea Pastarnac ha chiamato “d’urgenza” l’Ambasciatore Italiano in Romania, per discutere della complessità del caos e per una stretta collaborazione atta a identificare soluzioni urgenti e rapide, per situazioni di questo tipo.

Il MRP considera questo caso una priorità ed è in costante contatto con le autorità locali, si legge ancora nel comunicato.

Secondo quanto riportato dal sito leggo.it, una romena di 29 anni, madre di due bambini di tre e di nove anni, tra il 2007 e il 2017 è stata vittima di violenze, abusi sessuali e schiavismo, per mano di un cittadino italiano di 52 anni, arrestato dalla Polizia.

Gli inquirenti italiani hanno scoperto che la famiglia abitava in una piccola baracca insalubre, senza corrente elettrica né servizi igienici, e infestata di topi e insetti, nel comune di Gizzeria, in provincia di Catanzaro.

A causa delle condizioni di assoluta mancanza d’igiene, la donna e i due bambini sono stati immediatamente trasportati in un luogo protetto dalle autorità.

Le indagini supplementari hanno rilevato che la donna, badante dell’ex moglie dell’accusato, nel frattempo deceduta, vivesse isolata da circa 10 anni, prima in diversi appartamenti e poi nella baracca in questione. La donna era trattata come una schiava e ripetutamente violentata – abusi dai quali sono nati i due bambini –, riportando gravi ferite, anche nelle parti intime, poiché aggredita anche durante le gravidanze.

La donna, quasi completamente reclusa nella baracca e ripetutamente sottoposta a inimmaginabili violenze, era immobilizzata e legata al letto, non poteva avere relazioni sociali o ricevere cure mediche, neppure durante la gravidanza, costretta addirittura a non lavarsi per molti anni, mostra la fonte citata.

Molti degli atti di violenza cui la donna era sottoposta, sono stati commessi alla presenza dei due bambini.

MAE: La romena sequestrata in Italia è ricoverata in una clinica; i minori si trovano in un centro di assistenza sociale

Giovedì, il Ministero degli Affari Esteri ha precisato come, nel portare avanti le procedure accanto alle autorità competenti italiane, il console di stanza a Bari si sia già recato in località Lamezia Terme, in regime d’urgenza, e abbia incontrato la donna romena sequestrata in Italia e i rappresentanti della polizia locale.

Secondo un comunicato del MAE, “la madre è stata ricoverata in una clinica e beneficia di assistenza medica e di sostegno psicologico, mentre i minori si trovano in un centro di assistenza sociale”.

“In occasione della visita del diplomatico con attribuzioni consolari, è stata accordata assistenza consolare in regime d’urgenza, consistita nella raccolta dei dati necessari all’emissione di un passaporto temporaneo per la cittadina romena in causa e l’avvio delle formalità necessarie all’emissione dei certificati di nascita romeni per i figli minorenni della cittadina romena”, si legge nel comunicato.

La fonte citata specifica come, allo stesso tempo, il rappresentante dell’ufficio consolare abbia agevolato il contatto telefonico tra la cittadina romena e i membri della sua famiglia, in Romania.

“Il Consolato Generale della Romania a Bari monitorizza in modo prioritario l’evoluzione della situazione, mantiene in permanenza un legame con i cittadini romeni e con le autorità locali e accorda l’assistenza e la protezione consolare necessaria. La recente attivazione, da parte dello stato romeno, di un nuovo ufficio consolare a Bari, ha reso possibile un intervento rapido a livello consolare subito dopo la scoperta di questo caso, da parte delle autorità romene”, si legge sullo stesso comunicato.

Allo stesso modo, il MAE ringrazia le autorità italiane per la buona cooperazione e il sostegno offerto in questo caso.

“L’inchiesta delle autorità italiane è in corso, la cittadina romena rimarrà in territorio italiano fino alla conclusione delle indagini”, si spiega ancora nel comunicato.

A dimostrazione del particolare interesse accordato dalle autorità dei due paesi in questo caso, venerdì ha avuto luogo un nuovo incontro tra il ministro per i Romeni nel Mondo, Andreea Pastarnac, e l’Ambasciatore Italiano a Bucarest, S. E. Marco Giungi, per stabilire le misure necessarie ad assicurare assistenza immediata nel caso della madre e due suoi due figli, scoperti in condizioni disumane dai carabinieri italiani in località Gizzeria, a Lamezia Terme.

Il diplomatico italiano ha presentato i dettagli sul caso, ponendo l’accento sugli sforzi e sulla prontezza della polizia locale, che ha permesso la scoperta delle vittime e l’arresto dell’aggressore. In questo contesto, l’addetto degli Interni della missione permanente italiana, presente all’incontro, ha parlato della cooperazione istituzionale con attribuzioni specializzate, presentando le misure immediatamente prese in questo contesto, legate al supporto offerto alle vittime dal punto di vista medico e di sostegno psicologico.

Il ministro per i Romeni nel Mondo ha parlato a sua volta le consultazioni interne al gruppo interministeriale, avvenute tra i rappresentanti del MAI, MAE, MMJS, ed ha disposto d’urgenza che una delegazione comune per MRP e MAI, guidata dal segretario di stato Veaceslav Saramet, si rechi nella regione di Lamezia Terme. All’interno di questa missione, avrà luogo l’incontro con i rappresentanti di Prefettura, Questura e Carabinieri, per compiere le necessarie visite presso le istituzioni dove sono sistemati la madre e i due minori.

L’agenda dell’incontro ha compreso anche una descrizione dettagliata delle ultime evoluzioni legate all’istituzione di un Centro pilota per le vittime dello sfruttamento sul lavoro, che sarà inaugurato a Vittoria, nella regione di Ragusa, rispetto al quale le autorità dei due stati dovranno stabilire le misure da attuare. Allo stesso tempo, le parti sono state d’accordo nel portare avanti le campagne d’informazione realizzate dalle autorità dei due stati, insieme ad autorità locali, ambiente associativo, parrocchie romene e organizzazioni specializzate nel traffico di esseri umani e sfruttamento sul lavoro.

Ancora, su proposta del ministro Andreea Pastarnac, si è convenuto sulla necessità di intensificare le collaborazioni bilaterali in materi di garanzia dei diritti dei cittadini romeni presenti in Italia, come anche sullo sviluppo di meccanismo che assicurino la prevenzione e la lotta di tutte le forme di abuso che possano manifestarsi a discapito degli stessi.

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